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Bottida


bottida

I
l territorio di Bottidda risulta abitato sin dal periodo preistorico e ne sono testimonianza i nuraghi Sa Corona, Sa Tanca Noa, Mastru Porcu, Ortival, Sas Chidas, Nuraghes, S'Orculana, il primo dei quali domina il paese dalla sommità dell'omonimo colle, dove si trova anche una tomba di giganti

Appartenne al Giudicato di Torres .e fece parte della Curatoria di Monte Acuto.

Fu incorporata, insieme agli altri paesi del Goceano, nella Contea del Goceano, quando nel 1339 questa fu assegnata ai giudici d'Arborea, fece poi parte del feudo regio del Goceano sino all'abolizione del feudalesimo (1839).

CHIESA PARROCCHIALE INTITOLATA ALLA BEATA VERGINE DEL ROSARIO
chiesa
Risale al 1860 dove è custodita una preziosa statua lignea del cristo in croce, risalente al tredicesimo secolo

    
CHIESA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI

Più nota come chiesa di S.Antonio è la chiesa più antica di Bottidda. Accanto ad essa sorgeva un convento francescano costruito intorno al 1645, di cui purtroppo rimangono pochissime testimonianze.
    
      

CONVENTO FRANCESCANO DI MONTE RASU

santo antonio  Nel Monte Rasu a 942 metri sul mare, nel territorio di Bottidda, esiste tuttora una bella chiesa e un vecchio convento francescano ristrutturato.
 Fu uno dei primi che i Francescani edificarono nella nostra isola; fondato secondo il Costa, nel 1220 . Una ininterrotta tradizione in seno all'ordine francescano  ritiene che il Beato padre Parenti abbia finito i suoi giorni nel Convento di Monte Rasu.
 I frati minori vi dimorarono dalla fondazione 1220-1237 fino al 1860. Il convento e la chiesetta dedica a S.Maria degli Angeli furono restaurate, seccoli  addietro, nel 1927 dal Cav Pellegrino Giannasi divenutone proprietario.

 



Il territorio di Bottidda è ricco di monumenti archeologici.

Risulta, infatti, abitato sin dal periodo preistorico e ne sono testimonianza i nuraghi Sa Corona, Sa Tanca Noa, Mastru Porcu, Ortival, Sas Chidas, Nuraghes, S'Orculana, il primo dei quali domina il paese dalla sommità dell'omonimo colle, dove si trova anche una tomba di giganti.

S. ANTONIO ABATE

(16 GENNAIO)

E' meglio conosciuta come la festa di Sant'Antoni de su fogu, santo venerato in tutto il Goceano ma in modo particolare a Bottidda dove le celebrazioni in suo onore hanno conservato nel tempo le antiche peculiarità tra cui il susseguirsi dell rito pagano aquello religioso,
nuraghe
Terminati, infatti, i riti religiosi (Santa messa, benedizione dei dolci, processione e benedizione del fuoco),inizia il rito pagano. Un cavaliere reggendo
s' Ardia e su pinnaculu compie 6 giri intorno al falò (tre in senso orario tre in senso antiorario). Successivamente numerose persone con i cestini pieni di
dolci e alcune con fiaschi di vino novello, in adempimento a personali promesse votive, ripetono lo stesso rituale attorno al fuoco, seguite dal resto
della folla.
    
 

S'Ardia:Pane di semola non lievitata, colorata di giallo e artisticamente decorato

S. ANTONIO DA PADOVA

Molto sentita è anche la fetsa di Sant' Antonio da Padova che si celebra il 13 giugno
    

Tra le feste che fanno parte della tradizione di Bottidda, ma che oggi sono cadute in disuso vi sono:

La festa di S.Costantino che si celebrava il 6 luglio e la festa di Sant'Isidoro (prottettore dei massai). Quest'ultima feniva celebrata la prima settimana di maggio,con una sfilata.

Si preparava un carro con i buoi bardati a festa, con ghirlande di papaveri e pabaranzolu, e si portava in sfilata l'ardia di Sant'Isidoro e gli altri prodotti della terra
Tra le altre manifestazioni che invece stanno entrando nella tradizione di Bottidda vi è la passeggiata ecologica
sorculana
La cucina tipica locale comprende i piatti tradizionali delle zone interne della Sardegna,per la cui preparazione si utilizzano prodotti spontanei (finocchietti e asparagi selvatici, armuranta, cicoria selvatica e funghi) e altri provenienti dalla agricoltura e allevamento locale.

Tra i piatti più tradizionali figurano: sa piscadura (fave e lardo), lesso di pecora, zizzones (gnocchetti fatti in casa), culurzones (ravioli di ricotta), finocchietti selvatici in soffritto di lardo, favette in casseruola, maccarrones furriados (gnocchetti con pecorino fresco), porcetto e agnello alla brace.

Tra i dolci caratteristici: sas tiliccas (due grosse sfoglie di pasta ripiene di sapa ottenuta dal mosto d'uva, ricoperte da una glassa bianca, decorata variamente, preparate in occasione della festa di Sant'Antoni 'e su fogu), sos cozzulos, sos papassinos, sas mandagadas, sas orulettas, sas cattas, sa tumballa.
Ancora oggi, in molte famiglie si prepara su pane fresa e sa cogone, il tipico pane di semola di grano duro.Per la festa di Sant'Antonio Abate si prepara S'Ardia, un pane azimo, decorato e colorato di giallo.     


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fonte:    http://web.tiscali.it/adem/bottidda/bottidda.htm
 
 





 

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