Clicca (Ctrl+D) per aggiungere questa pagina!Devi fare questo manualmente!Compila il modulo sottostante
Erula
Scritto da MARALB
Questo articolo è stato letto: 408 volte
Erula
Erula
E
rula e' un comune autonomo dal 1988, in quell'anno infatti ottenne
l'indipendenza da Perfugas, inglobando nei suoi confini non soltanto
parte del territorio del comune di provenienza ma anche parte di quello
di Chiaramonti. Il comune di Erula amministra oltre al paese anche due
frazioni, Sa Mela e Tettile.
Le origini
Il territorio è sicuramente di frequentazione antichissima. Si hanno
testimonianze umane fin dal Neolitico, ma non vi sono dati certi, come
invece per il Rio Altana di Perfugas, sulla presenza di industria
Paleolitica scoparta dagli archeologi nel 1979. Sono opera della
“Cultura di San Michele” di Ozieri le due domus de janas presenti nelle
vicinanze del paese, una in località “Bulguni” e l’altra nei pressi
della strada provinciale Erula-Chiaramonti, a “Fustilalza”. Nel primo
caso si tratta di un ipogeo mono-cella, ubicato su una parete rocciosa.
L’altipiano boscoso e ricco di acque costituì un habitat
particolarmente favorevole per l’insediamento delle popolazioni
nuragiche, come dimostrano i resti del nuraghe “Erula”, eretto in cima
ad un’altura nel centro del paese. Da ricordare è anche il nuraghe “Pubattu”,
situato presso l’omonima borgata all’uscita di Erula, in direzione
Chiaramonti, che costituiva il confine comunale con Perfugas. Di
particolare importanza è il “Nuragheddu”, in località “Basile”, il
quale per oscure ragioni non fu portato a temine. Intorno al nuraghe
sono rimasti sparsi numerosi macigni.
Il sito potrebbe risultare di notevole interesse per lo
studio dell’architettura nuragica. Tra i più citati in letteratura
specializzata vi è lo “Spiene”. Il nuraghe è posto su un alto costone
roccioso ed noto per l’importante ritrovamento, fatto nel 1925
dall’archeologo Antonio Taramelli, di una navicella votiva con
protome cervina. Il reperto, tra i più grandi nel suo genere, è anche
uno dei più belli ritrovati in Sardegna per eleganza e pregio di
fattura. Attualmente è conservato nel Museo nazionale archeologico di
Cagliari. Il nuraghe “Sotgiu” è a pianta complessa, ovvero con più
camere. Il sito è di particolare interesse perché in passato vi furono
rinvenuti numerosi cocci di anfore e vasellame e alcune monete di
Augusto, Adriano e Pertinace. Vicino al nuraghe vi è un
sepolcro di probabile età romana o medioevale Tra gli altri nuraghi si
citano il “Nuragheddu” (Erula) e il “Sa Toa” o “Poligosu”, in località
“Tettile”. Nel
centro urbano, negli anni Novanta, fu fortuitamente scoperto un pugnale
votivo ad “elsa gammata”, ora conservato nel Museo Archeologico e
Paleobotanico
di Perfugas.
Storia
L’altipiano fu interessato da traffici commerciali cartaginesi, come
dimostra la scoperta nell’Ottocento di un piccolo forziere di monete
puniche, raffiguranti le dee Tanit e Kore. Per quanto riguarda l’epoca
romana, l’ubicazione di Erula non è di facile ricostruzione perché la
posizione geografica di molte Statio e Mansiones dell’epoca imperiale
non è ben chiara. Gli unici riferimenti, infatti, sono rinvenibili
nelle descrizioni geografie di Claudio Tolomeo e dell’Anonimo
Ravennate. Agli inizi del Novecento furono ritrovate nel centro urbano
alcune grosse giare, contenenti ossa umane e monete di vario tipo, che
per datazione vanno dalla dinastia Giulio-Claudia agli imperatori
Antonini. Di particolare rilievo storico e geografico è stata la
scoperta, negli anni Novanta, del miliare della Tibula-Carales
indicante il centottantesimo miglio da Carales [PAS (SSUM) CLXXX], a
“La Pedra Iscritta” nella frazione di Sa Mela. Lo scrivente coglie
l’occasione per pubblicare un’informazione ancora inedita appresa da un
documento ottocentesco (rilievi dello Stato Maggiore dell’Esercito
sardo, 1847), dove si trova citazione di un altro miliare con
l’indicazione del miglio 140 [CXL]. Questo miliare potrebbe risultare
interessante per uno studio delle strade romane in Sardegna e per la
rivisitazione di alcuni siti non ancora identificati, anche se è bene
aspettare un’attenta indagine archeologica. Lo stesso documento
menziona una torre di antica costruzione in località “Turrina Manna”.
Questo edificio, probabilmente, era utilizzato dagli antichi romani
come fortino d’avvistamento. La collocazione strategica, sul crinale
tra Anglona, Gallura e Liqudonenses (Logudoro), sembra avvalorare tale
ipotesi. Non vi sono notizie certe sul periodo medioevale, quando le
vie del Cursus publicum caddero in disuso, la zona selvosa di Su Sassu
fu indubbiamente sito favorevole all’eremitaggio. Vicino a Erula è sita
la chiesa romanica di Santa Vittoria di “Su Sassu” (Erula-Perfugas),
dedicata il 3 aprile 1120. Questa precisa datazione è fornita dalle
belle pergamene scritte in minuta carolina, giunteci integre, che
rappresentano il documento più antico sulle chiese sarde. L’opera,
probabilmente, è da attribuire ai Vittorini di Marsiglia. Testimonianza
della presenza monastica sono il toponimo “Lu Ignali di lu frati” e una
enigmatica scritta posta sull’abside: “Operaiu Malu a Fora l’eremita”.
Il territorio nel Medioevo apparteneva al Giudicato di Torres, nella
curatoria d’Anglona, in seguito sottoposta allo Stato signorile dei
genovesi Doria. La prima citazione indiretta di Erula si rinviene
dall’iscrizione di un Dominus Petrus da Erolis nelle Rationes Decimarum
Italiae. Lo stesso La Marmora ne parla in una nota sul ritrovamento di
un ripostiglio di monete consolari romane nel 1865, e indica il sito
dell’antica chiesa di San Pietro di Erruli. Nella relazione di Vincenzo
Mameli de Omedilla sugli stati degli Oliva del principato d’Anglona nel
1769, il sito di Erula viene indicato come il più adatto
all’insediamento umano. Si rileva, inoltre, la presenza di una
cinquantina di famiglie di pastori galluresi. Il Casalis descrive il
territorio di “Su Sassu” come una vasta foresta popolata da cervi,
daini, cinghiali e da numerose specie di volatili. La comunità erulese,
stimata in 450 anime dedite alla pastorizia, spesso non aveva coscienza
neppure del conforto religioso. Il sito urbano di Erula nel 1846 aveva
al massimo cinque abitazioni censite.
Il paese
L’origine del toponimo Erula è incerto e assai discusso. Sono state
avanzate varie ipotesi, tra cui l’assonanza derivata dal nome della
pianta di Ferula (Ferula communis) o dal demone fluviale Herulus.
Alcuni ritengono che derivi dal cognomen latino Gurulus. Si è anche
ipotizzata la presenza di un Heraion, e quindi di un culto della
mitologica dea Era. Il La Marmora riteneva che fosse una corruzione di
ad Eruculem. Lo scrivente, invece, pensa ad una corruzione di Ericium.
Erula è diventata Comune con Legge Regionale 13 luglio 1988 n° 19. Fino
ad allora fu frazione di Perfugas. Il Comune comprende le Frazioni di
Sa Mela, Tettile, Cabrana, San Giuseppe, Sa Inistra, S’ Iscala, Carra
Casu e Su Muntiu de s’omine. Il centro attuale risale al secolo XIX. Le
prime case furono costruite nel rione di “Su Nuraghe”, attorno al
nuraghe “Erula”. Il centro urbano si è formato in seguito, più a valle,
dove è attualmente la piazza detta “della Chiesa” (oggi piazza
“Giovanni XXIII”). Antiche case sorsero nel rione “Lu Tauloni” e su i
colli di “Lu Castedducciu”, “La Radda” ed “Eruleddu”. Il centro urbano
è sparso, come è tipico degli stazzi galluresi, e particolarmente
esteso sulla via principale, lunga oltre un chilometro e mezzo.
L’urbanizzazione più consistente è partita negli anni Ottanta e
Novanta. L’impianto viario e le strutture pubbliche sono di recente
costruzione. La chiesa, nel centro del paese, fu edificata grazie a un
progetto di Papa Pio XI nel 1928-29 e fu consacrata nel 1932 con il
titolo di “Nostra Signore del Sacro Cuore”. Dal 1963 è eretta a
parrocchia con il titolo di “Cuore Immacolato di Maria”, che comprende
le chiese di San Giovanni Battista (frazione Sa Mela), San Giuseppe,
(nell’omonima borgata), Sant’Anna (frazione Lumbaldu-Perfugas) e Santa
Vittoria di Su Sassu (Campu d’Ulimu- Perfugas). La chiesa parrocchiale,
in fase di costruzione, è una delle più grandi del territorio. Gli
edifici e gli impianti pubblici sono moderni e ben sistemati.
La sua origine molto probabilmente trova radici nell'abitudine dei
pastori alla transumanza del bestiame durante la stagione invernale e
forse per questo motivo il paese di Erula è ancora strettamente legato
alla campagna. Numerose sono le chiese campestri nelle vicinanze,
alcune delle quali assai antiche e caratteristiche.
Cultura
Nonostante si trovi geograficamente nell'Anglona (sub-regione del
Logudoro), il dialetto parlato è quello gallurese, in quanto popolato
da secoli da famiglie provenienti da Tempio Pausania, Aggius e
Bortigiadas. Sono tantissime le famiglie che scelgono di vivere
tranquillamente nelle proprie campagne, conferendo un fascino
particolare, che sa di tradizione, a questo piccolo centro ai margini
dell'Anglona.
Amministrazione
comunale
Sindaco: Antonio Pileri (lista civica) dal 29/05/2007
Centralino del comune: 079 575363
Posta elettronica: non_disponibile