iamanna è un comune di 863 abitanti della provincia di Oristano, nella
regione del Campidano di Oristano.
Storia
Il paese è arroccato ai piedi del Monte Ghighine a circa 50 metri sopra
il livello del mare. Il villaggio è stato fondato probabilmente in
epoca romana, lungo la strada che collegava Fordongianus (l'antica
Forum Traiani) con Usellus (l'antica Colonia Iulia). Secondo una
ipotesi molto probabile l'origine del nome della cittadina sarebbe da
identificare dall'unione del termine sa ia (la strada) e manna (grande)
ovvero la strada grande, che fiancheggiava anticamente l'insediamento.
Durante il Medioevo il paese di Siamanna apparteneva al Giudicato di
Arborea nella Curatoria di Simaxis. Nel 1410 Siamanna passò al
Marchesato di Oristano e nel 1479 venne confiscato a Leonardo di Alagon
dal Regno d'Aragona. Nel 1767 Siamanna divenne nuovamente un feudo
entrando a far parte del Marchesato d'Arcais istituito in favore di
Damiano Nurra, un ricco possidente di Oristano che ricevette il titolo
nobiliare direttamente da Carlo Emanuele III. Nel 1821 il paese entrò a
far parte prima della provincia di Oristano, e poi nel 1848 nella
divisione amministrativa di Cagliari, per poi essere assegnata nel 1859
alla Provincia di Cagliari. Dopo essere diventato Comune nel Regno
d'Italia, nel 1928 il governo fascista lo inglobò nel comune di
Villaurbana insieme al vicino paese di Siapiccia. Nel 1947 Siamanna
venne unito a Siapiccia per creare il comune di Siamanna-Siapiccia, che
continuò ad esistere fino al referendum del 1975 con il quale gli
abitanti del paese decretarono la creazione di Siamanna come comune a
sè stante.
Monumenti
Il monumento più importante della cittadina è la chiesa di Santa Lucia
con il suo campanile, edificato intorno al 1745, mentre la pianta
originaria della chiesa stessa risale al 1512 per opera del canonico
locale Antonio Formentini, dopo aver subito numerosi danneggiamenti nel
corso dei secoli, fino a venire restaurata nel 1950.
Amministrazione
comunale
Sindaco: Franco Vellio Melas (lista civica) dal 14/06/2007
Centralino del comune: 0783 449000
Posta elettronica: info@comune.siamanna.or.it
Parte del territorio del Comune di Siamanna fa parte del Monte
Grighine, sistema montuoso caratteristico sia per la grande importanza
geologica, essendo stato oggetto di studio per anni da parte diversi
geologi, spesso arrivati dalle più importanti università della
penisola, sia per quell'alone di mistero che da millenni ha sempre
avvolto questa poco più che una collina, stante la sua vetta Cuccuru
Mannu non superiore ai 700 metri sul livello del mare.
Il monte è un'isola paleozoica, come affermano i geologi, e questo fa
risalire la sua nascita a circa 500 milioni di anni fa, considerando i
minerali esistenti nel territorio. E' contenuto entro i confini
comunali di Siamanna, Siapiccia, Fordongianus, Allai, Ruinas, Mogorella
e Villaurbana, solcato da numerose vallate, con rilievi a volte dolci,
come i versanti di Siamanna e Siapiccia, su cui affiorano rocce
basaltiche e granitiche erose dal lavoro millenario del vento.
Poco più a nord davvero spettacolare e suggestivo è il filone bianco e
lucente di quarzo, che parte dalla base della montagna fin quasi a
raggiungere la vetta, visibile nelle buone giornate da tutto il
Campidano di Oristano. La flora del Grighine è composta quasi
prevalentemente da macchia mediterranea che in lacune zone si presenta
alta ed impenetrabile ed in altre bassa ed intervallata con vaste aree
di cisto la cui presenza e il campanello dall'allarme che segnala forse
l'ultimo stadio del degrado ambientale. Infatti sono poche ormai le
zone di bosco d'alto fusto, soprattutto quelle popolate da lecci
secolari e sughere, se si esclude la zona di Sa Cora de is Ortus e Su
Sruesciu Nieddu e poche altre zone.
Il monte Grighine, per la sua posizione strategica, è da sempre punto
di collegamento con le montagne dell'interno e del nuorese e sembra sia
stato un rifugio sicuro per ladri di bestiame e banditi, come
confermano gli anziani quando raccontano che negli anni Quaranta e
Cinquanta si nascondevano nella montagna più di dieci pericolosi
latitanti.
Alla fine degli anni Sessanta e primi Settanta la svolta forse storica
della montagna; sono ceduti da tutti i comuni del perimetro quasi
seimila ettari di territorio ad una società per la realizzazione di un
grande rimboschimento a scopo industriale. Ben presto i bulldozer
cominciarono a ripulire e a dissodare il terreno, intervenendo anche in
costoni con pendenze superiori al 50 per cento e provocando così
gravissimi danni ambientali a causa del dilavamento della superficie da
parte delle piogge. A quei tempi si misero a dimora milioni di alberi
del tipo "Pinus Radiata" da destinare come materia prima alla cartiera
di Arbatax.
In un primo momento pareva che il Grighine avesse assorbito abbastanza
bene questo radicale cambiamento ambientale al punto che man mano che
crescevano gli alberi e i costoni assumevano il colore verde scuro,
qualcuno paragonò molto fantasiosamente questa montagna ad un angolo di
Svizzera.
Un pauroso incendio, di probabile origine dolosa, distrusse tutta la
piantagione il 26 e il 27 luglio 1983. Furono momenti drammatici: le
fiamme in poco più di ventiquattro ore ridussero in cenere tutto il
Grighine, alimentate da un forte vento di scirocco. Andarono in fumo
con gli alberi anche le speranze degli operai della zona che avevano
creduto fino in fondo di avere in futuro con questo rimboschimento. Il
Grighine aveva ancora una volta subito un altro grave attentato al suo
naturale equilibrio ambientale. L'anno successivo a questo disastro
giunse il momento della rinascita del Grighine: tutti gli
amministratori dei comuni interessati si misero, chi più chi meno, a
chiedere i finanziamenti necessari per mettere in cantiere i progetti
per un rapido rimboschimento. Diversi gli indirizzi scelti dai vari
comuni; in linea generale comunque si è puntato anche ad alleviare i
problemi dei disoccupati, assumendone un numero sempre maggiore nei
vari cantieri di rimboschimento. Buoni i risultati ottenuti finora.
Numerosissime infatti le piantine messe a dimora: lecci, sughere,
roverelle, molte delle quali già adulte e rigogliose, ed altre essenze
particolarmente adatte al territorio del Grighine.
La speranza degli abitanti Di Siamanna e degli altri paesi dei Grighine
é che questa sia la volta definitiva per la rinascita della montagna
che per millenni ha accompagnato la vita e la crescita anche sociale di
queste popolazioni.
Un'antica tradizione si mantenne viva in questo paese fino agli albori
di questo secolo: era la ora de "Su Pannu".
"Su Pannu" era un drappo di broccato o di damasco che i componenti per
la festa del Santo patrono andavano ad acquistare ad Oristano.
Genovesi e Ghilarzesi che nelle botteghe de "Sa ruga deretta" offrivano
stoffe preziose ed umili panni. I componenti del comitato dei vari
paesi del Campidano si recavano a cavallo in città, acquistavano il
panno, si dissetavano con vernaccia, mangiavano muggini arrostiti nelle
osterie di via Tirso e nelle prime ore del pomeriggio montavano in
sella e partivano alla volta del loro paese.
Il viaggio procedeva tranquillo. Ma quando si era in prossimità del
campanile della parrocchia il più valido cavallerizzo conficcava gli
speroni nel fianco del cavallo e partiva al galoppo seguito dagli altri
in un turbine di polvere e in un tumulto di urli. Chi per prima
raggiungeva la chiesa aveva diritto a "Su Pannu" ed il giorno appresso,
durante la processione, aveva l'onore di reggere quel drappo.
Questa era detta la corsa de "Su Pannu". Donde "Pigai Pannu" che
significa conquistare il drappo e l'onore diostentarlo nella cerimonia
religiosa.
L'attuale edizione, adeguandosi ai tempi, ha sostituito il panno di
prezioso damasco con premi in denaro, conservando però l'usanza dello
stendardo da trasmettere di anno in anno al vincitore della gara.
All'inizio della contesa, tale simbolo viene affidato dal Sindaco ad un
cavaliere di Siamanna quale difensore del Palio; in seguito verrà
custodito nel Municipio fino alla edizione successiva. Al vincitore
della gara, oltre al premio in denaro andrà anche una preziosa
riproduzione miniaturizzata dello stendardo Lo stesso giorno del palio
si tiene la Sagra Mostra degustazione dei prodotti tipici locali: pane
tipico siamannese, Uva da tavola e formaggi prodotti dalla Cooperativa
CAO di Siamanna. I prodotti della sagradi Siamanna vantano un'antica
tradizione. La viticoltura ad esempio trova nei terreni del paese
l'habitat ideale. E mentre quest'ultimasi èsviluppata soprattutto a
livello familiare, la produzione dei formaggi ha trovato invece ampia
collocazione nel mercato e oggi rappresenta il cardine su cui ruota
l'economia del paese. Ne danno testimonianza i 60 allevatori del paese,
soci della Cooperativa Allevatori Ovini, dedita alla produzione di vari
formaggi pecorini, esportati in tutto il territorio nazionale ed anche
all'estero