cano di Montiferro (in sardo Iscanu, in spagnolo Escano) è un comune
di 1.725 abitanti della provincia di Oristano, localizzato in Sardegna
nella regione centro-occidentale del Montiferru.
Geografia
Il paese è situato in prossimità della costa centro-occidentale della
Sardegna (Italia), a circa 380 metri sul livello del mare. Dista 50 Km
da Oristano, 18 km da Macomer e 18 km da Bosa. Il clima è umido
temperato. L'abitato è situato a ridosso dei colli di San Giorgio, di
Santa Croce e del promontorio di Monte Ruinas.
All'interno dell'abitato sono presenti numerose fontane e sorgenti
nonché corsi d'acqua quali:
* Su canale 'e Panne Manca - Riu 'e Puba
- Riu 'e Salighes - Riu 'e Tuvu
* Riu 'e Tusio
* Rioro
* Fissula
* Maramadau - S'assoju
Nel territorio comunale sono da ricordare le Sorgenti di Sant'Antioco
che forniscono l'acqua potabile a numerosi paesi del circondario. Sono
tra le più grandi della Sardegna, con una portata d'acqua che, in
inverno e in primavera, raggiunge i 200 litri al secondo.
Storia
Il comune di Scano fu popolato fin da epoca preistorica come dimostrano
i ritrovamenti nel suo territorio di Furrighesos (meglio conosciuti
come Domus de Janas) e Tombe dei giganti oltre alla presenza di
numerosi insediamenti nuragici.
In età medioevale la villa di Scano fece parte della curatoria del
Montiferru, nel Giudicato di Torres e successivamente, nel 1259, con la
morte della giudicessa Adelasia, la curatoria fu annessa al Giudicato
di Arborea. Nel 1410 la villa passò agli aragonesi e nel 1421 fu
inglobata nei territori infeudati ai nobili catalani Zatrillas, signori
del Montiferru. Il feudo, accresciutosi in maniera consistente, assunse
prima il titolo di Contea di Cuglieri e poi quello di Marchesato di
Sietefuentes e quindi diviso fra Marchesia e Francesca Zatrillas che
mantenne il titolo marchionale. Intorno alla metà del XVII secolo
troviamo ancora la villa di Scano compresa nei territori del Marchesato.
In seguito alle vicende relative all'assassinio del viceré Camarassa
che videro coinvolta la Marchesa nell'omicidio del marito, Agostino di
Castelvì, il feudo fu confiscato dalla Corona nel 1669. Negli anni che
seguirono la villa di Scano fu oggetto di scambio nelle molteplici
divisioni e assegnazioni di territori tra famiglie di nobili feudatari.
Nel 1834 venne assegnata ai Quesada ai quali venne definitivamente
riscattata nel 1838. Nel 1821 fu inclusa nella Provincia di Cuglieri;
nel 1848, abolite le Province e istituiti i Comuni, Scano fu compreso
nella divisione amministrativa di Nuoro e, in seguito, con R.D.
3702/1859, nella Provincia di Cagliari, Circondario di Oristano e
Mandamento di Cuglieri. Con l'istituzione della Provincia di Oristano,
decretata con Legge n. 306 del 16 luglio 1974, Scano Montiferro entrò a
far parte di tale Provincia.
Sotto il profilo istituzionale il comune di Scano di Montiferro, così
come tutti i comuni rurali della Sardegna, trae origine dalle primitive
forme di autogoverno comunitario evolutesi nella forma della villa e
successivamente regolamentata con R.E. 25 settembre 1771 con il quale
fu istituito il Consiglio comunitativo. Nel 1848, in seguito alla
fusione del Regno di Sardegna con gli Stati di terraferma, il soggetto
rappresentativo delle comunità fu inquadrato nell'ordinamento delle
istituzioni locali come Comune, ente morale con amministrazione
autonoma stabilita per legge.
Le origini del nome
Secondo lo studioso Giovanni Spano, il nome della località deriverebbe
dal fenicio scan (luogo abitato). In base alle ricerche di Pietro Lutzu
(San Vero Milis 1859 - Scano Montiferro 1935), altri collegherebbero le
sue origini al latino scamnum (scanno, sgabello), con rimando alla
tradizione secondo la quale, nel territorio del paese, i cristiani
venivano uccisi legandoli con una corda al collo, poggiati su una panca
che veniva poi tolta nel momento dell'esecuzione. Il linguista Massimo
Pittau lega le origini del nome a terrinu escanu: un territorio ricco
di esca (il fungo arboreo Polyporus fomentarius) per accendere il
fuoco. Altre interpretazioni, meno note e meno accreditate rispetto a
quella dello Spano, fanno riferimento al latino scamna (unità
agrimensoria romana di forma rettangolare). La denominazione di
Montiferro, in riferimento al massiccio vulcanico che domina il
territorio, venne applicata al nome originario con Regio Decreto n. 825
del 14 settembre 1862. Con la formazione del Regno d'Italia infatti, si
mandò avanti un'operazione volta alla revisione dei nomi dei comuni che
rappresentavano casi di omonimia con altri comuni del Regno. Si volle
allora distinguere Scano dall'omonimo comune lombardo, che a sua volta
venne rinominato in Scano al Brembo, comune che dal 1928 si trova
inglobato nel comune di Valbrembo.
Scanesi illustri
Giovanni Pes
Nasce nel 1916: dal 1939 è sacerdote, dal 1947 parroco arciprete a
Cuglieri (Provincia di Oristano). Nel 1975 è nominato Vescovo
Ausiliario della Diocesi di Oristano; dal 1979 al 1993 è Vescovo della
Diocesi di Alghero-Bosa.
Tradizioni
Le tradizioni di Scano sono mantenute vive dalla storia del paese,
dalla sua collocazione geografica e dall'onore dei suoi abitanti. Scano
presenta il tipo di canto "a cuncordu", tipico di tutta l'area del
Montiferru-Planargia. Su cuncordu accompagna da secoli i riti della
Settimana Santa con i canti del Miserere, dello Stabat mater e delle
Laudi mattutine del Venerdì Santo. In passato esistevano i canti
ordinari della liturgia che venivano eseguiti da su cuncordu, ma ora
sono andati perduti. Su cuncordu possiede inoltre un repertorio
profano, rappresentato dai canti come su traju, sos muttos, sa 'oghe
rea, su ballu tundu e su ballu cantigu. È ancora molto viva anche la
tradizione del ballo. I balli di Scano sono: su ballu tundu, sa dansa,
su ballu cantigu, su ballittu e su dillaru. Fra i suonatori di
organetto di Scano ricordiamo Salbadore Rosa (Ti' Mericanu), che
succedendo al padre in questo ruolo ha caratterizzato singolarmente il
ballo di Scano.
Luoghi d'interesse
Chiese
* Chiesa parrocchiale di San Pietro
apostolo
* Oratorio del Rosario
* Oratorio delle Anime
* Oratorio di San Nicolò
* Chiesa di San Giorgio (Campestre)
* Chiesa di Sant'Antioco (Campestre)
* Chiesa di Santa Barbara (Campestre)
* Chiesa di Santa Croce (Campestre)
* Chiesa di Santa Vittoria (Campestre)
* Chiesa di Pedras doladas (Campestre)
Chiesa di Sant'Antioco
Tra tutte merita un particolare approfondimento la chiesa rurale di
Sant'Antioco, ubicata a circa 6 km dal Comune. La chiesa fu costruita
probabilmente nel 1636. L'edificio è a pianta rettangolare, ad aula
unica, affiancato sulla sinistra dalla sacrestia e su entrambi i lati
dai "pendentes" o "pennentes", piccoli ambienti la cui funzione fu
quella di ospitare pellegrini e devoti che desideravano soggiornare
nella località durante il periodo della novena e della festa del Santo.
La chiesa con in evidenza le porte di ingresso dei "pendentes"
La facciata della chiesa, a capanna, ha la parte centrale, in cui si
apre il portale, in pietre squadrate lasciate a vista, e un coronamento
a cornice alle cui estremità sono inseriti due acroteri a forma
piramidale. Al centro è conclusa da un campanile a vela.
Sopra il portale si apre una grande finestra rettangolare, unica fonte
di luce per la chiesa. L'edificio ha copertura in legno a due
spioventi, su archi a tutto sesto, in pietra a vista. Il pavimento è in
lastre di trachite.
Pur essendo una chiesa campestre, rispetto alle altre presenti nel
territorio di Scano Montiferro ha struttura più elaborata, forse perché
la devozione al Santo in essa venerato, che attirava grande folla anche
dai paesi del circondario, aveva generato il bisogno di ingrandire la
chiesa con l'annessione dei sopra indicati "pennentes".
Ancora oggi centinaia di fedeli provenienti da Scano e da tutto il
circondario, pregando devotamente Sant'Antioco gli chiedono la grazia
di ottenere la guarigione e il conforto nella sofferenza. Nel
presbiterio quadrangolare è ubicato l'altare ligneo acquistato nel 1848
dalla chiesa bosana di Santa Croce per il prezzo di 15 lire.
Recentemente restaurato (1999), esso è adibito ad ospitare la statua
del Santo che viene portata in processione dal vicino paese di Scano
nelle località campestre due volte all'anno, in occasione delle feste
che si svolgono il secondo lunedì dopo Pasqua e l'ultimo lunedì di
agosto (ovvero il secondo lunedì dopo ferragosto).
In assenza della statua l'altare ospita una tavola dipinta ad olio con
l'effigie del Santo, opera del pittore svizzero Emilio Scherer che
soggiornava a Bosa verso la fine del XIX secolo.
Il culto di Sant'Antioco è molto antico ed ebbe un enorme impulso dopo
il ritrovamento delle reliquie del Santo avvenuto nell'isola di
Sant'Antioco il 18 marzo 1615 per opera dell'arcivescovo di Cagliari,
monsignor Francesco d'Esquivel. Il Santo, originario della Mauritania
(regione dell'Africa Settentrionale), venne fatto esiliare
dall'imperatore Adriano nell'isola di Sulci (odierna Sant'Antioco di
Sulcis) in quanto professava la fede cristiana e si rifiutava di
adorare gli dei pagani.
Qui egli esercitò la sua attività di medico operando nello stesso tempo
molte conversioni. La tradizione vuole che Antioco morisse il 13
novembre dell'anno 127.
Grazie al gesuita scanese Salvatore Pala, docente di matematica e
teologia all'Università di Cagliari, Scano ebbe la fortuna di avere
nello stesso anno del ritrovamento delle reliquie una vertebra del
santo, e fu proprio questa circostanza a far nascere l'idea della
costruzione di una chiesa in suo onore in un territorio ricco di acque,
dalla rigogliosa vegetazione, e che inoltre presentava il vantaggio di
trovarsi a poca distanza dal paese.
Festività
* San Pietro apostolo (patrono): 29
giugno
* Beata Vergine Regina di Tutti i Santi:
11 settembre
* Sant'Antioco martire sulcitano:
secondo lunedì dopo Pasqua, ultimo lunedì di agosto
* Sa festa 'e totta 'idda: ogni 4 anni
nei mesi di luglio e agosto. La prossima sarà nel 2012
Amministrazione comunale
Sindaco: Antioco Giuseppe Manca (lista civica) dal 12/06/2006
Centralino del comune: 0785 32000
Posta elettronica: aa.gg.scano@tiscali.it