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Busachi






Busachi



panorama



Busachi 1690 abitanti ha una superficie di 59 kmq e un altitudine di 379m s.l.m.

    Il centro di Busachi sorge in un piccolo anfiteatro naturale, posto quasi alla sommità del versante che costituisce la sponda sinistra del Tirso, in corrispondenza della diga omonima. L’abitato domina completamente la sottostante vallata del Tirso e la piana di Abbasanta-Paulilatino. Poco al disotto di esso sorge la grande diga di Santa Chiara, in parte sommersa dall’invaso che verrà a formarsi con l’entrata in funzione della nuova diga Eleonora d'Arborea. Pittoresco centro caratterizzato da elementi interessanti di paesaggio urbano (tipiche costruzioni di trachite rossa), è distinta in tre nuclei :“Busachi e’ susu“, “Busachi e’ iosso”, “Campumaiore”. Il suo nome deriverebbe da Buxus, bosso, da cui l’aggettivo Buxaceus, dal primitivo Buxakeus, con perdita parziale della x e apocope delle lettere us si arriverebbe a Busake.

    EPOCA PRENURAGICA (2350-1 600a.C. circa)

santa susanna   Nel III millennio a.C., arrivarono dalla penisola iberica e dalle isole Egee popolazioni che, dapprima si fermarono nelle coste poi cominciarono ad addentrarsi  verso l’interno. Arrivarono fino al territorio del Barigadu, dopo essere passati attraverso la Marmilla e la Trexenta, alla ricerca di zone su cui insediarsi.  Cercavano materiale litico pregiato, da utilizzarsi per realizzare utensili e costoni di trachite per dare sepoltura ai morti nelle “domus de janas”. La popolazione  del Barigadu era molto numerosa come dimostrano le 64 domus situate nel territorio di Busachi, di cui 5 sono monocellulari, 19 pluricellulari, 35 bicellulari e  nelle restanti 8 è impossibile accedere. Di rilevante importanza è la domus di “Grugos”, zona vicino alla diga Eleonora d’Arborea, nella quale vi è scolpita la  protome taurina,che rappresenta il dio toro (la divinità maschile), simbolo di forza, e due fossette rovesciate rappresentanti la dea Madre, simbolo di fertilità.  Quest’ultima purtroppo verrà sommersa dal nuovo invaso. In località “Manielle” troviamo una domus dove è presente un architrave sopra l’ingresso che ci  rivela la conoscenza di elementi architettonici avanzati da parte delle popolazioni residenti. In località “Pardischedda” è presente una domus dove sono incise  delle scanalature geometriche che, secondo l’archeologa Anna Maria Cossu, stanno ad indicare una protome taurina stilizzata, mentre per il Taramelli  indicherebbero l’architrave. Un’altra domus, in località “Manielle”, ha il pavimento suddiviso in riquadri che sicuramente stavano ad indicare lo spazio riservato ai corpi poiché nella stessa cella si usava sistemare anche più defunti. Nel soffitto di alcune domus sono presenti tracce di ocra rossa (il colore rosso era un simbolo rituale, richiamava il colore del sangue e quindi la forza della vita). Alcune indagini hanno permesso di osservare una grande abbondanza di frammenti di ossidiana e di ceramica, riferibile al periodo prenuragico. In certi punti il colore della terra è nerastro a testimonianza della presenza di focolari domestici. Tutti questi elementi portano ad individuare due insediamenti nella zona di Busachi: uno a “Cotte ‘e Jana “, una a “Bingiallese”. Una testimonianza particolarmente importante del periodo nuragico è il nuraghe di “Santa Marra”, trilobato, con sovrapposizioni puniche e romane.

    EPOCA ROMANA (I-III sec. circa)

    Il territorio di Busachi si trova in una zona quasi al confine con quella denominata dai Romani “Barbagia”, che non fu conquistata, e ad un centro fortificato di rilevante importanza, ‘Forum Trajani”. A testimonianza della loro presenza vi è il resto di un ponte romano semidistrutto dal tempo e sommerso dall’invaso della diga. Superato il fiume rimangono tracce evidenti della strada “ad Medias (Abbasanta) a Forum Trajani (Fordongianus)”. Da ricordare le sopradette sovrapposizioni del nuraghe di Santa Marra.

    DAL 476 AL 900

    Poco si conosce del periodo, durato 70 anni, dell’occupazione vandalica avvenuta dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476), ché ha lasciato pochissimi segni in tutta l’Isola. Verrà poi la dominazione romanico-bizantina. Tra le poche notizie che si hanno un fatto è certissimo: dopo l’anno 1000, quando il governo bizantino stabilì la sua sede ad Oristano, anche Busachi iniziò ad assumere rilevanza nella storia locale . Nel 900 avrà inizio l’amministrazione giudicale di Oristano.

    IL GIUDICATO DI ARBOREA (900-1420)

    Busachi faceva parte del giudicato di Arborea, più precisamente della curatoria (partes) di Barigadu o Fordongianus assieme ad altre 18 “villae” (biddas in sardo): Allai, Ardauli, Fordongianus, Neoneli, Ula Tirso,Villanova Truscheddu, Moddamene e Loddu, le ultime due ormai scomparse. Di Moddammene è rimasta la chiesetta campestre dedicata a Santa Susanna la cui consacrazione avvenne il 9 ottobre 1340. Nell’arco di tempo che va dal 1388 al 1698 Busachi risulta nominato in parecchi documenti dell’epoca ed alla fine del sec. XIV è uno dei centri più importanti della regione Barigadu, di cui secondo molti testi era la capitale. Mentre il paese in esame figura più o meno intensamente nelle vicende locali dell’epoca, Moddamene scompare addirittura. E’ da credere che il paesino, abbia risentito gravemente della peste del 1477 e costretto i superstiti a stabilirsi a Busachi, al quale, tuttora, appartengono i diritti terrieri. Il 17 agosto dei 1420 anche il giudicato di Arborea venne conquistato dalla Corona d’Aragona, e lo stesso sovrano cedette a Leonardo Cubello, governatore di Cagliari, vari paesi di Parte Valenza ed alcuni di Parte Barigadu: tra questi ultimi sono nominati Fordongianus, Bidonì, Sorrei, Ardauli e Loddu. Busachi, essendo di una certa importanza, fu riservato alla Corona.

    IL CINQUECENTO ED IL SEICENTO

san bernardinoDopo varie vicissitudini, nel 1520, per volere dello stesso Imperatore Carlo V, il feudo Parte Barigadu venne diviso in due parti: Barigadu ‘e Susu (la parte superiore), che andò a don Carlo d’Alagon, e Barigadu ‘e Iosso, che passò alla famiglia di Don Nicolò Torresani. Durante il dominio di questa famiglia, una persona che si distinse fu don Gerolamo Torresani che “non [fu] solo un ricco signore feudale, ma anche un acuto e dinamico uomo politico, attento ai bisogni dei suoi vassalli e aperto ad una sapiente formazione morale e socio-culturale di Busachi e Ville circonvicine” (R.Bonu). Intorno al 1571, il Torresani, conte di Sedilo e marchese di Busachi, eresse una chiesa in onore della B.Vergine delle Grazie detta “de collegiu” e contemporaneamente la chiesa di San Domenico detta “cunventu”. Durante il Parlamento del 1698, avviene un importante censimento della popolazione di Sardegna. Quello riguardante l’antico giudicato d’Arborea è riportato dal Caralis. Fra tutto il Barigadu, Busachi figura con il numero più alto di “fuegos” (303), di “hombres” (640), di “mujeres” (631). [“fuegos”: nucleo familiare minimo di 4 persone]

    IL SETTECENTO

    La storia della Sardegna ricorda il cambiamento di dominazione, avvenuto in modo effettivo nel 1708: dal governo aragonese e spagnolo, durato quasi quattro secoli, si passò al dominio austriaco. Feudi, vita e costumi conservarono l’impronta spagnola, finché nel 1720 l’Isola fu assegnata a casa Savoia. L’amministrazione piemontese ebbe subito cura sia di stimolare l’attività dell’agricoltura, della pastorizia, sia di procedere a censimenti di varia natura. Nel 1746 una “Relazione storica e geografica del regno di Sardegna” fu eseguita dall’intendente generale dell’Isola conte Franc. Gius. Di Vitry. Nella relazione è detto che Busachi aveva un convento di Domenicani con nove religiosi e 300 lire di rendita; alla parrocchia invece erano attribuite all’anno “deux-mille-cins-cens livres”. Sostanziali cambiamenti avvennero nell’ottocento.

    L’OTTOCENTO

    Busachi, con Allai, dopo vari passaggi di eredità, entrò a far parte del marchesato posseduto, nel periodo del riscatto dei feudi, da donna Stefanina Ledà. Divenne una delle 15 province sarde in virtù dell’editto 4 maggio 1807. Gran parte degli uffici avevano sede ad Oristano mentre il deposito della fanteria (poche decine d’uomini), l’intendenza di finanza e un presidio di 25 cavalleggeri furono assegnati alla nuova provincia. Il marchesato dava, nella carta reale 10 dicembre 1835, l’accertamento di un complessivo reddito lordo di lire sarde 1.738, soldi 13, denari 4, e di un reddito netto di lire sarde 583, soldi 4. Dal 21 maggio 1836 furono soppresse le curie feudali, ed il territorio sardo fu diviso in sette tribunali di prefettura con sede a Cagliari, Sassari, Oristano, Tempio, Nuoro, Lanusei e Isili, cui facevano capo un certo numero di mandamenti con proprio giudice. Furono edificati sette carceri centrali, e in ciascun capoluogo di mandamento carceri minori con almeno due celle. Una di queste strutture si trovava anche a Busachi. Attraverso un documento risalente al 1834 sono note le tristi condizioni delle carceri di Oristano, di Busachi e di altre di questa provincia. In quelle di Busachi i detenuti giacevano sepolti come in una tomba e dovevano soffrire tutte le notti il peso di dure catene.

    IL NOVECENTO

 sant'antonioNel 1861 (formazione del regno di Italia) ci fu la costituzione di due province, quella di Cagliari e quella di Sassari, di nove circondari (con capoluogo a Cagliari, Iglesias, Oristano, Lanusei, Sassari, Alghero, Ozieri, Tempio e Nuoro), 91 mandamenti e 368 comuni. Solo nel 1974, con la legge n. 306 del 16 luglio, fu istituita la provincia di Oristano. Busachi fu uno dei 61 paesi che dalla provincia di Cagliari passarono a quella di Oristano. Durante le varie guerre del novecento molti furono i busachesi che partirono volontari e caddero per la grandezza della Patria, alcuni dei quali si distinsero per il loro grande coraggio e ricevettero medaglie all’onore. Durante la seconda guerra (1940-45) il paese fu più volte bombardato a causa della vicinanza della Diga del Tirso.

    Molte abitazioni furono colpite e crollarono. Lo stesso complesso “de collegiu” fu utilizzato come caserma militare e scuderia. La costruzione della Diga del Tirso iniziò nel 1919 e nell’ottobre 1923 entrò in funzione la centrale di S. Chiara appartenente a Ula Tirso. Fu inaugurata il 28 aprile 1924 dal re Vittorio Emanuele III. Il lago artificiale che l’imponente muraglia forma sbarrando il fiume, era nel 1923 il più grande d’Europa. La sua capacità era di 403 milioni di metri cubi d’acqua. I lavori per la costruzione della Diga Eleonora d’Arborea iniziarono nel 1982: si era deciso di edificarla a causa di sempre maggiori richieste d’acqua e di lesioni riscontrate nella Diga di Santa Chiara. E’ stata inaugurata nel 1997 dall’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. La presenza del nuovo invaso offre al paese la possibilità di far nascere nuove attività legate al turismo lacustre.

    S.ANTONIO DA PADOVA (13 Giugno)

    La festa di S. Antonio da Padova, patrono del paese, si svolge il 13 giugno. I festeggiamenti religiosi (accompagnati da festeggiamenti civili) culminano in una solenne processione con il simulacro del Santo che percorre le vie del paese, e una messa cantata. Questi festeggiamenti sono preceduti da una tredicina:arco di tredici giorni durante i quali i rende onore al Santo con preghiere e canti.

    S. BERNARDINO

    La festa di S. Bernardino è sostanzialmente uguale a quella del Santo Patrono. Preceduta da una novena (nove gg. di preghiere) che inizia l’11 maggio, culmina in una processione per le vie del paese e in una S. Messa, il 20 maggio.

    S.ANTONIO ABATE

    S.Antonio Abate ricorre il 17 gennaio ed è tradizione che la vigilia, davanti alla chiesa parrocchiale e in altri rioni del paese, si accendano dei grandi fuochi benedetti (falò) che ardono rischiarando la notte. Questi fuochi vengono riaccesi il 19 gennaio, vigilia della festa di S. Sebastiano. Caratteristica è la sfilata dei carri che trasportano i grandi tronchi. I carri, in passato trainati da buoi, sono adornati con rami freschi di alloro e lunghe catene di arance.

    S.SUSANNA

    La festa più suggestiva e senza dubbio quella di S.Susanna (11 agosto) che si svolge nell’omonimo novenario a 6 km da Busachi. Questa festa è caratterizzata da una processione con simulacro che si snoda nelle campagne intorno al piccolo villaggio, da una messa con panegirico e dai successivi festeggiamenti civili

    In tutte queste feste merita una particolare attenzione il canto dei “goccios” (canti tradizionali in onore dei santi) e del rosario in sardo che i membri delle tre Confraternite (Sacro Cuore, San Domenico e Santa Maria Maddalena) cantano ancora durante le processioni.

    Da ricordare anche i festeggiamenti per il Santo Natale e per la Pasqua con particolare attenzione per due riti: “Sa Missa ‘e Puddu” (messa di mezzanotte) fra il 24 e il 25 dicembre, e “S’Incontru” (l’incontro tra la Madonna e il Cristo Risorto) la domenica di Pasqua.

    Manifestazioni e sagre

 Già dal 1993 a Busachi esiste l’Associazione culturale “Collegiu”, che si occupa di salvaguardare le tradizioni e di farle conoscere. Una delle attività portate avanti già da cinque anni, è il concorso di pittura “Filippo Figari”, pittore di fine ‘800-inizio ‘900, che nel 1912 visse a Busachi. Figari dipinse alcuni pannelli sul tema del matrimonio e del fidanzamento, che si possono ammirare nella “sala dei chiesa  matrimoni” del palazzo del comune di Cagliari e, le copie, nella sala del consiglio del comune di Busachi. In questa  occasione molti artisti si recano a Busachi  per immortalare aspetti del paese, che vengono successivamente esposti e giudicati.

    Un'altra attività, che quest'anno conta la sua seconda edizione, è la sagra de “Su Succu”, piatto tipico e unico di origine antichissima a base di pasta  preparata in casa, cotta nel brodo di carne e stufata con formaggio acidulo e zafferano. La manifestazione consta di tre momenti principali:

    “Su presente”, un corteo di donne che attraversa tutto il paese con in testa canestri con la pasta fresca, sino al luogo dove il piatto viene preparato;
    Viene inoltre organizzata la mostra dell’artigianato e dei prodotti tipici.
    L’anno scorso, l’Associazione, appoggiata dal Comune, ha fatto nascere il “Museo del costume e del lino”, dove si possono ammirare arredi e manufatti artigianali in lana e lino ed antichissimi costumi di Busachi, nella varietà di forme e realizzazione che li caratterizza, funzionali ai diversi momenti della vita: la quotidianità, il lutto, la festa, il matrimonio.

    Fra le tante tradizioni c’è ne una che si è persa ma, fortunatamente, non si è dimenticata: la corsa de “su pannu”. Si tratta di un piccolo palio che si svolgeva nelle campagne vicine al novenario di S.Susanna il giorno della vigilia della festa. Il vincitore di questa gara vinceva “su pannu”, cioè un pezzo di broccato, tessuto ancora oggi di grande valore, che veniva poi utilizzato per il corsetto del costume femminile. Una proposta per il futuro potrebbe essere di ripristinare questo palio in onore della tradizioni ma, soprattutto, per attirare  turisti.

     La chiesa parrocchiale di S. Antonio da Padova è ubicata nel vecchio centro storico del paese da dove, secondo una leggenda, sarebbe iniziata la vita del centro abitato. La sua consacrazione risale al 5 ottobre 1759, come risulta da un “cabrèo” (memoriale) conservato fra i libri parrocchiali. Edificata in stile gotico-aragonese, comprende: tre navate ad arco ogivale con conci in pietrame rachitico a faccia a vista, un’ampia sagrestia, un coro cupolato dotato di rivestimento in legno intagliato munito di scanni. Le volte del coro in stile gotico intrecciato sono arricchite da rosoni con volti di santi. La facciata in trachite è affiancata da un campanile, anch’esso in trachite, di forma quadrata che si eleva fino all’altezza di 40 m. circa.

    Da segnalare le opere artistiche conservate nella parrocchia, fra le quali:

        * un quadro del 1751, opera del pittore fonnese Gregorio Are, raffigurante il “Martirio dei Dodici Apostoli”;
        * un quadro del Marghinotti rappresentante le “Anime del Purgatorio”;

        * l’altare maggiore in marmo di Carrara costruito nel 1850;
        * un organo a canne, restaurato qualche anno fa, opera del maestro cagliaritano Giuseppe Lazzari. Costruito a partire dall’agosto del 1773 fu collocato nella parrocchia nel luglio del 1775 dietro l’altare maggiore;
        *  una pala d’altare incompleta collocata ora nella sagrestia.

    S. BERNARDINO DA SIENA

    Posta nel rione di “Busache ‘e josso”, sorge su pianta a forma di croce sormontata da una cupola a base esagonale. Risale al 1660.

    S. MARIA  MADDALENA

    Questa chiesa sorgeva su una collinetta dietro l’attuale chiesa parrocchiale e nel suo cortile sorgeva il vecchio cimitero con omonima denominazione. Tale chiesa crollò nel 1850 e fu ricostruita nel cortile della parrocchia, poi consacrata nel 1910.

    S. DOMENICO

    Sorge nel rione alto del paese e fu edificata nel 1571 a cura di Gerolamo Torresani, conte di Sedilo e marchese di Busachi. L’edificio comprendeva locali a funzione di convento che lo stesso fondatore affidò ai frati Domenicani. Essi la occuparono dal marzo del 1577 al 1659. Quattro anni dopo, su invito di una discendente dei Torresani, ne ripresero l’officiatura che tennero fino al 16 gennaio del 1835, anno in cui l’arcivescovo Bua ne soppresse le funzioni. Chiesa e convento furono acquistati dal sacerdote Domenico Zedda che la lasciò poi ai suoi eredi. Sconsacrata e lasciata decadere, dopo accurati restauri è ora sede del Museo del costume e del lino.

    BEATA VERGINE DELLE GRAZIE

    L’edificazione di questa chiesa-collegio risale agli stessi anni della chiesa di S.Domenico e ne fu promotore lo stesso marchese Torresani che volle dedicarla alla Vergine delle Grazie. I vasti locali adibiti a collegio furono dapprima affidati ai Gesuiti, poi nel 1584 ai frati Minori Osservanti che, nel 1588, vi aprirono il convento di S. Maria delle Grazie. L’edificio fu abbandonato il 15 giugno del 1834 per ordine dell’arcivescovo Bua e in seguito acquistato dal sacerdote Domenico Zedda. Anche in questo caso il tempo e l’incuria degli uomini, hanno provocato gravi danni, ai quali si sta cercando di porre rimedio con un attento restauro. Restauro che ha reso nuovamente agibili i locali del convento che sorgono intorno a un chiostro porticato.

    S. SUSANNA

    La chiesetta di S. Susanna sorge a 6 km dal centro abitato, in un piccolo novenario che porta lo stesso nome della chiesa. Questa chiesa nel 1340 era la parrocchia della “Villa di Moddamene” che, a seguito della peste causata, secondo la leggenda, dalla “musca maghedda”, venne abbandonata nel 1477 e i superstiti si trasferirono, ancora secondo la leggenda, a Busachi dando origine al rione detto “Ligios”. La consacrazione della chiesa avvenne il 12 ottobre del 1349 in seguito a restauri eseguiti per conto del vescovo di Terralba Giovanni Rubeo. Questo fatto è attestato da una pergamena rinvenuta nel luglio del 1871, durante dei lavori, dal sacerdote di Busachi Antonio Musio. Tale pergamena riporta l’iscrizione:

;MILL° CCCXL NONO DIE XII KALENDAS OCTOBRIS CONSECRATA EST ECCLESIA SANCTE SUSANNE ET SANCTI BLASII ET SANCTE BARBARE AD HONOREM DEI ONNIPOTENTIS ET BEATE MARIE SEMPER VIRGINIS ET OMNIUM SANCTORUM A DOMINO JOANNE EPISCOPO TERRALBENSI>

;.

    La chiesa in stile gotico-giudicale ha le pareti del presbiterio adornate da pitture risalenti al 1755 e raffiguranti scene della vita della Santa e immagini dei Padri della Chiesa; sulla volta a botte è raffigurata la Madonna che schiaccia un serpente. La chiesa è preceduta e affiancata da due spazi coperti con travatura in legno e detti “S’Acraru” e “S’Istaulleddu”.

    Nella RATIO DECIMARUM della Sardegna, che riporta i nomi delle parrocchie risulta che nel 1342 esisteva a Busachi la chiesa parrocchiale di S.Pietro, appartenente all’Archidiocesi Arborense. Tale chiesa, oggi scomparsa, era ubicata presso l’attuale cimitero che ha preso analoga denominazione e, verosimilmente, sarebbe stata in uso fino al 1759, anno di consacrazione dell’attuale chiesa parrocchiale.



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fonte:  http://web.tiscali.it/busachi2001/leggende.htm









 

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