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Giave
Scritto da MARALB
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Giave
Giave
G
iave è un comune di 692 abitanti della provincia di Sassari, nella
antica regione del Meilogu.
Il comune fa parte della Comunità Montana del Logudoro e della Regione
Agraria numero 6 - Colline del Meilogu. Conta 289 nuclei familiari e
496 abitazioni. Il paese è dotato di una stazione ferroviaria a valle,
dove sta sorgendo un piccolo insediamento industriale.
Territorio
II territorio di Giave è contraddistinto da rilievi
pronunciati, come la famosa Pedra Mendarza, che si staglia isolata
sulla pianura, suggestivamente denominata Valle dei Nuraghi a
nord-est e Campu Giavesu a sud-ovest. La Pedra Mendalza rappresenta un
esempio spettacolare di un antico condotto vulcanico riemerso
grazie all'azione dell'erosione, nel gergo dei geologi è
chiamato neck, originatosi dalla precedente presenza di un vulcano
ostruito e poi spentosi, una struttura osservabile anche in
località S.Giusta fra Semestene e Bonorva.
Nell'ambito della riscoperta della cultura pastorale esistono
una serie di itinerari agevoli, segnati dalle pinnette, le tradizionali
abitazioni a cono, coperte, costruite a secco da piccole
lastre di pietra e usate dai pastori. Accanto a queste testimonianze,
si segnalano delle domus de janas [Case delle fate]
riconducibili al Neolitico Recente, tra le quali quella di
Riu Mulinu,ed i monumenti dell'età nuragica del bronzo, come il celebre
Nuraghe Oes.
Storia
Grazie alla feracità dei suoli la zona di Giave fu intensamente abitata
sin dalla preistoria, trovandosi nei pressi della Valle dei Nuraghi,
una delle regione d'Europa più ricche di testimonianze della civiltà
neolitica. Tuttavia le prime fonti storiche riguardo al sito attuale
del villaggio risalgono al periodo punico: il nome Giave è infatti una
storpiatura del toponimo "Hafa", un fragile insediamento (più a valle
del sito attuale) nella tarda età cartaginese, quando gli invasori
meridionali riuscirono a valicare la Costera e raggiungere Turris
Lybissonis (l'odierna Porto Torres) sulla costa settentrionale.
Ma furono i Romani il primo popolo forestiero a colonizzare realmente
la zona, creandovi la biforcazione della strada che congiungeva Caralis
(Cagliari) a Turris da una parte e ad Olbia dall'altra, e insediandovi
varie legioni in difesa degli attacchi dalle tribù nuragiche non
romanizzate, che si erano rifugiate nelle impervie montagne a Sud-Est.
Durante
il Giudicato di Torres la popolazione viveva un relativo benessere
economico, che si interruppe quando la Sardegna cadde sotto l'orbita di
influenza spagnola. Il sistema di opressione del feudalesimo tra il XIV
ed il XVIII secolo raggiunse nella curatoria a cui apparteneva Giave i
massimi livelli di
oscurantismo e disumanità, con imposizioni di corvèe, decime e forse
anche l'abberrante Ius primae noctis. La situazione non migliorò nel
passaggio sotto
la dominazione dei Savoia.
Solo dopo la nascita dello Stato Italiano finalmente Giave ritrovò un
periodo di relativo progresso civile ed economico, grazie allo sviluppo
delle rete
ferroviaria e alla costruzione di una stazione a valle, che diede nuovo
impulso alle tradizionali attività agro pastorali. Tuttavia dal
Dopoguerra anche Giave
è andato incontro al depauperamento demografico che ha interessato
tutte le aree interne dell'isola, causato dai cambiamenti economici
dell'epoca recente.
Storia
politica
Elenco dei sindaci dal
dopoguerra:
* Michele Lintas detto Michelino
Michele Ruggiu
* Andrea Foddai
* Walter Foddai
* Walter Foddai
* Michele Corda detto Michelino, poi
dirigente regionale sardo
* Leonardo Pisanu
* Gianni Frau
* Antonio Foddai
* Giuseppe Deiana
* Amedeo Scodino
Economia
Le caratteristiche geomorfologiche del territorio hanno permesso sin
dall'antichità uno sviluppo dell'agricoltura di sussitenza e della
pastorizia, facendo arrivare ai giorni nostri un modello ideale per la
comprensione dei rapporti fra insediamenti umani e attività lavorative
legate alla terra. Questo è avvenuto lungo un cammino comune che dalla
Civiltà Nuragica è culminato nella società agro-pastorale, tutt'oggi
alla base dell'economia del paese che pure include un polo industriale
di un discreto rilievo.
Monumenti e
luoghi di interesse
Il centro storico rivela un impianto urbano di chiara derivazione
tardo-medievale, contraddistinto dalla disposizione planimetrica degli
insediamenti con visibili aggiunte tardo rinascimentali e
settecentesche.
Nel paese, si contano quattro chiese , S. Andrea Apostolo che è la
parrocchiale; questa chiesa, fondata nel XVI secolo ha subito un grande
intervento di ristrutturazione nel 1788. Da poco, l'ingresso è stato
arricchito da un portale in bronzo, dono di un sacerdote giavese, su
cui sono scolpiti i nomi di tutti i sacerdoti giavesi nonché dei
parroci che si sono succeduti nella conduzione della parrocchia. La
chiesa ha una navata centrale con un bell'altare maggiore, e diverse
cappelle laterali ; il campanile,a base ottagonale è la costruzione più
alta del paese e in esso trovano sistemazione tre campane. Santa
Croce,dove si può ammirare un antico e magnifico altare in legno. San
Sisto, in ottima posizione panoramica, Santi Cosimo e Damiano dove il
27 settembre si celebra solennemente una grande festa che richiama
pellegrini da tutti i paesi vicini, ma sopratutto richiama gli stessi
giavesi che risiedono altrove e che non resistono al richiamo affettivo
ed alla possibilità di incontrare i vecchi amici. Nelle campagne, in
località Santa Maria, in passato esisteva l'omonima chiesetta campestre
di cui ora rimangono alcune rovine.
* Pedra Mendarza
* Nuraghe Oes
* Chiesa dei Santi Cosma e Damiano il
santuario è meta di pellegrinaggi nei giorni della festa di popolazioni
di diverse parti dell'isola.
* Chiesa di San Sisto (antica
parrocchiale)
* Chiesa di Sant'Andrea (attuale
parrocchiale)
* Oratorio di Santa Croce
Amministrazione
comunale
Sindaco: Amedeo Gesuino Scodino (lista civica) dal 08/05/2005
Centralino del comune: 079 869050
Posta elettronica: non_disponibile