l paese di Neoneli sorge sui monti che si ergono maestosi e docili
sulla riva sinistra del fiume Tirso, offrendosi quasi inaspettato a
coloro lo visitano, inserito com'è, al centro di antichi e rigogliosi
boschi. Tanti sono stati coloro che hanno tentato di fornire la
spiegazione del significato del nome del paese; alcuni rivolgendosi al
greco hanno visto nella radice "neo" il significato di nuovo paese,
mentre altri (come Giovanni Spano) chiamano in causa il fenicio
attribuendo a Neoneli il senso di dimora eccellente; il mistero resta
ancor oggi insoluto, anche se l'ipotesi più accreditata sembrerebbe
essere la prima. Certo è però che le testimonianze archeologiche sparse
nel territorio di Neoneli ci aiutano a riportare le sue origini molto
in là nel passato. Le numerose domus de janas tutt'intorno al centro
abitato e alcuni nuraghi dimostrano l'esistenza di insediamenti stabili
fin dall'età prenuragica e nuragica. Scarse invece le tracce
provenienti dal periodo punico. Periodo al quale apparterrebbero,
secondo alcuni studiosi, i resti di una fortezza situata sul Monte S.
Vittoria; molti però vedono in essa una roccaforte eretta in periodo
giudicale a guardia di un villaggio situato poco più in basso e del
quale sono tutt'ora visibili i ruderi.
Il
periodo romano vede il paese di Neoneli come punto di confine tra i
territori già conquistati e quelli sotto il controllo delle cosiddette
civiltatae Barbariae, e a pochi passi da importantissimi colonie come
quella Augustea di Austis e quella eretta dall'imperatore Traiano che
oggi prende il nome di Fordongianus. A questo periodo appartengono i
ritrovamenti di tombe semplici e a incinerazione nei dintorni del paese.
Il periodo Bizantino vide la nascita e lo sviluppo di numerosi villaggi
e insediamenti dei quali, nel migliore dei casi, restano solamente
poche tracce sul terreno, ma che hanno inciso con i loro nomi nei
toponimi ancora in uso per indicare i luoghi in cui sorgevano. Ricco di
avvenimenti e personaggi fu invece il periodo giudicale, quando Neoneli
(Leonelli era il nome con cui lo si indicava in quel periodo) venne
incluso nel Giudicato di Arborea, ricoprendo in seguito anche il ruolo
di capoluogo della curatoria del Barigadu. Splendore e lustro vennero
in parte offuscati da una cattiva gestione da parte di alcune famiglie
che ne sfruttarono le risorse in periodo aragonese. L'età medievale
segna la nascita di un castello situato a pochi Km dal paese, in
località Monte Santu, su un impervio costone che si affaccia su un
panorama vastissimo che arriva a lambire le coste dell'oristanese. Tale
edificio svolse nel corso dei secoli diversi ruoli: da castello a
prigione di massima sicurezza, fino a divenire un maestoso monastero
dedicato a S. Maria di Bonarcado attorno all'anno Mille.
L'epoca moderna vede il paese situato nell'ambito di
un'economia ancora legata a valori e tradizioni mai dimenticati. Come
non considerare beni preziosi da portare avanti con amore
prodotti come il vino, i gustosi formaggi, il pane lavorato e decorato
a mano o i tipici dolci differenti per ogni periodo dell'anno? Questi
sono solo alcune delle prelibatezze che distinguono e fanno
conoscere il paese di Neoneli. Sicuramente degno di nota è anche il
contesto ambientale nel quale è inserito il centro abitato.Flora del
'parco' di Assai Le verdi e rigogliose foreste infatti
abbracciano il paesino e lo rendono singolare e accogliente al tempo
stesso. Il bosco che lo circonda varia a seconda delle
altezze rispetto al livello del mare e vede dominare ora le querce da
sughero, ora le roverelle, oppure, nelle zone più alte, alberi di
leccio e agrifoglio. Il tutto accompagnato dalla più tipica e
colorata macchia mediterranea, che non smette mai di allietare gli
occhi di un eventuale osservatore. Le aree dove la natura regna ancora
indisturbata sono anche quelle che mostrano i rilievi più
alti (fino a lambire i 900 metri d'altezza), e ospitano al loro interno
numerose e rare specie animali. L'oasi faunistica di Assai si
mostra agli occhi dei visitatori come una grande distesa sempre verde
dove i lecci la fanno da padroni e cespugli di diversi tipi la rendono
ricca di colori in qualsiasi stagione. Solo gli speroni di
solida roccia granitica spiccano qua e la a rendere il paesaggio ancor
più vario, tra continui saliscendi che delineano alte colline che si
stendono sinuose per vallate e alture. Questo è anche il
luogo dove animali tipici come il cinghiale, la lepre, la volpe, la
Massicio graniticopernice sarda o la donnola vivono in
simbiosi, liberi di agire senza che l'intervento umano modifichi il
naturale andare degli eventi; ma è anche il teatro che mostra la
presenza di rarissimi animali come il cervo sardo, il daino e
l'aquila, vere e proprie perle del parco che lo rendono sinonimo di
tranquillità, protezione e assenza di ogni forma di inquinamento. Non è
raro imbattersi in uno di questi animali durante le salubri e
gratificanti passeggiate che è possibile fare per le stradine nelle
centinaia di ettari protetti e controllati all'interno del parco di
Assai. Oltre questo il paese offre anche bellezze architettoniche
ricche di storia e aneddoti, come la chiesa parrocchiale dedicata a S.
Pietro, eretta nel lontano 1611 in stile tardo gotico, protagonista di
crolli parziali e ricostruzioni distribuite nel tempo. Oppure ancora la
chiesetta campestre de "S'Angelu", al centro di leggende e storie che
altro non fanno se non accrescerne il fascino, sfondoChiese de
'S'angelu' oggi di una delle più belle feste paesane dedicata ai Santi
Arcangeli e che prende il nome della chiesetta stessa, appunto festa de
"S'Angelu". Insomma dovendo riassumere