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Scritto da MARALB   
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Marrubiu





Marrubiu



panorama



M
arrubiu è un comune di 4.962 abitanti della provincia di Oristano.


Geografia

monte arciMarrubiu si trova in una delle zone più fertili della Sardegna, in un'area temperata dalla vicinanza del mare. Centro agricolo della regione del Campidano di Oristano, il territorio ospitò insediamenti umani fin dall'epoca nuragica, come testimoniano i resti di Sa Domu de s'Orcu.

Monumenti

Alle pendici del vicino Monte Arci sorge la chiesetta campestre di Santa Maria Zuarbara o Zuradili.

Personalità legate a Marrubiu

    * Giovanni Francesco Pala, vescovo

Amministrazione comunale

Sindaco: Gianfranco Frongia (lista civica) dal 29/05/2006
Centralino del comune: 0783 85531
Posta elettronica: non_disponibile

chiesa sant'anna  
Marrubiu è un paese in provincia di Oristano di circa 5.000 abitanti, situato a 7 metri sul livello del mare e a circa 15 km a sud del capoluogo di Provincia. Il  paese è attraversato dalla Ferrovia che unisce Cagliari ad Oristano ed è vicinissimo alla strada statale 131 (detta anche Carlo Felice, dal nome del sovrano  sabaudo che dette impulso alla sua costruzione) che attraversa la Sardegna per unire i principali centri dell'isola. La sua economia è prevalentemente agricola,  con particolare rinomanza per i suoi vinisia bianchi che rossi, a Marrubiu ha sede una cantina sociale che produce vini particolarmente rinomati.La storia della  Cantina cooperativa di Marrubiu inizia nel 1957 quando viticultori di Marrubiu, Uras, S. Nicolò d'Arcidano e Terralba si unirono e misero assieme esperienze  diverse per uno scopo unitario, valorizzare le uve prodotte dalle loro vigne e dare così ai vini prodotti con esse una struttura produttiva e di  commercializzazione al passo con i tempi. Un'operazione che può dirsi riuscita, dato che attualmente la maggior parte dei vini prodotti sono vini che si fregiano  della Denominazione d'Origine Controllata (D.O.C.).


Dal punto di vista economico l'agricoltura resta preponderante con uno sviluppo però sia del commercio che del settore dei servizi.

Da notare, come elemento caratteristico, che a Marrubiu esiste una chiesa, nata nel dopoguerra, di rito cristiano ortodosso, che convoglia i fedeli a questo rito da tutto l'Oristanese.
Ai piedi del Monte Arci sorgeva un piccolo villaggio chiamato Zuradili di cui si hanno notizie certe dai documenti della curia di Oristano, fin dal 1070. Dopo le dominazioni romana e bizantina, appartenne al Giudicato di Arborea e successivamente agli Spagnoli.

Intorno all’anno 1656 il villaggio era abitato da circa 650/700 persone, come risulta dal calcolo delle tasse pagate in quel periodo.

chiesa ortodossaGli abitanti di quel villaggio erano povera gente, contadini, allevatori, pastori, carbonai, ecc.

Passarono alcuni anni e arrivò un’epidemia che fece morire alcuni abitanti; Quando essi si accorsero della gravità di ciò che stava accadendo, da quel
momento i morti non si contarono più: nel giro di quattro, cinque settimane, tra il mese di giugno e luglio del 1656, morirono circa 70 persone.

Il Sindaco si rivolse quindi ad un notaio, chiedendogli di stendere una petizione, in data 23 novembre 1659, per ottenere, dal vicere dell’isola, l’autorizzazione
 di trasferire i superstiti abitanti di Zuradili alla vicina borgata di Marrubiu che esisteva da tempo, come prova uno stemma datato 1377.

Tra la fine del 1600 e i primi anni del 1700 il villaggio di Marrubiu venne concesso in feudo dall’imperatore Carlo VI a Don Giovanni Battista Borro,
marchese di S. Carlo, titolo confermato poi dai Savoia che ebbero il dominio della Sardegna dal 1720. La vita nel piccolo villaggio, che contava circa
 800 abitanti, proseguì senza eventi di particolare rilievo fino all’inizio dell’800.

In questo periodo il territorio pedemontano di Marrubiu, intorno a S. Anna era infestato da numerosi banditi, tanto che il Viceré Villamarina ordinò di eliminare con il fuoco il manto boschivo per stanare i briganti.

Dal 1360 in poi si verificarono diverse invasioni di cavallette: un vero flagello che si accompagnava alle frequenti carestie provocate dalla siccità.

chiesa monserratoGli amministratori del comune, preoccupati per quanto accadeva, decisero con le delibere n.50 e 51 del 15 maggio 1893 di chiedere al governo l’esenzione dalle imposte per due anni e stabilirono di ricompensare con una lira chiunque avesse raccolto un "cantaro" di cavallette, da sotterrare poi in una grande fossa costruita appositamente.

Così venne debellata l’invasione delle cavallette del 1893 , ma le carestie si ripeterono con frequenza  fino al 1946, anno in cui morirono due giovani impegnati nella lotta contro le cavallette: Mundicheddu Mura e Leonardo Perria, i quali furono colpiti in pieno dallo scoppio di una cisterna che conteneva materiale infiammabile.

Nel 1928, con l’avvento del fascismo, inizia un capitolo squallido sull’esistenza del Comune di Marrubiu: scompare il sindaco e compare il podestà, il quale decide con una delibera di aderire alla fusione del Comune di Terralba e S.N.,d’Arcidano, anche se nel 1927 i Marrubiesi tentarono di evitarla come risulta da una delibera.

Il primo gennaio 1928, Marrubiu perse la sua autonomia diventando frazione di Terralba, assieme a S. Nicolò d’Arcidano, questo fatto aveva le sue radici nella decisione di fondare un nuovo paese sulle terre della bonifica effettuata sul territorio di Terralba e Marrubiu, questo paese ebbe come nome Mussolinia, l'attuale Arborea; Terralba venne così privata di ben 9000 ettari di terreno e quasi per ricompensa gli vengono date le due frazioni. Finita l'epoca del fascismo, dopo la guerra si presentò come primo obiettivo quello di ritrovare l'autonomia perduta. Dopo S.Nicolò d'Arcidano che ritornò autonomo già dal 1947, anche Marrubiu ritrova lo status di comune autonomo, non dopo però una forte opposizione di Terralba che porto ad un episodio molto vivo nella memoria di molti marrubiesi che fu quello dell'occupazione e chiusura di tutte le strade che portavano a Terralba, affinchè si ritornasse ad avere Marrubiu come comune a sè. La protesta durò alcuni  giorni ed ebbe un risvolto sanguinoso, quando uno scontro tra abitanti di Terralba e la forza pubblica venuta per controllare che le operazioni necessarie per riportare l'autonomia a Marrubiu fossero compiute, portò alla morte di uno degli abitanti di Terralba. Anche in seguito a questa protesta Marrubiu ritrovò nel 1948 la sua piena autonomia.

chiesa campestre   Ai piedi del Monte Arci sorgeva un piccolo villaggio chiamato Zuradili di cui si hanno notizie certe dai documenti della curia di Oristano, fin dal 1070.  Dopo le dominazioni romana e bizantina, appartenne al Giudicato di Arborea e successivamente agli Spagnoli.

  Su Marrulleri è una tradizione che nacque nel 1978 il suo simbolo è una testa che vuol rappresentare una faccia felice, questa fu creata da un artigiano  del legno Gianfranco Spiga ( noto “su pirata”). Il termine Marrulleri dovrebbe indicare Marrubiesi giocherelloni, e il simbolo è una testa bifronte, fatta di  legno, e con un fazzoletto da donna legato in testa. Il fazzoletto in testa deriva da un'antica tradizione che vedeva i contadini della zona mettersi un  fazzoletto in testa allo scopo di proteggersi dagli insetti, rammentando anche che, prima delle bonifiche, tutta la zona era paludosa e infestata dagli insetti.

 Questa manifestazione si svolge durante il carnevale e perciò solitamente tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo; la prima sfilata si svolge il martedì  grasso e partecipano solamente i carri di Marrubiu; la seconda sfilata si svolge la domenica della stessa settimana e si svolge il raduno interprovinciale  dei carri di carnevale.

Questo raduno interprovinciale rende Su Marrulleri, il carnevale più importante della Sardegna, con una vastissima partecipazione di persone sia per la numerosissima partecipazione di maschere provenienti da vari paesi (nell'ultima edizione del 2001 un gruppo di San Gavino è giunto a comprendere oltre 1100 figuranti), sia per l'arrivo in paese di persone da tutti i centri dell'isola con ogni mezzo disponibile.

Dopo la sfilata dei vari gruppi e carri allegorici, le maschere danno vita a balli e canti a cui partecipano decine di migliaia di persone, in mezzo ad un mare di coriandoli.

Durante lo svolgimento di queste manifestazioni vengono distribuiti piatti di fagioli ,il martedì ,zeppole la domenica.


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fonte:  http://web.tiscali.it/marrubiuzuradili/   e  http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Marrubiu&oldid=21944583









 
 

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