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Scritto da MARALB   
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Solarussa






Solarussa





scorcio



S
olarussa è un comune di 2.493 abitanti della provincia di Oristano, nella regione del Campidano di Oristano. La festa più importante è quella in onore di S. Gregorio Magno organizzata ogni anno dalla classe dei "cinquantenni", festeggiata il martedì dopo la seconda domenica di ottobre. E tradizione fare un grande falò il lunedì prima della festa, in quanto questa pratica porterà buon auspicio fino alla prossima edizione della festa.
Su "fogalloi" prima dell'accensione nell'anno 2007.

Nel comune di Solarussa ci sono quattro chiese: chiesa di San Gregorio Magno, la chiesa della parrocchia di San Pietro, la chiesa delle grazie, e la chiesa delle anime, con annesso vecchio cimitero coperto ormai quasi interamente distrutto.


Amministrazione comunale

Sindaco: Antonangela Secchi (lista civica) dal 30/05/2006
Centralino del comune: 0783 3782
Posta elettronica: comune.solarussa@comune.solarussa.or.it


san gregorio


II toponimo «Solarussa» è tratto chiaramente dal colore del suolo delle sue campagne. Esso compare, per la prima volta nel sec.XII, e precisamente intorno al 1200, nel Condaghe di S. Maria di Bonarcado dove è citato « Solarussa» , cosi come si scrive oggi; ma vi si legge anche Solagrussa Solarusa; mentre nel Registro delle Decime della Santa Sede del sec. XIV il toponimo diviene Solarossa, Salarosa, Salarussa e, infine, sul finire del secolo XVIII diviene Solarossa. E' da rilevare che, proprio in prossimita del villaggio si trova una località detta ancor oggi « Terra arrubia»  Terra-rossa, che è da ritenere abbia dato origine al toponimo del villaggio sin dall'antichità. Colorazione dovuta alla forte ferritizzazione dello stesso suolo. L' origine del toponimo è latino posto che solum russus o russeus, suolo rosso o rossiccio, lo troviamo in vari autori latini.


benas


Solarussa è a nord-est di Oristano, dista dal capoluogo circa 11 Km, il paese sorge a qualche chilometro dal Tirso, nel Cuore del Campidano Maggiore, ha un altitudine di m. 12 ed una superficie di 3189 Ha, con una popolazione di circa 2500 abitanti. II suolo, come tutto quello del Campidano Maggiore è il piu fertile della Sardegna, costituito dai depositi humiferi del Tirso per uno spessore di circa due metri e piu. E' raggiungibile per mezzo della Ferrovia Statale di cui esiste la stazione a 300 metri dall'abitato.
 

grazie


I primi insediamenti umani risalgono al periodo prestorico, come dimostrato dai diversi resti nuragici presenti nel territorio. Certamente uno di questi era situato nella collinetta dove sorge attuaChiesa di San Gregoriolmente la chiesetta campestre di San Gregorio Magno. Nelle vicinanze della chiesetta di San Gregorio troviamo i resti del cosidetto putz'e angius, dove i romani stabilirono una "mansio" (stazione di sosta) che si trovava sulla stessa direzione dell'antica strada  che congiungeva Tharros a Macopsissa (Macomer). Questa arteria di collegamento veniva chiamata via "Maxima" in periodo romano;  "Sa ia Majore" in periodo giudicale; "strada Reale" nel periodo tardo spagnolo e piemontese.  Di questa importantissima arteria di comunicazione e di commercio restano testimonianze anche nei toponimi di alcuni paesi  Massama  e Siamaggiore.

 
anime
 

 Tutti i centri, allora esistenti, toccati dalla strada che parte da Tharros erano dedicati ai santi della chiesa greca:


THARROS     



Il Paese ebbe molta importanza anche in periodo giudicale. Infatti in data 11 gennaio 1388 fù sottoscritto il trattato di pace tra Eleonora d’arborea e Pietro IV d’Aragona.

Nell'abitato spiccano per il loro interesse la Chiesa Parrocchiale di San Pietro Apostolo (1830-1835); la Chiesa della Madonna delle Grazie, che è la più antica del paese; la Chiesetta campestre di San Gregorio Magno - (XIII sec.)  Monumento nazionale, è senz'altro il massimo monumento storico di Solarussa.

Fonte di PidighiNel territorio circostante il paese troviamo la presenza di alcuni nuraghi tra cui spicca certamente quello di  Pidighi  nei cui pressi troviamo anche una fonte. Da diversi anni, come voluto dall'Amministrazione comunale, questa località  è  oggetto di campagne di scavo coordinati dall'archeologo Alessandro Usai della soprintendenza archeologica di Cagliari e Oristano.
 
La chiesa delle Grazie, ex chiesa parrocchiale, è il Santuario, tra i quattro esistenti, più antico del paese.

IL culto per la Vergine delle Grazie, antica patrona di Solarussa, fu diffuso per ordine dell'Imperatrice Irene Daucas, madre di Costantino VI..

Chiesa delle GrazieLa Chiesa venne edificata nella parte più alta del centro abitato, intorno al quale si addensarono le case,  probabilmente per proteggerla dalle continue inondazioni che in quel periodo devastavano gran parte dei campi e del territorio abitato.

Il tempio era molto importante e sino alla metà del secolo scorso era considerato come un santuario. Ogni anno nel periodo Mariano, si teneva un pellegrinaggio, al quale partecipavano molti devoti, che provenivano da ogni parte :l Campidano, Montiferru, Planargia, Marmilla e Arcidano. L'affluenza al Santuario diminuì man mano che si affermava il culto della Vergine del Rimedio, vicino ad Oristano.

L'avancorpo della Chiesa è caratterizzato da un loggiato a tre ordini di archi poggianti su pilastri e, sulla stessa linea, ha due torri campanarie di stile e fattura similari che affiancano la facciata della chiesa e la rendono unica nel suo genere. Questi elementi, al secondo livello, danno origine a una terrazza passante alla quota dalle celle campanarie. Sul filo dell’ingresso vero e proprio, sempre al livello superiore, il motivo architettonico è concluso da una timpanatura (in cui si aprono tre finestre) a segnare le due falde del tetto.


chiesa


La Chiesa è a navata unica, con tre cappelle laterali per parte intercomunicanti. Queste, all’esterno, piuttosto che segnare la loro singolarità, sono definite da una struttura muraria compatta. Mentre, all’interno, danno sulla navata con degli archi a tutto sesto, con finiture in stucco e decorazioni a cassettoni attribuibili alla metà del XIX secolo.

Affresco realizzato da Carlo ContiniNella zona presbiteriale, l’edificio è concluso da un’abside semicilindrica, con volte a calotta sferica, affrescata dal pittore oristanese Carlo Contini tra il 1933 e il 1936, su incarico del parroco di Solarussa Can. Giuseppe Loy. A seguire la linea delle cappelle, e a destra e a sinistra, del corpo absidale, si trovano la sagrestia e l’oratorio dei confratelli dello Spirito Santo.

 Si fà risalire l'origine del nome "Chiesa della Anime" al fatto che adiacente alle sue mura sono presenti i resti di un antico cimitero. Si pensa che prima venisse usata come camera mortuaria, poi col passare del tempo è stata modificata e utilizzata come chiesa quando il cimitero è stato definitivamente trasferito fuori dal paese.

Assieme alla Chiesa  parrocchiale, alla piazza antistante e all'area cimiteriale del secolo scorso forma un complesso religioso di un certo interesse per l'intero paese di Solarussa.

Edificata nell'anno 1749 come reca scritto la lapide soprastante il portale della facciata, l'edificio si presenta ancora oggi nella sua struttura originaria. Da cenni storici ritrovati nei Quaderni Storici e Turistici di Sardegna "Felice Cherchi Paba", pare che le pietre impiegate per la sua edificazione derivassero dalla demolizione della Parrocchiale dell'antico villaggio di  "Villalonga".

E' costruita in pietra di basalto e l'impianto è tipicamente basilicale a tre navate. Le volte a botte delle navate, i cornicioni lungo tutte le pareti ed i pilastri, costituiscono insieme all'altare rivestito di marmi policromi, al pulpito ligneo e all'ampia cornice d'ingresso per la sagrestia, gli unici elementi di decoro in un interno per il resto abbastanza povero e disadorno


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fonte: http://www.comune.solarussa.or.it/   e   http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Solarussa&oldid=22349981











 

 
 

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