les (in sardo Abas) è un comune di 1.571 abitanti della provincia di
Oristano, nella regione storica della Marmilla. Ales è un comune della
Sardegna centrale, situato ai piedi del monte Arci. Il paese ha sempre
rivestito un ruolo determinante nell'economia della Marmilla. È una
delle più piccole sedi vescovili d'Italia.
Ha una frazione: Zeppara.
Monumenti
* Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo
Musei
* Museo del Giocattolo Tradizionale
della Sardegna ubicato nella frazione di Zeppara
Personalità legate ad Ales
Ales ha dato i natali ad Antonio Gramsci, politico, filosofo e
giornalista italiano. Fu tra i fondatori del partito comunista italiano.
Ales ha anche dato i natali al pugile Fernando Atzori, medaglia d'oro
alla XVIII Olimpiade di Tokio, unico pugile sardo ad aver vinto la
medaglia d'oro olimpica.
Amministrazione comunale
Sindaco: Simonetta Zedda (lista civica Continuità ed Innovazione per il
Progresso) dal 14/06/2008
Centralino del comune: 0783 91131
Posta elettronica: comune.ales@tiscali.it
L'Archivio Storico Diocesano, ubicato presso i locali dell'ex
seminario Tridentino, in Piazza Cattedrale n. 5, è stato affidato alla
coop. "La Memoria Storica" dal vescovo Mons. Antonino Orrù
nel settembre del 1995. Il museo è meta di molti studiosi, ricercatori
ed appassionati di studi genealogici, che attingono dalla
grossa serie dei Cinque libri, registri di amministrazione,
confraternite, dei legati e delle cause pie (653 volumi per un arco
cronologico che va dalla metà del XVI secolo fino agli inizi
del XIX secolo). L'analisi delle cospicue serie conservate in archivio
consente di conoscere le popolazioni nel loro divenire, la loro
crescita storica l’organizzazione familiare, i flussi
migratori e la faticosa evoluzione sociale. Se i Cinque Libri
riflettono in maniera specifica l'attività dei parroci come
pastori di anime, i libri di amministrazione rivelano, piuttosto
l'aspetto beneficiale connesso all'istituto parrocchiale e
amministrativo. L'Archivio Diocesano possiede inoltre altri
fondi che sono in fase di riordino e non sono consultabili come ad
esempio la documentazione dei monti di soccorso e l'archivio
capitolare. Oltre al patrimonio archivistico di
grandissimo interesse storico-culturale non va dimenticata la
biblioteca del seminario di altrettanto valore culturale,
composta di circa 10.000 volumi che datano dalla metà del XVI secolo al
XX.
CATTEDRALE
Ultimato di ricostruire dal genovese Domenico Spotorno nel 1686 (la
vecchia chiesa era stata rovinata da un incendio), l'edificio ha
accenti di grandiosità all'interno, decorato da marmi e stucchi. E'a
una sola navata , con quattro cappelle laterali ed un arioso transetto.
Il coro è arricchito da pregiati stalli in legno. La maestosità della
cupola sovrasta l'altare maggiore, infondendo insieme armonia e
luminosità al Duomo. Del Settecento è la sontuosa decorazione della
cappella del Carmine. E'dotata di buoni arredi, tra cui, argenti e
paramenti sacri. L'originale facciata si articola fra una coppia di
campanili, con un porticato e una ventola ricurva in cui si aprono tre
finestre, e dalla quale svetta la grande cupola.
Il castello di Barumele , è tra i più importanti del Giudicato di
Arborea. E' posto a sud ovest dell'abitato di Ales, sulle pendici
dell'omonimo colle. Il castello sorge allorquando, nel XIII secolo, si
pose l'esigenza di rafforzare il sistema difensivo strategico tra i
confini dei giudicati di Cagliari e di Arborea. Il Catello di Barumele
è citato nel testamento di Ugone III d'Arborea , del 4 aprile 1335.
Sulle origini del Castello di Barumele si è tanto dibattuto. I
ritrovamenti di numerossissime schegge di ossidiana, fanno pensare alla
prima occupazione del sito in età prenuragica (neolitica o eneolitica).
Nella stessa area sono stati recuperati vasellami di età bizantina,
tali da poter ipotizzare un successivo insediamento di quel popolo
(VI-VII secolo d.c.). Attualmente il Castello conserva tutti i tratti
della tipica fortificazione medievale dell'Arborea, con un un robusto
muro di cinta, ed una torre poligonale. In età aragonese e spagnola il
Castello di Barumele fu della famiglia iberica dei Carroz , cui
appartenne Violante di Carroz, nota per aver voluto la ricostruzione
della Cattedrale di Ales.
CHIESA MADONNA DEL ROSARIO
La
facciata dell'edificio, più larga che alta, è ingentilita dai rilievi
architettonici del bel portale trilitico in calcare verde, lavorato con
sobria eleganza.
Così pure la soprastante finestra, che si conclude con un
arco a tutto sesto poggiante su capitelli a spigoli vivi. La linea
superiore dell'edificio è rifinita da una elegante cornicetta in
calcare giallognolo. Non si conosce, per il momento, chi fu
l'architetto del tempietto, concluso nel 1721, così come l'incisione
sull'architrave della porta "HOC OPUS PERFECTUM FUIT A.DN. MDCCXXI"
(Quest'opera fu completata l'anno del Signore 1721). Nel fianco destro
della chiesa, in un tempo successivo, si costruì un campaniletto a vela
munito di due finestrelle cuspidate dove vennero sistemate
due campane. Il motivo della cornicetta viene ripreso per
concludere armonicamente il fastigio terminale del campanile svettato
da un'asta munita di globo e della bandierina che segna la direzione
del vento. Il tempio è ad unica navata con copertura in travi di legno.
Il tono caldo delle pietre verdi
del pavimento, animano le linee sobrie ed eleganti
dell'edificio, dove nella parete absidale è collocato un retablo di
stile barocco-rinascimentale, vistosamente dorato. Il retablo venne
costruito appositamente per la degna collocazione della statua della
Madonna del Rosario, che tiene il
bellissimo bambino nel braccio sinistro. Sicuramente questa statua non
venne mai portata in processione per l'eccessivo peso, considerato che
conserva ancora il primato di statua più grande, tra quelle censite
nella diocesi: mt. 1,75 + cm 10 di piedistallo.
CHIESA SAN SIMEONE
L'edificio ha un impianto tardo cinquecentesco, in stile gotico
catalano. L'interno è a una navata unica e cappelle laterali costituite
fra i contrafforti degli archi a diaframma che ne sostengono la
copertura a falde lignee. Lo stile gotico è ben accentuato nelle
cappelle laterali, poste simmetricamente accanto al presbiterio, le cui
coperture sono a crociera costolanata e gemmata. I capitelli e peducci
sono decorati dai tipici fogliami gotici dai caratteristici "serafini".
L'edificazione delle cappelle portano ad una cronologia che
indicativamente può porsi per entrambe intorno all'anno 1586, data che
compare nella gemma della crociera sulla cappella dedicata a S. Antioco
martire. Tra le diverse pietre tagliate dalle belle forme gotiche,
decorate a fogliami, di particolare pregio ed alto valore artistico
sono le due tazze per l'acqua santa, in pietra lavorata, che richiamano
a modelli diffusi nel Seicento. Nella sacrestia è ben conservata una
interessante paratora lignea intagliata, pregevole manufatto di
maestranze locali. La Parrochhiale di San Simeone custodisce un
inestimabile patrimonio di oggetti sacri, statue lignee ed arredi.
L'opuscolo "Frammenti di soria e di fede", stampato e voluto
dall'attuale Parroco, illustra e descrive minuziosamente il tesoro.