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Scritto da MARALB   
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Cabras





Cabras


scalzi


C
abras (in sardo Crabas) è un comune di 9.004 abitanti della provincia di Oristano, nella regione del Campidano di Oristano sulla riva sinistra dello stagno omonimo.

Geografia

Il territorio comunale si estende per 102,18 km2, e confina a nord con i comuni di Riola Sardo e Nurachi e a est con Oristano. A ovest invece il territorio si affaccia sul mare, con un'articolazione costiera di circa 30 km che comprende al suo interno la penisola del Sinis e i due isolotti disabitati di Mal di Ventre e del Catalano.

Storia

torreI primi insediamenti nell'attuale centro di Cabras risalgono al XI secolo, quando la città di Tharros si spopolò definitivamente a causa delle incursioni dei
corsari nordafricani. I primi abitanti si stabilirono intorno al castello di cui oggi rimangono solo alcuni resti vicino alla chiesa parrocchiale.

Durante il periodo giudicale guadagnò una discreta importanza poiché spesso la corte del Giudicato d'Arborea risiedeva nel castello. Dopo la caduta del giudicato, il paese passò sotto il dominio di numerosi feudatari anche se spesso gli abitanti cercarono di liberarsi dal vincolo feudale anche con rivolte.

Nella prima metà del XIX secolo il paese fu incluso nella provincia di Oristano come capoluogo di mandamento, sino al 1859 quando passò alla provincia
 di Cagliari. Nel 1974 tornò infine a far parte della provincia di Oristano appena ricreata.

Luoghi di interesse

is arutas  Fra i principali luoghi di interesse del centro abitato di Cabras vi è la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, una costruzione barocca del XVII secolo  dedicata alla santa patrona. A fianco ad essa si possono ancora trovare alcuni resti del castello di Casa di Regno (o Mar'e Pontis), che dopo l'utilizzo nel  periodo giudicale andò rapidamente in rovina a partire dal XV secolo. Altra chiesa da segnalare è quella dello Spirito Santo, costruita nel 1601 con una sola  navata e due cappelle laterali in stile tardo gotico.

 Nel territorio del comune si trova il villaggio punico di Tharros, uno dei più importanti siti archeologici della Sardegna, oltre alle antiche chiese di San Giovanni  di Sinis e San Salvatore costruita sopra l'omonimo ipogeo [1], un pozzo sacro utilizzato in epoca preistorica per il culto delle acque. I reperti archeologici  trovati a Tharros e nei due villaggi prenuragici che sorgevano sulle rive dello stagno sono conservati al Museo archeologico comunale Giovanni Marongiu?.

 Di grande interesse sono anche le spiagge della penisola del Sinis, un litorale ancora per larghi tratti non costruito nel quale spiccano per bellezza le bianche distese di sabbia di Is Arutas.

fenicotteriLo stagno di Cabras è infine noto per la presenza di numerosi uccelli acquatici fra cui i fenicotteri rosa.

Economia

L'economia del paese è basata principalmente sulla pesca, che viene svolta nello stagno in cui sono presenti numerosi allevamenti ittici. I pescatori sono
riuniti in cooperative e pescano soprattutto muggini. Prodotto tipico della zona è infatti la bottarga, uova di muggine essicate e salate che vengono commercializzate in tutta italia come prodotto tipico.

Amministrazione comunale

Sindaco: Cristiano Carrus (centrodestra) dal 16/06/2008
Centralino del comune: 0783 3971
Posta elettronica: comune.cabras@tiscali.it


Cabras è un paese di circa 9000 abitanti, che si trova nella zona nord-ovest della pianura del Campidano a 9m sul livello del mare, con un territorio di 120 chilometri quadrati. Il clima è caldo-umido con scarse piogge .

san giovanni  Nel territorio di Cabras sono comprese numerose zone lagunari di grande interesse naturalistico e culturale come lo stagno di Cabras, che si estende per oltre  20kmq (ed è dunque uno dei più grandi d'Europa) sulle rive del quale si trova il centro abitato, gli stagni di Mistras e Mar'e Pontis e gli stagni di Mar'e Pauli e  Pauli'e Sali. Quest'ultimo è stato denominato area protetta del WWF, soprattutto grazie alla presenza del Pollo Sultano, specie in via d'estinzione. Grande  attrattiva turistica di tutti questi stagni è però il fenicottero rosa, visibile soprattutto dalle passerelle costruite appositamente lungo le rive dello stagno di Cabras.

 La penisola del Sinis è una zona collinare a vocazione prevalentemente agricola, che ha il privilegio, come già detto, di contenere siti di grande interesse  naturalistico, come quello di Seu, altra area protetta del WWF, nella quale oltre alla macchia mediterranea si possono osservare varie specie faunistiche, tra cui  il cinghiale, la lepre, le tartarughe e i ricci.

 Cabras sorge su una zona costiera: numerosi chilometri di spiagge fanno da contorno al paese, quasi tutte caratterizzate dalla sabbia quarzifera dal colore bianco delle dimensioni del riso; del territorio di Cabras fanno parte anche l'Isola di Mal di Ventre (che ha una spiaggia quarzifera) e la punta di Capo S. Marco.

In tutta la zona costiera di Cabras, dal 1997 opera l'Area Marina Protetta "Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre".

Oltre alle zone di grande interesse naturalistico, a Cabras si possono visitare anche numerosi siti archeologici, tra cui i più importanti sono Tharros; Cuccuru Is Arrius, necropoli neolitica che si trova al centro dello stagno di Cabras; la chiesa di San Salvatore, sotto la quale si trova il Tempio sotterraneo pagano di Marte e Venere (300 d.C. circa), dove dall'epoca nuragica fino alla fine del mondo antico veniva venerato il culto pagano dell'acqua sorgiva, poi sostituito col culto cristiano per San Salvatore, praticato inizialmente nel tempio e poi nella chiesa soprastante; la chiesa di San Giovanni; per concludere degnamente il tour archeologico non si possono dimenticare il museo e gli oltre venticinque nuraghi presenti nel territorio.

 Chiesa di Santa Maria Assunta

santa maria  Alla fine del XV secolo il paese di Cabras incrementò il numero dei suoi abitanti, di conseguenza fu necessario edificare una nuova Parrocchia rispondente alle  esigenze sempre più numerose della comunità. I ruderi del Castello degli Arborea, edificato da questi sulla riva orientale dello stagno di Mar'e Pontis (le cui  tracce erano visibili dietro la Chiesa di S. Maria fino a qualche anno fa), vennero opportunamente, sebbene barbaramente, restaurati e utilizzati per la  costruzione della chiesa dedicata a Santa Maria. Ancora oggi si crede, infatti, che Eleonora d'Arborea avesse dedicato alla Madonna la Cappella del Castello,  in nome della sua grande devozione per la Vergine, come dimostrano le frequenti invocazioni presenti nel codice della Carta de Logu.

 La Chiesa sorgerebbe dove una volta erano ubicati i grandi magazzini del Castello: infatti, nel corso degli scavi fatti eseguire dal Pievano Dr. E. Sanna  nell'Aprile del 1908, per gettare le fondamenta della nuova facciata, alla profondità di 3 metri, distanti 5 metri l’uno dall'altro, furono rinvenuti alcuni orci molto  grandi, allineati e ripieni di terra.

La parrocchia in origine aveva una sola navata con travature di legno e tegole. Intorno al 1650 venne costruita la volta a botte e quasi un secolo dopo il Marchese d'Arcais costruì il coro, le due cappelle più grandi, dette ”del Rosario” e di “Sant’ Anna”, innalzò una cupola di 25 metri d'altezza e attribuì alla navata unica la perfetta e caratteristica forma a croce latina.

Chiesa di San Giovanni

torre san giovanniSituata al centro del piccolo villaggio di San Giovanni di Sinis , la chiesa sorge su un’area cimiteriale originariamente pagana e successivamente cristiana.

Orientata ad Est con l’abside e costruita in blocchi di arenaria biancastra, presenta un impianto generale modesto: la pianta, di forma rettangolare, appare
divisa in tre navate, coperte da volte a botte e terminate da un transetto parimenti voltato; in corrispondenza della navata centrale e dell’unica abside,
 compare una piccola cupola, sostenuta da grossi pilastri alveolati. Le navate laterali comunicano con quella centrale mediante tre archi poggianti su tozzi e semplici pilastri; l’edificio è illuminato, nella navata centrale, da tre piccole aperture quadrangolari, in corrispondenza dell’abside e del transetto da bifore.

La sobria facciata è ravvivata nella parte centrale da un oculo ubicato al di sopra della porta d’ingresso.
Il nucleo centrale della chiesa, costituito dall’ambiente cupolato, fu impiantato probabilmente nel V sec. d.C.; a questo vennero aggiunte, verosimilmente attorno al IX sec., l’abside e le tre navate coperte da volte a botte; nell’XI secolo, infine, la chiesa venne ristrutturata, inserendo elementi in stile romanico.
Chiesa di San Giovanni

Situata al centro del piccolo villaggio di San Giovanni di Sinis , la chiesa sorge su un’area cimiteriale originariamente pagana e successivamente cristiana.

tharros   Orientata ad Est con l’abside e costruita in blocchi di arenaria biancastra, presenta un impianto generale modesto: la pianta, di forma rettangolare, appare  divisa in tre navate, coperte da volte a botte e terminate da un transetto parimenti voltato; in corrispondenza della navata centrale e dell’unica abside, compare  una piccola cupola, sostenuta da grossi pilastri alveolati. Le navate laterali comunicano con quella centrale mediante tre archi poggianti su tozzi e semplici  pilastri; l’edificio è illuminato, nella navata centrale, da tre piccole aperture quadrangolari, in corrispondenza dell’abside e del transetto da bifore.

 La sobria facciata è ravvivata nella parte centrale da un oculo ubicato al di sopra della porta d’ingresso.
 Il nucleo centrale della chiesa, costituito dall’ambiente cupolato, fu impiantato probabilmente nel V sec. d.C.; a questo vennero aggiunte, verosimilmente  attorno al IX sec., l’abside e le tre navate coperte da volte a botte; nell’XI secolo, infine, la chiesa venne ristrutturata, inserendo elementi in stile romanico.





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fonte:  http://www.comunedicabras.it/cabras/collegamenti/chiese/sansalvatore.php   e   http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Cabras&oldid=21829660













 
 
 

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