eneghe è un comune di 1.972 abitanti della provincia di Oristano.
Situato a 305 metri sul versante orientale del Montiferru.
Origine del nome
In sardo nuorese "sèneche" significa "vecchio, antico". L’archeologo e
storico Giovanni Spano sostiene che il toponimo Seneghe deriva dalla
voce fenicia scin, cioè dente, facendo riferimento all’aspetto della
montagna che sovrasta l’abitato e la cui cima appare dentellata. Egli
fa rimarcare che altre località hanno avuto lo stesso nome, come un
distrutto villaggio della antica diocesi di Dolia ed un nuraghe
dell’agro di Suni e, sull’origine di quel nome, cita addirittura il
biblico Monte Sinai, dicendolo così chiamato per la sua cresta
dentellata.
Monsignor Giovanni Antonio Deriu, parroco a Seneghe dal 1885 al 1927,
in una monografia manoscritta ha sostenuto che sen, la radice del
toponimo, è comune a quello di molte altre località dell’isola, come
Senis, Senorbì, Sennori, rispetto alle quali non si può fare
riferimento a nulla di “dentellato”. Inoltre, la radice s’ena, o bena,
con l’aggiunta alla prima vocale della consonante b, nel dialetto
seneghese, è comune a quella di varie località del territorio e
significa “vena o striscia di fertile terra”. Se ne trovano diversi
esempi in S’ena ‘e Bobboi (terra di Salvatore), Beneidi (terra di
vite), Benalonga (striscia di terra lunga), S’ena ‘e su pirastru (terra
di peri selvatici), Benandria (terra di Andria).
La seconda parte del toponimo (ghe) varia a seconda del periodo
temporale di riferimento e degli scrittori, e in diversi documenti
storici viene trascritto come Senege, Sehenes oppure Senecae. Infine,
durante il dominio di Aragona e Spagna, e nel primo secolo della
dominazione sabauda, il comune viene indicato come Senegui o Senegue
nei documenti pubblici e negli atti notarili del periodo. Dalla metà
del secolo XIX il toponimo è definitivamente fissato in Seneghe.
Il ghe del toponimo deriverebbe dalla lettera ebraica ghimel, da cui la
voce ghil, che assume il significato di “allegra” o “alta”; quindi,
secondo queste interpretazioni il nome di Seneghe significherebbe S’ena
(terra) + ghe (alta), in virtù del posizionamento geografico in cima a
una collina.
Deriu scrive nel suo manoscritto che «bene conviene a Seneghe il nome
di vena di terra fertile, feracissima per frumento, olive vigne,
castagneti, pascoli, con montagne ricche di boschi di sugheri e di
elci, irrigata da copiose fonti di finissime acque».
Cenni storici
Grazie al felice posizionamento naturale del territorio, a Seneghe
esistono numerosissimi altipiani e nel periodo nuragico ci fu un gran
fiorire di costruzioni: proto-nuraghi, nuraghi, complessi nuragici con
più torri, fortificazioni, di cui resta un impressionante numero di
testimonianze. Sono almeno cento, cifra approssimata per difetto,
alcuni dei quali ancora superbamente eretti o quasi completamente
distrutti, a cui sono da aggiungere le numerosissime tombe a cumulo,
tombe dei giganti, dolmen, menhir, betili.
Come non ricordare tra le tante, la bellissima Tomba dei Giganti sita
in località Serrelizzos, oppure l'altra impropriamente chiamata “S'omo
de sas Zanas” posta nell’omonima località S’omo de sa Zanas. Non meno
importanti e bellissimi sono i punici di S’Issizzu, dove troviamo una
fonte punica, e di Mesone Majore e Zippiriu.
I Fenici e ai Romani dimostrarono molto interesse per la zona di
Seneghe. Ne sono testimonianza l’altissimo numero di reperti e siti
pervenuti ai nostri giorni, quali oggetti d’utilizzo comune e in alcuni
casi di resti di fondamenta di fabbricati. Esiste, ad esempio, al Museo
Archeologico di Cagliari una bella testa femminile in marmo, donata dal
precedente proprietario che l’aveva rinvenuta attorno al 1880 in
località Barili. Dalla stessa zona proviene un medaglione in bronzo con
tracce di doratura di ottima fattura e una piccola testa di leone,
anch’essa in bonzo.
Del periodo fenicio possiamo trovare intatto in alcuni punti il
selciato di una strada che portava da Cornus al villaggio proto-sardo
di Serrelizzos, località sita intorno alla superba reggia ciclopica di
Mesone Majore. Questa strada era importantissima per i Fenici da un
punto di vista strategico, in quanto garantiva il trasporto delle
proprie merci dal mare ai monti del Montiferru, in quel tempo chiamati
Monti Menomeni.
Anche della dominazione Romana rimangono numerose tracce. La più
importante si trova nella località di Sa Funtana Fraigada, fonte
termale risalente proprio al periodo romano. Inoltre, numerosi cimeli e
utensili sono stati rinvenuti nelle zone di Barili, Cannas de Piscamu e
Zippiriu.
Le monete rinvenute indicano con precisione i periodi in cui le
località del territorio furono abitate: alcuni bronzi punici con le
spighe di Astarte, dei bronzi con l’effige del Pater Sardus, dei
sesterzi e assi coniati da vari imperatori romani, e piccoli bronzi
risalenti al tardo impero. Questi reperti dimostrano il perdurare della
vita nella zona di Seneghe nel corso dei secoli.
Nell’area dell’attuale centro abitato esisteva un antico popolo già dai
tempi dei protosardi. Questo centro rappresentava un punto di
confluenza per coloro che stanziavano nel territorio, in modo da
riuscire a contrastare le continue scorrerie dei popoli invasori. Col
tempo molti si insediarono permanentemente, dando così origine alla
Villa de Seneghe. Nel punto in cui sorge l’attuale casa Pili, in via
Roma, furono rinvenuti i resti di un nuraghe durante l’ampliamento
dello stabile nel 1947. Resti di mura megalitiche furono trovate nel
punto in cui sorge la chiesa parrocchiale; con tutta probabilità si
tratta di resti di un antico luogo di culto, al quale succedette un
tempio cristiano e, infine, l’attuale costruzione.
Dopo il Mille il paese è citato nel “Condaghe”, ovvero il grande libro
nel quale i monaci di S. Maria de Bonacatu di Bonarcado registravano i
confini dei loro possedimenti. Nel 1191 la chiesa di Santa Maria viene
dichiarata come facente parte della circoscrizione religiosa della
mitria arborense, sotto Pietro, primo arcivescovo di Oristano.
Nell’atto solenne di pace firmato tra Eleonora d'Arborea e il re
Giovanni IV d'Aragona, il 24 gennaio 1388, vi sono nominati otto
rappresentanti di Seneghe tra cui il maggiore Troisco Manca e altri
giurati.
Le cronache del tempo ci raccontano che nel 1692 morirono oltre
cinquecento abitanti, a causa di una pestilenza che cessò grazie
all’intercessione di San Sebastiano Martire. Il santo fu scelto in
seguito dalla popolazione come patrono in segno di gratitudine, mentre
la chiesa rimase intitolata all’Immacolata Concezione.
Dalla metà del secolo XVIII ebbe molti cittadini avviati agli studi,
anche grazie al contributo del Convitto Nazionale di Cagliari. Attorno
al 1850 il paese contava una popolazione di 2.150 abitanti. Di questi
650 erano agricoltori, 90 pastori e 50 erano applicati a mestieri ed
altre professioni.
Ambiente ed
economia
La posizione geografica di Seneghe ha condizionato notevolmente la sua
economia e la sua società: il 35% della popolazione attiva è occupata
all’allevamento bovino e ovino occupando l’81% della superficie
comunale, di cui la maggior parte è utilizzata per prati e pascoli,
mentre la parte restante viene spartita in seminativi e coltivazioni
permanenti. Le principali colture sono l’olivo, la vite e le foraggiere.
Trovandosi in una zona collinosa e di passaggio tra il Campidano ed il
Montiferru, ha sviluppato una cultura composta da elementi appartenenti
ad entrambe le due aree, per cui presenta un’economia fortemente
agricola e al contempo pastorale. L’economia agricola e la sua
struttura socio economica ad essa legata si è sviluppata in quanto gran
parte della sua produzione era destinata al sostegno dell’allevamento
bovino. La struttura della società e il suo calendario lavorativo e
festivo erano legati all’annata agraria, quindi ritmi e azioni erano
inseriti in un ciclo periodico attraverso il quale si ribadivano i
ruoli di ciascuna famiglia, persona e istituzione.
Questo ripetersi era reso possibile grazie all’economia di sussistenza
che reggeva tutto il sistema, pressoché autonomo ed indipendente,
tipico dell’economia tradizionale della Sardegna. Il commercio con
l’esterno era legato alle Fiere, a loro volta dipendenti dalle
festività e dagli spostamenti ambulanti, ma in tempi recenti si cerca
di estenderlo con l’esportazione dei prodotti tipici, quali l’olio, la
carne e il formaggio.
Feste, sagre
e folclore
Seneghe vanta una lunga tradizione di feste ed eventi tradizionali
ripartiti durante tutto il corso dell'anno. Molte di esse sono legate a
celebrazioni religiose, a cui vengono affiancate generalmente
festeggiamenti laici organizzati dai comitati. Altre sono iniziative
culturali proposte dalle istituzioni comunali e dalle associazioni.
Il 20 gennaio vengono eseguiti i festeggiamenti in onore di San
Sebastiano, patrono del paese. Dallo stesso giorno ha inizio il
Carnevale Seneghese, che si protrae fino al giorno di Martedì Grasso.
Nelle domeniche intermedie del Carnevale hanno luogo nella Piazza Mannu
- nota come Partz'è sos ballos - i balli serali, sia in costume
tradizionale che in borghese. La mattina del Martedì Grasso nella
stessa piazza viene eseguito esclusivamente un ballo chiamato Sas
Danzas, caratterizzato da una coreografia molto suggestiva e dinamica e
definita unica nel suo genere.
Il 13 giugno viene festeggiato Sant'Antonio di Padova, al quale è
dedicata una piccola chiesa interna al paese.
Il 2 luglio viene festeggiata Santa Maria della Rosa, alla quale è
dedicata una piccola chiesa interna al paese. I festeggiamenti durano
tre giorni grazie all'impegno del comitato. Nel giorno principale, a
seguito della celebrazione religiosa e della processione, i cavalieri
sono chiamati a partecipare all'ardia attorno alla chiesetta, la quale
è circondata da un sagrato.
Il 3 luglio, quindi subito dopo Santa Maria della Rosa, si festeggia
Santa Elisabetta.
Il 31 agosto viene celebrato San Raimondo.
I primi giorni di settembre l'Associazione Perda Sonadora organizza una
tre giorni con tema la poesia, la letteratura e l'arte in genere. Tre
giorni per ascoltare poesia dalla voce degli stessi autori, che vengono
ospitati nel paese, con appuntamenti giornalieri sempre numerosi. Fanno
da cornice al tutto diverse opere artistiche, come dipinti, foto,
materiale audio e video. Potete seguirne gli sviluppi e scaricare il
programma annuale dal sito ufficiale: www.settembredeipoeti.it
L'ultima domenica di novembre si tiene la manifestazione Prentzas
Apertas. Le macine storiche presenti all'interno del paese vengono
aperta ai visitatori, e in ognuna di esse i privati e varie
associazioni espongono i loro prodotti o creano intrattenimento con
musica, canti, proiezioni e mostre.
Premio
nazionale Montiferru di Seneghe
Il concorso è dedicato all'olio extravergine d'oliva italiano e mira a
premiarne la qualità e l'immagine. L'esame viene effettuato dalla
giuria nazionale di assaggiatori tra Seneghe e Oristano e termina con
la cerimonia di premiazione nella Casa Aragonese. Il programma e le
date sono variabili per cui è necessario fare riferimento alla
programmazione che pubblicheremo prima della manifestazione.
Amministrazione
comunale
Sindaco: Antonio Casula (commissario straordinario) dal 24/06/2008
Centralino del comune: 0783 548012 - 0783 548013
Posta elettronica: comune.seneghe@tiscali.it