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Anela
Scritto da MARALB
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Anela
Anela
A
lungo capoluogo di "curatoria" è considerato uno dei centri più
vecchi del Goceano. La tradizione vuole che sia stata una colonia
Romana a fondare Anela e che l’origine fosse quella di "Mansio" o
stazione stradale.
Le scoperte, effettuate in oltre un secolo, confermano la
presenza Romana nel territorio ma escludono che vi fosse dislocata una
guarnigione militare, come aveva fatto supporre a lungo il ritrovamento
di un congedo in bronzo rilasciato dall’Imperatore Galba al soldato
“Ursario, figlio di Tornale”.
Storia
Gli studiosi ritengono che il militare, una volta
congedato, abbia preferito insediarsi con la propria famiglia in
altitudine, anziché nella piana di San Saturnino.
In località “Carchinarzu” durante dei lavori di aratura sono stati
rinvenuti alcuni piccoli pesi di terracotta, usati soltanto per telai
verticali che fanno quindi
pensare all’esistenza di una sia pur minima attività familiare. A meno
di 1 km dal paese, erano visibili fino a 40 anni fa in località
“Telavà” resti di una
struttura muraria, forse una necropoli, ora completamente distrutta.
Più consistenti le tracce della presenza dell’uomo nel periodo
prenuragico e
nuragico.
Calendario
Sagre e Feste - Mostre - Musei
* Santi Cosma e Damiano- 27
settembre
*Santa Maria - ultima domenica
maggio
* San Giorgio - prima domenica
di agosto
Ambiente
e Territorio
Al confine con il territorio di Nughedu S.Nicolò,
recenti lavori hanno messo in luce il complesso funerario di “Sos
Furrighesos”, una ventina di Domus de Janas in parte ancora da scavare.
Collegata
alla cultura di S.Michele la necropoli è arricchita
al suo interno da alcuni bassorilievi e graffiti raffiguranti corna
taurine; lo stesso motivo compare in un’altra “domu” nella
vicina località “Tuvu’ e Carru”. In località “Siana”, sorge
l’importante complesso, composto da un nuraghe, una muraglia di cinta e
un pozzo sacro. Di epoca Giustiniana invece la fortificazione
individuata a quasi 1000 metri di quota, in località S.Giorgio,
nell’area demaniale dove sono visibili i resti di 4 torri
disposte a quadrilatero e collegate da muraglie in parte crollate. La
struttura si rivela doppiamente interessante perché custodisce al suo
interno una ricca pagina della storia medioevale del
Goceano;dentro la cinta nuragica sono visibili le fondamenta di quello
che doveva essere il villaggio di Aneletto, sviluppatosi
attorno alla chiesetta di S.Giorgio che esisteva già dal
1100. L’abitato si trovava nelle vicinanze della chiesetta di Santa
Maria (o Nostra Signora di Mesumundu )che,
realizzata in stile semplice, fu consacrata il 13 Maggio del 1162 dal
vescovo Attone di Castro, come attesta una pergamena rinvenuta
durante i lavori di restauro,sotto le mura
dell’altare,insieme a una crocetta d’argento contenente reliquie.
L’anno successivo alla consacrazione la chiesa venne donata
ai Camaldolesi insieme a quelle di S. Saturnino e di S. Giorgio di
Aneletto, per Anela erano anni di grande prosperità è di benessere.
Durante la dominazione Aragonese le malattie e la fame decimarono la
popolazione che verso la fine del 1600 si era ridotta a circa 200
unità, fu allora che gli abitanti decisero di dar vita al nuovo centro.
Il capoluogo di "curatoria" si era ridotto a paese di terzo
ordine,con strade irregolari e mal tenute, la chiesa parrocchiale,
dedicata ai martiri Cosma e Damiano, priva di arredi sacri. Nel 1830 il
paese contava appena 430 abitanti raggruppati nel rione della chiesa
demolita per far posto all’attuale.
Anela conta oggi circa 1000 abitanti, è tra i centri meno
popolati del Goceano, ma ciò non impedisce lo sviluppo: l’attività
pastorale ha trovato il luogo ideale per la trasformazione del latte
dando vita a l’unico caseificio sociale della zona,rivelandosi
indispensabile per gli allevatori del Goceano. Anche la foresta
demaniale, che si estende per circa 1000 ettari,ricoperti di Lecci,
Roverelle, Agrifogli, offre occupazione e abbondanti pascoli estivi,
attrezzata per pic-nic e campeggi diventa risorsa economica e un
elemento di attrazione turistica