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Torralba
Scritto da MARALB
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Torralba
Torralba
T
orralba (in sardo Turràlva) è un comune di 1.022 abitanti della
provincia di Sassari, nella antica regione del Meilogu.
Nel suo territorio si trova la famosa reggia nuragica di Nuraghe Santu
Antine , la più alta e meglio conservata della Sardegna.
Il nuraghe Santu Antine
Toponimo
In antichità chiamato anche Toralba, Toralva e Turralba il nome deriva
probabilmente dal sostantivo e dall'aggettivo latino turris e alba
quindi significherebbe "torre bianca".
Cenni Storici
Centro prevalentemente agricolo, Torralba sorge in una zona collinare
circondata da vallate in una delle quali, si trova la chiesa
parrocchiale di San Pietro Apostolo. Il territorio fù abitato fin dal
neolitico Neolitico come testimoniano le numerose domus de janas che si
trovano sotto l'altopiano di San Pietro di Sorres, ma il periodo di
maggior rilevanza storica per Torralba si ha nell'età nuragica come è
testimoniato dai più di trenta nuraghi e dalle oltre dieci tombe dei
giganti che si trovano nel suo territorio e che son valse a Torralba
l'appellativo di Valle dei Nuraghi.Tra i nuraghi più importanti
presenti nel territorio torralbese spiccano il Nuraghe Oes e senza
dubbio il complesso nuragico di Nuraghe Santu Antine, uno dei più
grandi in Sardegna, con la sua torre centrale alta 17 metri.Il centro
abitato di Torralba e menzionato per la prima volta in documento
storico datato intorno al 1064-65.Il paese nel medioevo apperteneva
alla curatoria del Meilogu, nel regno giudicale di Torres e sorse
intorno alla chiesa di Santa Maria.Fù in seguito possedimento dei Doria
e del Regno di Arborea e nel 1420 passò definitivamente al regno di
Sardegna.
Feste
La festa principale del paese è la festa dello Spirito Santo che si
festeggia per quattro giorni e ha come giorno principale e conclusivo
il lunedi successivo alla Pentecoste.Viene festeggiata nella chiesa
campestre seicentesca dello Spirito Santo che dista 3 km dal centro
abitato.Tradizione della festa e la caratteristica processione a
cavallo che parte dalla chiesa della Spirito Santo e arriva fino al
paese.
Luoghi da
visitare
* Nuraghe Nuraghe Santu Antine
* Nuraghe Oes
* Museo della valle dei Nuraghi
* Chiesa di San Pietro Apostolo
* Chiesa di Sant'Antonio
Il complesso archeologico del Santu Antine è costituito dal nuraghe e
da un villaggio di capanne che lo circonda, sul quale si svilupparono
più tardi edifici di età romana, probabilmente quanto rimane di
un’azienda agricola. Il nuraghe è l’edificio più antico dell’intero
complesso, in quanto venne costruito durante l’Età del Bronzo,
probabilmente nel corso del XVI° secolo a.C. Si tratta dunque di un
edificio preistorico, nato quando in Sardegna fioriva la Civiltà
Nuragica, della quale il Santu Antine rappresenta una delle
testimonianze più significative sia per le dimensioni che per le
caratteristiche architettoniche. Il nuraghe è costituito da un bastione
di forma approssimativamente triangolare, con ai vertici tre torri
circolari. All’interno del bastione si trovano un vasto cortile e la
torre centrale che, con i suoi 17 metri di altezza residua, resta una
delle più imponenti dell’intera Isola. L’edificio è in basalto, pietra
vulcanica locale, e le murature sono interamente costruite a secco,
senza l’utilizzo di
malta. Le pietre, di dimensioni colossali nella parte più
bassa delle strutture, si riducono ed appaiono meglio rifinite man mano
che si sale ai piani superiori. Gli ingressi sono realizzati
con poderose architravi in pietra, mentre gli ambienti circolari
presentano una copertura a falsa cupola (tholos). All’esterno del
bastione, tra il XIII° e il IX° secolo a.C. si sviluppò un
vasto villaggio nuragico di cui solo una parte - 14 capanne — è stata
messa in luce dagli scavi archeologici ma che, da numerose
indagini, sappiamo doveva interessare un’area assai vasta. Anche le
capanne del villaggio, di forma circolare, sono costruite a secco,
almeno nella parte inferiore ancora visibile. La parte
superiore ed il tetto, invece, era per lo più costruita con strutture
di legno, paglia e malta di fango, in maniera simile alle
moderne “pinnette”, piccole costruzioni pastorali assai diffuse nella
campagna sarda. Alcune capanne conservano ancora elementi della
struttura interna, come sedili, focolari, tramezzi, che
permettono di distinguerne la funzione originaria: abitativa,
lavorativa, pubblica… In varie zone, ma soprattutto nell’area
antistante l’ingresso principale al bastione, gli scavi
archeologici hanno messo in luce ambienti con muri rettilinei costruiti
con malta che, spesso, si sovrappongono alle capanne
nuragiche. Questi ambienti costituiscono quanto rimane di un
insediamento di età romana, probabilmente un’azienda agricola, vitale
tra il I° sec. a.C. ed il IV sec. d.C.
Il Santu Antine fu meta di viaggiatori già dal XVIII secolo; fu, nel
1774 il primo nuraghe ad essere disegnato, dal naturalista Francesco
Cetti. In seguito, nell’800, altri studiosi viaggiatori visitarono il
nuraghe e divulgarono le loro conoscenze con testi, disegni e rilievi.
A quei tempi, però, il nuraghe appariva diverso, sepolto per più di
metà sotto una collina formata dai crolli delle parti più alte e dal
terreno che nei millenni vi si era depositato sopra. Antonio Taramelli
fu, nel 1933 il primo a svolgere importanti scavi archeologici,
liberando interamente dai crolli il cortile interno del nuraghe e
restituendo all’edificio le sue naturali dimensioni. Più tardi, nel
1964, fu evidenziata l’area del villaggio e fu eseguito un intervento
di restauro. Da allora, solo brevi interventi di emergenza o
finalizzati al chiarimento di alcune problematiche specifiche ed una
recente campagna di scavo che ha messo in luce, nel 2004, una ulteriore
porzione del villaggio ad ovest del nuraghe. Dal 2004 è inoltre
iniziato un sistematico intervento di restauro dell’intero complesso
che gli ha restituito l’integrità strutturale in parte compromessa dal
tempo e dai vecchi interventi. Contestualmente si sono svolti lavori di
scavo archeologico, necessari per la comprensione più approfondita
delle strutture antiche, che hanno prodotto interessantissimi risultati
a livello scientifico ed evidenziato strutture in precedenza non
conosciute ed importanti come il pozzo messo in luce all’interno della
torre nord.