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Scritto da MARALB   
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Usellus





Usellus




santa lucia


N
ella provincia di Oristano, a 289 m.s.l.m., con una superficie di Kmq. 35,10, si trova Usellus, piccolo comune di 884 abitanti (compresa l’attuale frazione di Escovedu), ma dalla storia blasonata, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Infatti questo piccolo centro collinare, ebbe il privilegio di ospitare le diverse fasi non solo della cultura indigena, ma anche momenti caratteristici delle culture allogene che hanno scandito le tappe della sua evoluzione storica senza soluzione di continuità.
Nell’ambito di questa straordinaria evoluzione, le prove più consistenti provengono dalla civiltà romana nella quale la comunità di Usellus assurse il rango di colonia civium romanorun col titolo di Colonia Julia Augusta Uselis.

Testimonianze di questa straordinaria epoca, sono ancora oggi costituite da insediamenti e monumenti facilmente reperibili in varie zone della campagna e del centro abitato di Usellus.

Tra questi spicca il ponte romano edificato in località “Su Forraxi” ancora ben conservato, il frammento di epigrafe latina utilizzata come pietra di riporto nel muro di una vecchia abitazione privata, la grande mole di embrici arrecanti alcuni il relativo timbro di fabbricazione, la rete viaria “via (lapidus) strata” anch’essa ben conservata la quale attesta la centralità di Uselis in epoca romana, in quanto punto di snodo nevralgico per gli altrui centri dell’entroterra perchè collegata a sud con Aquae Napolitanae (Terme di Sardara), a nord con Forum Traiani (Fordongianus) e mediante una terza diramazione con Neapolis (S. Maria di Nabui presso Capo Frasca).

L’aspetto più significativo risulta essere però lo status giuridico di Colonia rivestito da Uselis in epoca romana, che rese gli Usellenses titolari degli stessi diritti politici e dei doveri pubblici dei Civium Romanorum dell’Urbe a cui furono giuridicamente parificati.


campestre


I cittadini della Colonia Julia Augusta Uselis, in virtu di tale rango, potevano infatti esercitare il diritto di voto nei comizi elettivi, dovevano adempiere all’obbligo della leva militare, avevano la possibilità di rivestire cariche pubblico statali e quindi percorrere il cursus onorum, inoltre la colonia veniva retta da un governo locale con l’elezione di propri magistrati.

Più precisamente la presenza della colonia romana di Usellus viene menzionata già dal geografo Claudio Tolomeo che la chiama “Uselis Civitas Colonia” rappresentando Uselis una delle due uniche colonie “civiun romanorum” esistenti nel territorio isolano assieme a Turris Lybissonis (attuale Porto Torres) sia pure quest’ultima “colonia dedotta” e non “onoraria” come probabilmente Uselis.

Inoltre il documento fondamentale che conferma per Uselis lo status di Colonia di cittadinanza romana è costituito dalla tavola bronzea di patronato “Tabula Patronatus” del 158 d.C. che fu pubblicata nel Corpus Inscriptionum Latinarum, X, N.7845, ( dove T. Mommsem illustra brevemente Uselis), la quale recita: “ Sotto il consolato di Sesto Sulpicio Tertullo e di Quinto Tineio Sacerdote,il primo settembre, la colonia Giulia Augusta, Usellus, strinse un patto di ospitalità con Marco Aristio Balbinio Atiniano e lo elesse come patrono per se, per i figli e per i loro discendenti. Marco Aristio Balbino Atiniano (a sua volta) strinse un patto di ospitalità col popolo della Colonia Giulia Augusta,Usellus, e pose sotto la sua protezione e sotto la sua clientela i figli e i discendenti loro. Agirono come legati Lucio Fabrizio Fausto, duumviro quinquennale, Sesto Giunio Cassiano, Gaio Aspro Felice, Gaio Antistio l’Anziano, scriba.


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Con la caduta dell’Impero Romano di Occidente le città che furono centri militari, politici, amministrativi e giudiziari perdono queste funzioni avviandosi verso un’inesorabile decadenza e tra queste città anche Usellus.

Nel III° secolo la città di Uselis diventa sede vescovile conservando ancora oggi la contitolarità della Diocesi con la città di Terralba.

La presenza della sede vescovile in Usellus è attestata fino al XII° secolo, (sede poi trasferita ad Ales), quando in un documento di stato redatto da Barisone, Giudice d’Arborea viene indicata per l’approvazione del documento la presenza di Mariano Zoraki de Terralba, Comitano Pais de Alae, nell’ anno 1182.

In altri sette documenti riportati, Dominus Comitanus Pais è sempre indicato come Episcopus Usellensis, (Piscobu d’Usellos).

Non avverrà mai che nella lingua della Chiesa e nei suoi documenti ufficiali in latino il Vescovo della nostra diocesi non venga chiamato Episcopus Usellensis.

Anche oggi il vescovo della nostra diocesi viene nominato con bolla papale e col titolo di Episcopus Usellensis e Terralbensis.

capoluogo dell'antica curatoria di Parte Usellus del Giudicato di Arborea, Usellus godette di grande splendore soprattutto nel periodo romano. Fu in quest'epoca che venne fondata l'antica Colonia Julia Uselis situata presumibilmente sul colle di Santa Reparata nei pressi dell'attuale abitato.
Le vicende che interessarono l'antica popolazione usellense narrano di periodi difficili nei quali la faticosa resistenza alle scorribande e ai saccheggi dei popoli limitrofi rendeva impossibile la vita economica della comunità.


pinnettu


Se da un lato lottava per resistere alle continue incursioni, dall'altro fruiva dello splendore di Roma che la innalzò prima a Municipium e poi la elesse Colonia Julia Augusta sotto l'Imperatore Cesare Augusto, elegendo i propri cittadini a "civis".
Fu proprio nel sito dove oggi sorge la chiesa di Santa Reparata che si estendeva Uselis, presumibilmente con i suoi circa sette ettari di terra. Ancora oggi si intravedono residui di embrici, cocci di vasellame e affioranti dal terreno i resti delle grosse murature, così come le mura di cinta della chiesa fanno pensare ad un'antica fortificazione.
Fu nel periodo romano che Usellus subì una notevole evoluzione sia dal punto di vista economico che militare. La favorevole posizione la vedeva protagonista di un'importante e intensa attività economica, crocevia dell'importante rete viaria che la metteva in comunicazione a sud con Aquae Neapolitanae (terme di Sardara), a nord con Forum Traiani e una terza via la univa a Neapolis.

Il processo di romanizzazione e il profondo rinnovamento che investì l'intera area condusse ad un'indelebile trasformazione dell'organizzazione sociale e soprattutto economica lasciando tracce che, sfidando i secoli, permangono ancora oggi.

Ad affermare con più insistenza tale impronta, resiste ancora oggi alla modernità il ponte romano sul Rio Forraxi, nella periferia nord del paese, lungo la strada che conduce a Villaurbana. Tratti dell'antica strada si possono trovare in località Pabas de su Sodrau, Baddau, Santu Pedru, Bagossu.
Anche il piccolo paese di Escovedu conserva tracce di epoca romana in località Nuravà dove affiorano massi di crollo e frammenti di ceramica. Notevole importanza spirituale rivesti nel Periodo Giudicale, quando fu sede vescovile. Fu distrutta intorno al 1100, non si sa per quale motivo, probabilmente per incursione barbaricina.


ponte romano


Successivamente il vescovo di Usellus, Mauro, abbandonata la sede vescovile, profanata, si trasferì ad Ales. I superstiti, tenacemente ricostruirono l'abitato più a valle, dove ancora oggi è locato.
Particolarmente suggestivo e denso di scenari caratteristici, Usellus, custodisce un immenso patrimonio naturale e storico-archeologico. Situato nella parte centro occidentale della Sardegna è un paese di poco meno 1000 abitanti della provincia di Oristano, dal cui capoluogo dista 34 Km, il suo territorio ha un'estensione complessiva di 3510 ha, di cui 287 destinati al Parco Naturale Regionale del Monte Arci. Fa parte del comune di Usellus anche la frazione di Escovedu.
Il territorio, in parte pianeggiante in parte collinare e montano, che da un lato guarda il Monte Arci e dall'altro la Giara di Gesturi, ha goduto in passato di una posizione propizia sia dal punto di vista militare che da quello economico.

Ma è il fattore naturale il vero protagonista della forte antropizzazione.

La peculiarità e la vastità dell’ambiente, che si estende fin sul Monte Arci, con l'altopiano di S. Lucia, le favorevoli condizioni climatiche e le ubertose terre, consentirono lo stanziamento in quest'area.

Ricco di appuntamenti è il calendario delle festività.I primi festeggiamenti dell'anno sono in onore di S. Isidoro il 15 maggio, durante i quali ricade anche la sagra della pecora. Ai presenti viene offerta carne di pecora bollita e formaggio, il tutto allietato dall'accensione di un falò. La processione, particolarmente suggestiva, vede sfilare cavalli e trattori rigorosamente addobbati.
Segue il 7 luglio la festa di S. Elia e il 24 agosto S. Bartolomeo, con il quale viene ogni anno inaugurata la "mostra di pittura e scultura" visitabile fino alla festa di S. Lucia, la prima domenica di settembre, dove alla solenne religiosità si uniscono i festeggiamenti civili con canti, balli e un succulento pranzo che si svolge nel vicino bosco di Arrosciu.
n altro appuntamento è fissato per l'8 ottobre, Santa Reparata. Ad Escovedu il 13 giugno ricorre S. Antonio da Padova, mentre il 2 settembre si celebra S. Vito.

Dalle genuine terre delle campagne di Usellus, dove pascolano ovini, suini e bovini, nascono i sapori degli immancabili latticini, ricotte e formaggi e delle prelibate carni, cucinate secondo la tradizione di semplici ricette.

Dalle pendici della montagna nascono i vini dei rigogliosi vigneti e l'olio extravergine di antichi uliveti.

L'abilità e la creatività di una ceramista, l'ingegnosità di un coltellaio, artisti della pietra, del legno, pittori.... completano, come piccole e immancabili tessere di un mosaico, questo piccolo ed emozionante incontro con Usellus.



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fonte:  http://www.comune.usellus.or.it/comune.htm



 

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