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Scritto da MARALB   
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Gonnosnò





Gonnosnò



sant'elena


Abitanti: 891
Superficie: kmq 15,47
Provincia: Oristano
Municipio: via Oristano, 30 - tel. 0783 931678
Guardia medica: (Usellus) tel. 0783 938087
Polizia municipale: via Oristano, 30 - tel. 0783 9316


G
onnosnò è un centro agricolo ubicato ai piedi dell'altopiano della Giara. Il paese sorge a 175 metri sul livello del mare e si estende per 15,47 Kmq con una popolazione di circa 900 abitanti. Nel territorio sono presenti alcune testimonianze archeologiche risalenti al periodo nuragico e una necropoli romana.

is lapideddasIl paese sorge ai piedi dell'altopiano della Giara.  Nel territorio è possibile trovare alcune testimonianze archeologiche risalenti alla civiltà nuragica e tracce di quella romana. Particolarmente interessanti le cinque Tombe dei gifanti di Is Lapideddas: si trovano in una collina, parzialmente scavate in un bancone di marna.  Un motivo di sicuro interesse per visitare il paese è dato dall'artigianato locale: arazzi, tappeti, scialli, coperte, tende e cuscini vengono realizzati riproponendo
 i motivi classici dell'arte bizantina.

Storia

pozzo san salvatore  In epoca medievale Gonnosnò e Figu appartenevano al Giudicato di Arborea e, assieme ad altre ville, costituiva la  curatoria di Parte Usellus. Sconfitto il giudicato dagli Aragonesi, fu dapprima amministrata direttamente dalla corona  e successivamente fu infeudata ai Carroz, conti di Quirra, fedeli sostenitori dei sovrani iberici. La contea, il cui feudo fu trasformato in allodio in seguito al  privilegio concesso da Ferdinando d’Aragona a Violante Carroz l’8 Novembre 1504, pervenne per via testamentaria ai Centelles e nel 1603 fu eretta in  marchesato. Estintasi la dinastia, dopo un lungo contenzioso il feudo fu assegnato nel 1726 ai catalani e nel 1798, estintasi anche questa famiglia, passò agli  Osorio ai quali nel 1839 Gonnosnò fu riscattata. Gonnosnò e in modo particolare Figu è citato nei testi di storia della Sardegna, perché fu il primo paese in cui  nel 1678 fu fondato il Monte Granatico. Dal 1859 al 1927 Gonnosnò fece parte del mandamento di Ales nel circondario di Oristano, in provincia di Cagliari.  Nel 1928, con r.d. 15 aprile, n.978, divenne con l’ex comune di Figu, frazione di Baressa. Nel 1947, con d. lg.c.p.s. 20 agosto, n.976, venne istituito il  Comune di Figu – Gonnosnò che comprendeva i territori appartenenti a questi due comuni prima della loro aggregazione a Baressa. Dal 1964, con l.r. 9 aprile,  n.10, il Comune ha assunto la denominazione di Gonnosnò.

chiesaLa chiesa parrocchiale di Sant’Elena a Gonnosnò è molto antica e il suo campanile del 1645 è uno dei più antichi della Diocesi di Ales. L’ultimo restauro importante della Chiesa, campanile compreso, risale al 1872. La parte terminale era fatta a piramide, con lastre d’Ardesia, ma la sommità del campanile
fu modificata con la cupoletta di tegolini colorati. Oggi la cupoletta è incatramata. Già nel 1690 si fecero le due cappelle. La Chiesa piccola e raccolta, con i suoi ornamenti di pietra, gli archi, le nicchie e le lesene, ha un fonte battesimale di pietra, del XVII secolo con la bussola di copertura lignea e lo sportello dipinto, del XVIII secolo; a destra, appena dopo l’ingresso, un’acquasantiera anch’essa in pietra. Il pulpito ligneo reggentesi su di un piede a colonna con capitello corinzio, di pietra, è sulla parete sinistra, all’angolo della cappella con l’altare di legno. Il presbiterio è ingentilito da un’elegante balaustrata di pietra
 del XVIII secolo. L’altare maggiore di pietra, del XIX secolo, ha il paliotto di marmo policromo del 1700. Importante altare ligneo nella cappella di San Basilio, realizzato da falegnami locali e successivamente perfezionato, abbellito con intagli e dorature dal maestro cagliaritano Paolo Spinalis.

La parrocchia della Natività di Maria Vergine a Figu, sta sopra una collina, con la facciata a levante dove ha una bifora con due campane. Risale al XVI secolo. Vi sono le statue della Resurrezione, della Vergine del rosario, di Sant’Antonio Abbate, di San Raimondo Nonnato, di San Sebastiano, di Sant’Isidoro agricoltore e di San Giovanni Battista. La Chiesa è a navata unica con turibolo a tempietto tardogotico e un insieme di calice e pisside con nodo ovoide, seicenteschi.

 pozzo sacroIl territorio di Gonnosnò rientra nell’area dell’Alta Marmilla. Posto ai piedi dell'altopiano della Giara, a 175 m sul livello del mare, vanta la presenza di aree di elevato pregio ambientale una complessa e  rilevante risorsa sulla quale incentrare le politiche di sviluppo del territorio.

 L’ambiente ricco di biodiversità può rappresentare un interessante occasione di sviluppo economico; particolare attenzione viene rivolta alla valorizzazione delle risorse  naturali dell'area nel tentativo di costruire un sistema che integri ambiente, cultura e produzione.
 Il fine è creare un sistema di attività turistiche e ricreative tramite interventi di miglioramento della fruibilità e della promozione delle unicità ambientali e naturali del  territorio.



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tomba dei giganti















fonte: http://www.comune.gonnosno.or.it/comunegonnosno/export/sites/








 

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