l paese di Zerfaliu si trova sulla sponda destra del fiume Tirso, a
circa 15 km da Oristano. Il territorio è in gran parte pianeggiante,
con un altitudine di 15 metri sul livello del mare; solo alcuni km più
a nord, presso Paulilatino, la pianura del Campidano comincia a
lasciare spazio alle colline (altitudine massima 130 m s.l.m.). La zona
a Nord del Paese viene denominata "Gregori": il suolo argilloso si
presta alla coltivazione della vite, che però da alcuni decenni è
pressoché scomparsa, a favore delle seminative e degli eucaliptus.
Assai diffuso, specie nel territorio pubblico de "Su Comunali",
l'allevamento delle pecore.
Particolarmente suggestiva l'estremità settentrionale del territorio,
detta "S'Ungroni". Si tratta di una vallata dominata dalla macchia
mediterranea e dal nuraghe 'e Mesu, il più importante del paese, mentre
tutt'intorno si eleva l'altopiano di Paulilatino e Villanova Truschedu,
con i resti di numerosi altri nuraghi.
nuraghe 'e mesu di ZerfaliuIl lembo di terra che separa Zerfaliu dal
fiume, denominata "Bennaxi", è invece dedicato agli alberi da frutto e
agli orti. Si tratta in questo caso di un suolo reso fertile dalle
inondazioni del fiume Tirso, che fino alla prima metà del secolo scorso
lambivano il paese. La fertitilità del terreno favorisce la produzione
degli agrumi, conosciuti in tutta la Sardegna grazie alla sagra. Gli
abitanti, stando ai dati Istat del 31 magio 2008, sono 1184.
Il paese si è sviluppato originariamente tra la chiesa romanica di San
Giovanni (XIII sec.), situata presso una necropoli romana, e l'antica
chiesa pisana (XI sec.), della quale rimane solo il campanile. Numerose
sono le testimonianze del popolamento preromano del territorio, tra cui
i nuraghi e la tomba dei giganti.
Tra gli appuntamenti tradizionali, da segnalare la sagra degli agrumi
di febbraio e la festa patronale del 6 agosto, la SS.ma
Trasfigurazione.
Zerfaliu è un piccolo centro della provincia di Oristano, situato a
breve distanza dal Tirso, il maggior fiume della Sardegna. Dal Tirso
Zerfaliu ha tratto, nel corso della sua storia, sia vita che morte: qui
sorgeva in età feudale la peschiera di “Cerfalliu”, acquistata il 23
agosto 1767 dal nobile don Damiano Nurra insieme al titolo di marchese
sulla zona. Ma allo stesso tempo il fiume, con le sue inondazioni,
distruggeva periodicamente campi e raccolti.
Il territorio di Zerfaliu era certamente abitato già nella preistoria,
come dimostrano i numerosi nuraghi della zona, specie in territorio di
Villanova Truschedu e Paulilatino, vicino al confine comunale. Nel
territorio di Zerfaliu, solo uno è sopravvissuto discretamente al
trascorrere dei secoli: il nuraghe ’e mesu, un nuraghe complesso a nord
del paese. Notevole anche la tomba dei giganti vicino al fiume Tirso,
in località Serra Ebbruzzu. L’attuale centro abitato risale forse
all'età romana se è vero, come ha sostenuto in un saggio l’archeologo
Tamarelli, che nei pressi della chiesa campestre di San Giovanni
esisteva una piccola necropoli risalente all'epoca dell'imperatore
Adriano.
Il monumento più antico giunto ai nostri giorni è l'arco pisano a sesto
acuto con sovrapposto campanile a vela, approssimativamente del sec.
XII. Certamente a fianco di esso sorgeva un edifico sacro della stessa
epoca, nel sito ove ora si eleva la seicentesca chiesa parrocchiale di
Zerfaliu. Alla stessa epoca del campanile risale la più antica
attestazione dell'esistenza del paese, nel Condaghe di Bonarcado
(1228). Quest'ultimo raccoglie la registrazione di atti giuridici
connessi alla vita del monastero Chiesa di San Giovanni di Bonarcado,
fondato intorno al 1110. Chiesa di San Giovanni di Zerfaliu In
particolare, nella scheda 25, l'allora priore di Bonarcado Nicolao
riporta i termini dell’azione giudiziaria intentata contro Erradore
Pisanu, servo di San Giorgio di Calcaria (complesso rustico di
proprietà del monastero), il quale negava che i figli avuti con una
tale Vera de Zori fossero a loro volta servi del monastero. In
particolare quest'ultimo sostenne in un primo momento, come argomento
difensivo, che la madre era una donna libera. Tuttavia nel corso della
causa emerse che la qualità di servo del padre, messa in luce
dall'accusa, avrebbe ricondotto i figli sotto l'autorità del padrone di
quest’ultimo, ovvero il monastero. Così Erradore Pisanu dichiarò che la
madre è una serva del Giudice d’Arborea, prospettando così la
possibilità che i figli appartengano alla proprietà di questo. Ma a
sostegno della qualità di donna libera della madre si susseguono
diversi testimoni che giurano sul vangelo, tra cui un tale “Petru
d'Orru de Villa de Ziorfaliu”. La sentenza è favorevole al monastero;
peraltro il priore concesse che la donna continuasse a convivere con il
servo.
Viene generalmente collocata nel secolo successivo, il XIII, la
costruzione della chiesa campestre di San Giovanni, a navata unica,
ampliata verso nord in epoca successiva. Il nome del paese viene
successivamente citato nel trattato di pace del 1388 tra Eleonora
d’Arborea e Giovanni I d’Aragona (detto “il cacciatore”), ove nelle
assemblee deputate ad eleggere i procuratori incaricati a stipulare il
trattato, figurano ben quindici rappresentanti di Cerfallio: ciò
dimostra che all’epoca il paese aveva una discreta consistenza
numerica².
Dopo la caduta del giudicato arborense, Zerfaliu fu inclusa nel
marchesato di Oristano nel 1410. Nel 1477 il feudo fu confiscato a
Leonardo Alagon. Nel 1506 Zerfaliu insieme al resto del Campidano
Maggiore passò all'amministrazione diretta del regno di Spagna.
Campanile pisano di ZerfaliuIn epoca spagnola viene eretta l'attuale
chiesa parrocchiale, costruita tra il XV e il XVI sec. In origine
presentava una pianta a croce latina, con un unica navata, alla quale
solo in un momento successivo vennero aggiunte le cappelle laterali.
Nel seicento il paese fu coinvolto nelle epidemie di peste e nelle
carestie, che ne decimarono la popolazione. Lentamente Zerfaliu riuscì
a riprendersi, con lo sfruttamento dell’agricoltura.
La chiesa, che fu dedicata a N.S. della Trasfigurazione nel XVIII-XIX
secolo, fu più volte ristrutturata. Nel 1909 l'edificio è stato
sottoposto a lavori di ricostruzione, mentre il tetto a travi di legno
è stato completamente sostituito nel 1947. L'asilo, inaugurato nel
1958, venne affidato alle suore Salesiane Oblate del Sacro Cuore. Sei
anni più tardi fu ultimato il nuovo campanile, a sud della chiesa³.
Nel 1918 il paese assiste a una delle tante alluvioni del Tirso. Questa
volta l’ondata è così potenta da spazzare via il vicino paese di San
Vero Congius, risparmiando miracolosamente Zerfaliu. I più anziani
ricordano ancora la grida disperate dei sanveresi, che giungevano con
un eco lontano nel paese. Qualche anno più tardi San Vero Congius fu
ricostruita da alcuni superstiti a distanza di sicurezza dal fiume, ma
la maggioranza si era già trasferita nei paesi vicini. In seguito, la
costruzione degli argini e della diga di Santa Vittoria placherà la
furia del Tirso.
S'Incontru (Pasqua)
S'incontru di ZerfaliuSi tratta di una tradizione comune a molti centri
della Sardegna, importata dalla Spagna nel XV secolo. Prima della messa
di Pasqua si snodano due diverse processioni: la prima, guidata dalla
confraternita del Rosario (azzurro), è costituita da donne e bambini,
che accompagnano il simulacro della Madonna dalla chiesa parrocchiale.
La seconda, composta dagli uomini, è invece condotta dalla
confraternita dello Spirito Santo (rosso), con la statua di Gesù
Risorto, dalla chiesa romanica di San Giovanni. L'incontro dei
simulacri avviene in via Cagliari. Le due confraternite, con le
rispettive statue, fanno il saluto con l’inchino per tre volte; poi si
incontrano, toccando i rispettivi bastoni, come simbolo di abbraccio
tra Gesù e sua madre. Benedizione dell’incontro da parte del sacerdote
e ritorno in parrocchia, con le statue affiancate.
San Giovanni Battista (giugno)
La festa di San Giovanni si celebra nell'omonima chiesa campestre il 24
giugno di ogni anno. Dopo la processione nel centro storico del paese,
segue la Santa Messa cantata. La festa è particolarmente sentita dai
pastori, i quali venerano San Giovanni come loro santo protettore. In
tale occasione organizzano con la Pro loco la Sagra della pecora,
offrendo in serata pecora bollita e malloreddus al brodo di pecora.
SS.ma Trasfigurazione (agosto)
il patrono di Zerfaliu Santu DominiE' la festa patronale, celebrata il
6 agosto di ogni anno. Il paese, in vista di tale evento, viene ornato
di rami di alloro. La vigilia, dopo la santa messa, si svolge la
precessione de "S'arrassignu", che attraversa tutta la lunghezza del
paese. Il 6 agosto la processione e la santa messa. Il giorno
successivo la messa in memoria dei defunti nati lo stesso anno dei
membri del comitato civile, formato dai cinquantenni. Nel corso della
settimana si svolgono anche i festeggiamenti civili, con canti e balli
serali nella Piazza Trasfigurazione.
Santu Dominu 2009
sardoCanto tradizionale di Zerfaliu(coggius/gosos) per il patrono Santu
Domini
italianoNovena per Santu Domini
San Pio (settembre)
piazza San Pio da PietrelcinaIl 23 settembre di ogni anno si celebra
nella parrocchiale la Santa Messa in onore del santo cappuccino. La
vigilia si celebra invece nella piazza omonima dove è collocata la
statua del santo. Il comitato dei quarantenni organizza canti e e balli
nella stessa piazza, durante la settimana.
Nel territorio di Zerfaliu si trovano non poche tracce dell'età
nuragica. Il nuraghe meglio conservato è il nuraghe 'e mesu, situato
nell'estremità settentrionale del territorio comunale, in un giovane
bosco di querce e pini, immerso nella macchia mediterranea. Si tratta
di un nuraghe complesso, con due torri minori ad affiancare il mastio
lungo la direttrice nord-sud. Notevole la presenza di una tomba dei
giganti, in località Serra Ebbruzzu vicino al fiume Tirso, scoperta
recentemente. Più vicino al paese invece il nuraghe Jana, a circa 4 km
a nord; si trova però in pessimo stato di conservazione, così come il
nuraghe Cagotti. Poche tracce restano del distrutto nuraghe di San
Giovanni, che sorgeva a pochi metri dalla chiesa omonima. Il nuraghe
Crabai, infine, sopravvive solo nella memoria degli anziani.
nuraghe di Santa BarbaraNon è però da escludere che il patrimonio di
monumenti megalitici del paese possa arricchirsi, se, come è probabile,
dal cumulo emerso dall'erosione del Tirso, pochi metri a ovest della
vecchia strada Zerfaliu-Simaxis, emergerà un vero e proprio nuraghe.
Si trovano monumenti di rilievo anche al di fuori dei confini comunali.
Degno di nota il nuraghe Santa Barbara, su una collinetta a breve
distanza dalla strada sterrata Zerfaliu-Villanova Truschedu. Poco più
lontano il nuraghe di San Gemilano (Santu Millanu), a pochi passi dal
santuario omonimo, ove si trovano le case tipiche di novenari, le
cumbessias, ed un olivastro secolare.