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Scritto da MARALB   
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Baressa






Baressa



chiesa




B
aressa è un comune di 849 abitanti della provincia di Oristano, nella regione storica della Marmilla.

Amministrazione comunale

Sindaco: Piergiorgio Corona (lista civica) dal 10/05/2005
Centralino del comune: 0783 930049
Posta elettronica: non_disponibile

Piccolo centro della Marmilla situato a 169m sul livello del mare è un paese agro-pastorale, a sud del suo territorio sono visibili le rovine del villaggio di Atzeni, fondato nel medioevo su un precedente insediamento punico-romano ed abbandonato nel XVIII secolo.
Il nome "Baressa" secondo gli studiosi ha origine pre-romana forse, derivata dalla parola fenicia "baras", luogo di abeti e selva. Il territorio comunale è disseminatoda diverse testimonianze di epoca nuragica (come i nuraghi "Su Sensu" e "Molas") e romana (sono presenti vari abitati nelle località: "Pranu Sizzonis", "Codinas", "Bruncu Uras", " Acqua Sassa", "Donigala" e, necropoli a : "Atzeni", "Santa Maria" e "Santu Miali").
A circa un kilometro dal centro abitato, si estende su una superficie di 3 ettari, immerso in un boscodi lecci e roverelle, il parco "Marrogali", meta ideale di escursioni e picnic. Attualmente è in fase di realizzazione un impianto per la pesca sportiva ed (in fase di progettazione) un centro visite per volatili e ungulati. Di recente realizzazione è la suggestiva chiesa campestre consacrata a "Santa Maria", ricostruita sui propri resti dopo la distruzzione avvenuta intorno al 1700 circa. Tale chiesa apparteneva all'antica comunita di "Atzeni".



    Tra le coltivazioni praticate dai contadini di Baressa la più tipica è quella della mandorla, verso la quale da parte dell'Amministrazione comunale vi è stato un significatico impegno di recupero e valorizzazione mediante la promozione della "Sagra della Mandorla", meta ogni anno di turisti provenienti da varie parti dell'isola e non solo.

Notevole importanza nelle produzioni agricole riveste l'olivocultura, il cui patrimonio è stimato in circa 15.000 piante. Particolare menzione meritano gli otre 1000 ulivi plurisecolari presenti nel territorio comunale, sopratutto a valle del centro abitato. Interessanti anche le produzioni del settore artigianale, tra le quali spicca la realizzazione di cestini "Scatteddusu" realizzati in canna e olivastro.

Una enorme distesa di mandorli in fiore, così si presenta al visitatore invernale il paesaggio di questo centro della Marmilla.
Posto a 169 mt. sul livello del mare su una superficie di 12.55 Kmq, Baressa conta 908 abitanti dediti in gran parte all'agricoltura, la coltura tipica è la mandorlicoltura.

La promozione di tale attività sfocia nella "Sagra della Mandorla" e nella "Mostra Mercato", due manifestazioni collaterali promosse dall'amministrazione comunale con lo scopo di valorizzare le produzioni tipiche (oltre alle mandorle, infatti, pregevoli prodotti di Baressa sono anche l'olio extravergine d'oliva, il vino e la sapa). Durante queste manifestazioni si possono ammirare e sopratutto degustare i più tipici prodotti gastronomici preparati con le mandorle (ammaretti, gattau, guefusu, pani sapa etc.) e, visitare le botteghe de "Is Artis" (i mestieri artigianali) che ci ripropongono le attvità artigianali tipiche del paese con gli stessi metodi di lavorazione dei tempi che furono. Sempre nel centro storico del paese, luogo in cui si svolgono le manifestazioni, nella cucina di un'antica casa rurale si esegue la dimostrazione per la preparazione dei dolci sardi a base di mandorle e pani tipici della zona. Inoltre si possono anche ammirare diverse mostre fotografiche e di pittura. La festa continua con spettacoli musicali, con sfilate di gruppi folk e di moda. Noi tutti vi invitiamo a partecipare numerosi a questi eventi che mostrano il vero volto delle tradizioni e della cultura della nostra comunità e della Sardegna.
Appuntamenti:
· 23-24 aprile: festa di San Giorgio Martire, patrono del paese;
1° fine settimana di Agosto "Sagra di Santa Maria di Atzeni"
· 3-4-5 settembre: festa di Santa Rosalia;
· 1° fine settimana di settembre: "Sagra delle Mandorla" e "Mostra mercato delle produzioni tipiche".

La chiesa parrocchiale di S.Giorgio fu edificata nel lontano 1600 su una precedente chiesa, sempre consacrata a S.Giorgio. La stessa, pur avendo subito nel tempo numerosi ampliamenti e completamenti, costituisce importante patrimonio storico e monumentale per l'abitato di Baressa.
Planimetricamente l'edificio è composto da una navata centrale con volta a botte e da quattro cappelle laterali (anch'esse a botte) comunicanti tra loro e, illuminate da piccole aperture ad arco acuto vetrate. Ai lati del presbiterio si trovano due locali, uno (sul lato sinistro) adibito a sacrestia l'atro (sul lato destro) a museo d'arte sacra (in allestimento), entrambi presentano accessi sia dall'interno che dall'esterno. Antistante l'originaria navata centrale, è stato realizzato (come risulta da attendibili testimonianze) un piccolo nartece. Lateralmente ad esso si trovano (sulla sinistra) un locale ad uso ripostiglio con ingresso esterno e, sulla destra, il vano scala del campanile al quale si accede direttamente dalla chiesa. Quest'ultimo, anchesso realizzato in tempi più recenti, è ubicato sopra il piccolo nartece in posizione centrale sovrastante la facciata principale. La torre è a pianta quadrata con cella campanaria e coperture del tipo a cuspide, composta da due falde inclinate con rivestimento in coppi alla romana, mentre la cuspide del campanile è rivestita con piastrelle di grès color rosso. Sulla facciata sono presenti cornicioni e lesene in pietra tufacea a vista disposte con uno sschema compositivo semplice e lineare. Anche l'interno nell'architettura e nelle decorazioni è sobrio, con la sola eccezione dell'altare maggiore che, con la sua richezza di marmi policromi contrasta con la semplicità degli altari delle cappelle laterali.
In tempi molto antichi esistette un paese chiamato “zei” o “atzei” in regione ove oggi sono le campagne di “Pardu Atzei” appartenenti a Guspini e a Gonnosfanadiga.Ma non è di questo paese che si intende qui di parlare;d’altronde non possediamo documenti che lo ricordino. “Atzei” è cosa ben diversa da “Atzeni”, sia come cognome di persona, sia come nome di paese.

“Atzeni” o, secondo la grafia spagnola, “Aceny”, era un paesello situato nelle campagne che oggi appartengono a Baressa nelle direzione di Simala; e appunto nei pressi del ponte verso Simala esistono ancora tracce di quella che fu una chiesa campestre di “Atzeni” intitolata Santa Maria, la qui vecchia statua esiste ancora nella chiesa parrocchiale di Baressa, ed è chiamata dal popolo “Santa Maria Atzeni”. La chiesa parrocchiale di Atzeni era intitolata a San Michele e vi era pure la chiesa di San Nicolo. Del paese di Atzeni, distante 1 km circa dall’abitato di Baressa,e della chiesetta dedicata a Santa Maria, rimangono poco più che una cappella insieme alla Statua della Vergine costretta a riparare nella chiesa di S.Giorgio per le condizioni della vecchia chiesa diroccata, pochi cenni documentali, il toponimo, i cognomi, la memoria tramandata oralmente. Per il resto solo qualche cumulo di pietre sparse. Nei documenti ritrovati il nome del villaggio di Atzeni ricorre almeno 6 volte nelle “Rationes decimarum Italiane – Sardiniae”per il periodo compreso tra il 1341 e il 1357. Il rettore di Atzeni versa al legato pontificio le decime relative al 1341 che ammontano a L. 3 e soldi 6. I notabili della villa di Acene ,il majore e 3 jurati, partecipano il 12 gennaio 1388 alla riunione diVillamar sottoscrivendo il trattato di pace “Ultima pax Sardiniea “ stipulato fra Eleonora d’Arborea e Pietro IV d’Aragona. Il villaggio, come gli altri del resto, era soggetto a carestie e pestilenze che decimavano la popolazione. Dai 300 abitanti del XVI secolo si scende a 100 nel 1728 e presumibilmente intorno al 1740 il paese rimase disabitato e i pochi abitanti si trasferirono nei villaggi vicini.L’ultimo gesto effettuato da questo comune, prima di chiudere la sua esistenza, fu un mobilissimo atto di devozione alla santissima Vergine Assunta. Nella sopradetta chiesa campestre di Santa Maria era stata sempre costumanza di celebrare ogni anno la festa della Vergine Assunta a cura di un parentato del villaggio di Atzeni, la famiglia degli Atzeni. Poco prima del 1724, gli ultimi superstiti si erano trasferiti a Baressa. Diventati cosi abitanti di Baressa, essi pretendevano di continuare a loro spese la celebrazione della sopradetta festa. Gli abitanti del comune di Atzeni si ribellarono a questa pretesa. La chiesa di Santa Maria -essi dicevano- appartiene agli Atzenesi: la festa è degli Atzenesi, quindi non deve essere celebrata a cura dei Baressesi. Ne nacque una lite, la più simpatica lite.
Statua di S. Giorgio     Se il tempo ha cancellato le strutture murarie non è riuscito a scalfire la grande fede della comunità tramandata nei secoli dagli antichi antenati. Da qui l’impegno di ricostruire la chiesetta. Tra gli anni 89 e 90 sono state reperite le aree, costruito il parco e messe a dimora le piante. Nel 1995 viene eretta una croce e il 5 aprile 1998, domenica delle palme, Mons. Antonino Orrù, vescovo della diocesi si Ales, benedice la posa della prima pietra che, segna la ricostruzzione del santuario proprio sulle sue antiche rovine.



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fonte:  http://web.tiscali.it/comunebaressa/   e   http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=21627163





 

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