orgongiori (in sardo Mragaxòri) è un comune di 892 abitanti della
provincia di Oristano, nella antica regione della Marmilla.
Morgongiori sorge sul versante meridionale del Monte Arci. Tra le aspre
pareti rocciose che lo circondano, spicca la scultura naturale chiamata
"Testa del guerriero". I numerosi siti archeologici del territorio e le
officine per l'estrazione e la lavorazione dell'ossidiana, testimoniano
la presenza dell'uomo nel territorio fin dai tempi più antichi.
Piatti tipici
Is Lorighittas: pasta tipica preparata a mano attorcigliando tra le
dita un doppio filo di pasta fino a creare una treccina chiusa a
formare un anello (loriga, in sardo).
Amministrazione comunale
Sindaco: Renzo Ibba (lista civica) dal 29/05/2007
Centralino del comune: 0783 932112
Posta elettronica: segretario@comune.morgongiori.or.it
Morgongiori
è un paese che sorge sul versante meridionale del Monte Arci ad
un’altimetria di 351 m. s.l.m e una popolazione di 1000 abitanti
circa.Il nome “Morgongiori”, rimanda, nella sua etimologia, alle pareti
rocciose che lo circondano fra le quali la bellissima scultura naturale
(Testa del guerriero), modellata dal tempo e dagli agenti naturali di
“Conca Mraxi”. La presenza umana nel territorio ha origini remote, ciò
è testimoniato dai diversi siti archeologici sparsi nel territorio
comunale oltre alle diverse officine per l’estrazione e la lavorazione
dell’ossidiana, che è un elemento caratteristico del paese. Il paese
nel periodo medioevale apparteneva al giudicato di Arborea, nella
curatoria di Parte Montis. Nel 1338 Morgongiori partecipò,
rappresentato dal notaio Giuseppe Porcu, alla storica firma della pace
tra Eleonora D’arborea e Giovanni IV d’Aragona. Nel 1500 a causa delle
invasioni dei Barbari e poi dei Saraceni, Morgongiori, grazie alla sua
posizione geografica, fu un luogo di rifugio per le
popolazioni che vivevano nelle zone costiere. Con l’evento del
feudalesimo passò al Marchesato di Oristano e successivamente fu
incorporato nella contea di Quirra, sotto il feudo dei Carroz. Nel 1603
la contea di Quirra venne trasformata in Marchesato e diventò feudo dei
Centelles e poi degli Osorio, che governarono fino al riscatto feudale
operato dai Savoia, fra gli anni 30’e 40’ dell’800.
In origine il paese di Morgongiori era costituito principalmente da
case l’una addossata all’altra in seguito, con il passare degli anni,
le persone hanno cominciato ad ampliare il centro abitato spingendosi,
con le nuove costruzioni, anche nella zona alta del paese lungo la
via principale di accesso alla montagna(qui infatti, da pochi
anni, risiede anche la nuova sede degli Uffici Comunali che prima
trovavano ubicazione nella parte bassa del paese). Allocate per lo più
su di un pendio le case offrono un panorama spettacolare che si può
ammirare anche dalla piazza centrale del paese. Adiacente alla piazza
si trova la Chiesa Parrocchiale.
La Chiesa di piccole dimensioni dedicata a S .MARIA MADDALENA,risalente
al 1673, presenta una pianta a croce latina con volta a
botte. Nel corso degli anni ,mentre le sue dimensioni sono
rimaste pressoché identiche a quelle originarie, le strutture
architettoniche sono state oggetto di numerosi interventi:il suo lato
destro, sopraelevato di qualche metro, fungeva da campanile e mostrava
tre finestrelle aperte da cui pendevano le campane. Vi si accedeva da
una scaletta esterna di pietra rozza, priva di ringhiera. Oggi invece
il vecchio campanile non esiste più e al suo posto troviamo il normale
campanile moderno. Anche il cimitero, disseminato di croci di legno e
di qualche rara lapide marmorea era prima ubicato adiacente alla
chiesa. Al suo interno inoltre si trovava una stanzetta mezza diroccata
adibita alla raccolta delle ossa.Oggi invece lo ritroviamo alla
periferia del centro abitato.
All’interno del paese si conservano ancora bene, antiche tipologie
costruttive quali; edifici e case d’epoca , molte sono costruite con
massi di trachite e basalto nero, elementi cromatici, che rendono le
strutture più particolari che rispecchiano l’agricoltura contadina. In
alcuni portali sono ancora visibili dei fregi caratteristici, unici nel
loro genere. (Tratto da alle Falde del Monte Arci di Tigellio
Contu 1997 )
Fra le attività economiche del paese oggigiorno l’agricoltura e la
pastorizia sono in regresso rispetto alle nuove attività del settore
terziario; infatti, mentre prima il sostentamento delle famiglie
derivava dallo sfruttamento della terra, oggi stanno via via nascendo
nuove attività che vanno dal commercio al dettaglio, alle società
cooperative.
I MONUMENTI
Morgongiori pur essendo un piccolo paese è abbastanza ricco
di monumenti sia all’interno del paese che nelle campagne circostanti.
All’ interno del paese possiamo ammirare nella piazza
dedicata a Papa Giovanni XII nella quale si trova il monumento dei
caduti in guerra una statua dall’altezza di circa due metri e
mezzo posata su di un pilastro con una lapide con tutti i nomi dei
caduti.
Verso la montagna in località “Su truncu de is pillonis” si
trova la croce luminosa che domina Morgongiori visibile anche dalla
S.S131 e da quasi tutti i paesi della Marmilla.
Altro luogo delle campagne di Morgongiori è “Sa dommu de is colombusu”
che si trova vicino a “Sa scaba de cresia “ ormai con l’ingresso
crollato dove si dice che al suo interno ci sia una gradinata che
conduce a una stanza.
Il simbolo di Morgongiori resta comunque “sa trebina longa “ con i suoi
812m di altitudine da cui si può ammirare il panorama che nei giorni
più limpidi permette di vedere anche il mare di Cagliari.
In zona “praunanta “ troviamo i monumenti megalitici “su frucoi”,“Su
forru “,e “sa sala “ de Luxia Arrabiosa , resti che andrebbero
valorizzati e fatti conoscere a più persone.
Troviamo poi in montagna la chiesetta dedicata a S.Sofia dove in suo
onore il 14-15-16 Ottobre viene celebrata una festa in suo onore il
simulacro della santa viene portato in montagna il 14 dove rimane fino
al 16 per poi essere riportata al paese.
LE FESTE PRINCIPALI
Il
calendario delle feste si apre con le celebrazioni in onore di S.
Antonio (16 e 17 Gennaio) caratterizzate dall’accensione dei falò,
fuochi propiziatori e dalle manifestazioni religiose con processione e
spettacolo pirotecnico. I riti della settimana santa vedono nella
rievocazione della deposizione dalla croce del Cristo, “Su
Scravamentu”, che consiste in una rappresentazione scenica antichissima
in cui vari personaggi in costume ripercorrono con profonda devozione
le vicende della passione del Cristo, il culmine delle suggestive
manifestazioni della Pasqua. La funzione ha inizio all’imbrunire e si
conclude a tarda sera con una processione – fiaccolata che si
snoda per le vie del paese. Il 14 ed il 15 Maggio si festeggia il
protettore degli agricoltori, S. Isidoro, in onore del quale, oltre ai
falò, si effettua una processione caratterizzata dalla presenza di
cavalli e/o buoi addobbati con le caratteristiche “collasa” per i
cavalli e “gutturadasa” per i buoi, vere e proprie collane dai disegni
floreali in tessuto lavorato secondo le straordinarie tecniche
tradizionali; tipica anche la presenza dei trattori addobbati con
arazzi, tappeti e fiori; la sera sono previsti spettacoli
folkloristici. Il 22 Luglio si effettuano i festeggiamenti in onore
della santa patrona del paese, Santa Maria Maddalena, festeggiamenti
nei quali, alle manifestazioni religiose si accompagnano i balli ed i
canti tradizionale l’esibizione di gruppi musicali.
Ulteriore occasione per festeggiare è data, nei primi giorni di agosto,
dalla “Mostra dell’arazzo e del tapetto” e dalla “Sagra del porchetto
del monte Arci “e delle “Lorighittas”, la pasta locale, a cui si
accompagnano una rassegna folk e balli tradizionali in piazza.
Un atmosfera tutta particolare accompagna le celebrazioni in
onore di Santa Suia( Santa Sofia )il 14,15 e 16 ottobre. I
festeggiamenti incominciano il giorno 14 con il trasporto in
processione per 12 Km, attraverso impervi sentieri, del simulacro della
santa dal paese alla chiesa campestre intitolata alla stessa, unico
reparto di quello che doveva essere stato il villaggio di Santa Suia,
che, si dice invaso nei saraceni e distrutto, fu abbandonato dalla sua
popolazione, che, in fuga, si rifugiò proprio a Morgongiori. La sera
sono previsti canti e balli tradizionali presso la piazza del paese.
Sono previsti invece per il giorno 15 la processione al monte e i riti
religiosi; nel pomeriggio, sempre presso la chiesetta, balli
tradizionali mentre la sera, in paese è prevista l’esibizione di gruppi
musicali. Il giorno 16 vede la conclusione dei festeggiamenti con la
processione del rientro del simulacro in paese e le manifestazioni
folkloristiche e musicali.
ALTRE SAGRE PAESANE
“SA PATRONA”
I festeggiamenti per Santa Maria Maddalena patrona del paese come di
usanza in tutti gli altri paesi dovrebbero aver maggiore rilievo;
invece la festa in onore di quella santa ha carattere esclusivamente
religioso e trascorre placida e tranquilla nella pace della chiesa e
della famiglia.
“LA SAGRA DEL SANTO" contadino
S.Isidoro è il santo dei contadini. Perciò questi per antica
consuetudine sono gli esclusivi promotori e finanziatori dei
festeggiamenti. Infatti un apposito comitato di contadini obrieri tutti
gli anni, al tempo del raccolto, passa nell’aia a raccogliere l'
offerta in grano che ciascun “massaro” mette da parte per festeggiare
il santo., La festa si celebra il 15 maggio, nella pienezza
della primavera, quando la campagna è esuberante di fiori Perciò alla
processione del santo non manca mai la partecipazione di buoi
infiorati, ai quali il lungo riposo, dopo il lungo riposo dell’aratura,
e l’abbondanza dei pascoli primaverili hanno fatto acquistare forme
tondeggianti e lucentezza di pelo !.I buoi dopo una opportuna
strigliatura vengono ornati da una splendida collana arabescata
”gutturada” dai motivi arcaica vivi colori, tessuta al telaio familiare
e facente parte del corredo di sposa di ogni massaia. Gelosamente
custodita in un’apposita cassa- panca di castagno, come un vero
cimelio, essa ne viene tolta per essere usata solamente nelle
grandi occasioni degli sposalizi e della festa del Santo contadino
Fornita per l’occasione da appositi campanacci e cinta al
collo delle bestie fa bella mostra di sé è forma l’orgoglio della
tessitrice. In ricorrenza delle sagre paesane esiste la consuetudine
delle corse dei cavalli montani ordinariamente dai ragazzi dai12 ai 15
anni “a sa nua” ossia senza sella e senza staffe. Il premio messo in
palio consiste quasi sempre in una pezza di panno, di velluto o di
broccato da dividere in parti proporzionali ai primi tre cavalieri
vincitori della gara; in più viene assegnato al cavaliere che abbia
raggiunto per primo il traguardo, un fazzoletto di seta pura.. La pezza
viene poi portata pomposamente alla processione.
Morgongiori (in sardo Mragaxòri) è un comune di 892 abitanti della
provincia di Oristano, nella antica regione della Marmilla.
Morgongiori sorge sul versante meridionale del Monte Arci. Tra le aspre
pareti rocciose che lo circondano, spicca la scultura naturale chiamata
"Testa del guerriero". I numerosi siti archeologici del territorio e le
officine per l'estrazione e la lavorazione dell'ossidiana, testimoniano
la presenza dell'uomo nel territorio fin dai tempi più antichi.
Piatti tipici
Is Lorighittas: pasta tipica preparata a mano attorcigliando tra le
dita un doppio filo di pasta fino a creare una treccina chiusa a
formare un anello (loriga, in sardo).
Amministrazione comunale
Sindaco: Renzo Ibba (lista civica) dal 29/05/2007
Centralino del comune: 0783 932112
Posta elettronica: segretario@comune.morgongiori.or.it
Morgongiori è un paese che sorge sul versante meridionale del Monte
Arci ad un’altimetria di 351 m. s.l.m e una popolazione di 1000
abitanti circa.Il nome “Morgongiori”, rimanda, nella sua etimologia,
alle pareti rocciose che lo circondano fra le quali la bellissima
scultura naturale (Testa del guerriero), modellata dal tempo e dagli
agenti naturali di “Conca Mraxi”. La presenza umana nel territorio ha
origini remote, ciò è testimoniato dai diversi siti archeologici sparsi
nel territorio comunale oltre alle diverse officine per l’estrazione e
la lavorazione dell’ossidiana, che è un elemento caratteristico del
paese. Il paese nel periodo medioevale apparteneva al giudicato di
Arborea, nella curatoria di Parte Montis. Nel 1338 Morgongiori
partecipò, rappresentato dal notaio Giuseppe Porcu, alla storica firma
della pace tra Eleonora D’arborea e Giovanni IV d’Aragona. Nel 1500 a
causa delle invasioni dei Barbari e poi dei Saraceni, Morgongiori,
grazie alla sua posizione geografica, fu un luogo di rifugio
per le popolazioni che vivevano nelle zone costiere. Con l’evento del
feudalesimo passò al Marchesato di Oristano e successivamente fu
incorporato nella contea di Quirra, sotto il feudo dei Carroz. Nel 1603
la contea di Quirra venne trasformata in Marchesato e diventò feudo dei
Centelles e poi degli Osorio, che governarono fino al riscatto feudale
operato dai Savoia, fra gli anni 30’e 40’ dell’800.
In origine il paese di Morgongiori era costituito principalmente da
case l’una addossata all’altra in seguito, con il passare degli anni,
le persone hanno cominciato ad ampliare il centro abitato spingendosi,
con le nuove costruzioni, anche nella zona alta del paese lungo la
via principale di accesso alla montagna(qui infatti, da pochi
anni, risiede anche la nuova sede degli Uffici Comunali che prima
trovavano ubicazione nella parte bassa del paese). Allocate per lo più
su di un pendio le case offrono un panorama spettacolare che si può
ammirare anche dalla piazza centrale del paese. Adiacente alla piazza
si trova la Chiesa Parrocchiale.
La Chiesa di piccole dimensioni dedicata a S .MARIA MADDALENA,risalente
al 1673, presenta una pianta a croce latina con volta a
botte. Nel corso degli anni ,mentre le sue dimensioni sono
rimaste pressoché identiche a quelle originarie, le strutture
architettoniche sono state oggetto di numerosi interventi:il suo lato
destro, sopraelevato di qualche metro, fungeva da campanile e mostrava
tre finestrelle aperte da cui pendevano le campane. Vi si accedeva da
una scaletta esterna di pietra rozza, priva di ringhiera. Oggi invece
il vecchio campanile non esiste più e al suo posto troviamo il normale
campanile moderno. Anche il cimitero, disseminato di croci di legno e
di qualche rara lapide marmorea era prima ubicato adiacente alla
chiesa. Al suo interno inoltre si trovava una stanzetta mezza diroccata
adibita alla raccolta delle ossa.Oggi invece lo ritroviamo alla
periferia del centro abitato.
All’interno del paese si conservano ancora bene, antiche tipologie
costruttive quali; edifici e case d’epoca , molte sono costruite con
massi di trachite e basalto nero, elementi cromatici, che rendono le
strutture più particolari che rispecchiano l’agricoltura contadina. In
alcuni portali sono ancora visibili dei fregi caratteristici, unici nel
loro genere. (Tratto da alle Falde del Monte Arci di Tigellio
Contu 1997 )
Fra le attività economiche del paese oggigiorno l’agricoltura e la
pastorizia sono in regresso rispetto alle nuove attività del settore
terziario; infatti, mentre prima il sostentamento delle famiglie
derivava dallo sfruttamento della terra, oggi stanno via via nascendo
nuove attività che vanno dal commercio al dettaglio, alle società
cooperative.
I MONUMENTI
Morgongiori pur essendo un piccolo paese è abbastanza ricco di
monumenti sia all’interno del paese che nelle campagne circostanti.
All’ interno del paese possiamo ammirare nella piazza dedicata a Papa
Giovanni XII nella quale si trova il monumento dei caduti in guerra una
statua dall’altezza di circa due metri e mezzo posata su di un pilastro
con una lapide con tutti i nomi dei caduti.
Verso la montagna in località “Su truncu de is pillonis” si trova la
croce luminosa che domina Morgongiori visibile anche dalla S.S131 e da
quasi tutti i paesi della Marmilla.
Altro luogo delle campagne di Morgongiori è “Sa dommu de is colombusu”
che si trova vicino a “Sa scaba de cresia “ ormai con l’ingresso
crollato dove si dice che al suo interno ci sia una gradinata che
conduce a una stanza.
Il simbolo di Morgongiori resta comunque “sa trebina longa “ con i suoi
812m di altitudine da cui si può ammirare il panorama che nei giorni
più limpidi permette di vedere anche il mare di Cagliari.
In zona “praunanta “ troviamo i monumenti megalitici “su frucoi”,“Su
forru “,e “sa sala “ de Luxia Arrabiosa , resti che andrebbero
valorizzati e fatti conoscere a più persone.
Troviamo poi in montagna la chiesetta dedicata a S.Sofia dove in suo
onore il 14-15-16 Ottobre viene celebrata una festa in suo onore il
simulacro della santa viene portato in montagna il 14 dove rimane fino
al 16 per poi essere riportata al paese.
LE FESTE PRINCIPALI
Il calendario delle feste si apre con le celebrazioni in onore di S.
Antonio (16 e 17 Gennaio) caratterizzate dall’accensione dei falò,
fuochi propiziatori e dalle manifestazioni religiose con processione e
spettacolo pirotecnico. I riti della settimana santa vedono nella
rievocazione della deposizione dalla croce del Cristo, “Su
Scravamentu”, che consiste in una rappresentazione scenica antichissima
in cui vari personaggi in costume ripercorrono con profonda devozione
le vicende della passione del Cristo, il culmine delle suggestive
manifestazioni della Pasqua. La funzione ha inizio all’imbrunire e si
conclude a tarda sera con una processione – fiaccolata che si
snoda per le vie del paese. Il 14 ed il 15 Maggio si festeggia il
protettore degli agricoltori, S. Isidoro, in onore del quale, oltre ai
falò, si effettua una processione caratterizzata dalla presenza di
cavalli e/o buoi addobbati con le caratteristiche “collasa” per i
cavalli e “gutturadasa” per i buoi, vere e proprie collane dai disegni
floreali in tessuto lavorato secondo le straordinarie tecniche
tradizionali; tipica anche la presenza dei trattori addobbati con
arazzi, tappeti e fiori; la sera sono previsti spettacoli
folkloristici. Il 22 Luglio si effettuano i festeggiamenti in onore
della santa patrona del paese, Santa Maria Maddalena, festeggiamenti
nei quali, alle manifestazioni religiose si accompagnano i balli ed i
canti tradizionale l’esibizione di gruppi musicali.
Ulteriore occasione per festeggiare è data, nei primi giorni di agosto,
dalla “Mostra dell’arazzo e del tapetto” e dalla “Sagra del porchetto
del monte Arci “e delle “Lorighittas”, la pasta locale, a cui si
accompagnano una rassegna folk e balli tradizionali in piazza.
Un atmosfera tutta particolare accompagna le celebrazioni in
onore di Santa Suia( Santa Sofia )il 14,15 e 16 ottobre. I
festeggiamenti incominciano il giorno 14 con il trasporto in
processione per 12 Km, attraverso impervi sentieri, del simulacro della
santa dal paese alla chiesa campestre intitolata alla stessa, unico
reparto di quello che doveva essere stato il villaggio di Santa Suia,
che, si dice invaso nei saraceni e distrutto, fu abbandonato dalla sua
popolazione, che, in fuga, si rifugiò proprio a Morgongiori. La sera
sono previsti canti e balli tradizionali presso la piazza del paese.
Sono previsti invece per il giorno 15 la processione al monte e i riti
religiosi; nel pomeriggio, sempre presso la chiesetta, balli
tradizionali mentre la sera, in paese è prevista l’esibizione di gruppi
musicali. Il giorno 16 vede la conclusione dei festeggiamenti con la
processione del rientro del simulacro in paese e le manifestazioni
folkloristiche e musicali.
ALTRE SAGRE PAESANE
“SA PATRONA”
I festeggiamenti per Santa Maria Maddalena patrona del paese come di
usanza in tutti gli altri paesi dovrebbero aver maggiore rilievo;
invece la festa in onore di quella santa ha carattere esclusivamente
religioso e trascorre placida e tranquilla nella pace della chiesa e
della famiglia.
“LA SAGRA DEL SANTO" contadino
S.Isidoro è il santo dei contadini. Perciò questi per antica
consuetudine sono gli esclusivi promotori e finanziatori dei
festeggiamenti. Infatti un apposito comitato di contadini obrieri tutti
gli anni, al tempo del raccolto, passa nell’aia a raccogliere l'
offerta in grano che ciascun “massaro” mette da parte per festeggiare
il santo., La festa si celebra il 15 maggio, nella pienezza
della primavera, quando la campagna è esuberante di fiori Perciò alla
processione del santo non manca mai la partecipazione di buoi
infiorati, ai quali il lungo riposo, dopo il lungo riposo dell’aratura,
e l’abbondanza dei pascoli primaverili hanno fatto acquistare forme
tondeggianti e lucentezza di pelo !.I buoi dopo una opportuna
strigliatura vengono ornati da una splendida collana arabescata
”gutturada” dai motivi arcaica vivi colori, tessuta al telaio familiare
e facente parte del corredo di sposa di ogni massaia. Gelosamente
custodita in un’apposita cassa- panca di castagno, come un vero
cimelio, essa ne viene tolta per essere usata solamente nelle
grandi occasioni degli sposalizi e della festa del Santo contadino
Fornita per l’occasione da appositi campanacci e cinta al
collo delle bestie fa bella mostra di sé è forma l’orgoglio della
tessitrice. In ricorrenza delle sagre paesane esiste la consuetudine
delle corse dei cavalli montani ordinariamente dai ragazzi dai12 ai 15
anni “a sa nua” ossia senza sella e senza staffe. Il premio messo in
palio consiste quasi sempre in una pezza di panno, di velluto o di
broccato da dividere in parti proporzionali ai primi tre cavalieri
vincitori della gara; in più viene assegnato al cavaliere che abbia
raggiunto per primo il traguardo, un fazzoletto di seta pura.. La pezza
viene poi portata pomposamente alla processione.