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Illorai
Scritto da MARALB
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Illorai
Illorai
I
llorai piccolo paese di 1.121 abitanti posto a 503 metri
s.l.m. presenta un territorio ricco di fascino e di
attrattive dove , accanto ad una natura ricca ed incontaminata si
percepiscono gli indizi di una storia millenaria,
Le tracce lasciate dagli uomini che vissero in quest’ area
sin dai tempi più remoti .
Territorio di
Illorai
Ambiente e Territorio
A valle , nella frazione di MOLIA una vasta
necropoli a domus de janas , testimonia il profondo legame che univa i
sardi pre-nuragici ai propri morti e alla vita ultraterrena .
L’ocra rossa delle pareti che rende
caratteristici alcuni ambienti richiama il colore del sangue
simbolo di rinascita e di rigenerazione.
Nella località si insediano anche i romani a cui si
deve la costruzione di un incantevole ponte a tre
arcate sul fiume TIRSO.
Rocce granitiche e alberi di ulivo rendono ancor
più gradevole e suggestiva la cornice in cui si trova il
ponte.
Nell’ area montana i numero nuraghi testimoniano
l’esistenza di nuclei abitativi risalenti all’
età preistorica .
A rendere più interessante la visita
monumenti contribuisce lo splendido paesaggio circostante
ricco di boschi di leccio e roverelle ultra centenarie .
Roverelle come quella di “SA MELABRINA” indicata
dalla “vox populi” come la più antica d ’europa , boschi come
quello di “Sa Cariasa” dove l’azione distruttiva dell’uomo è
stata minima se non assente, singolari
innesti naturali come quello fra un
leccio e una roverella visibile nello splendido parco
comunale di jscuvude ,consentono a coloro che vogliono trascorrere una
giornata in mezzo alla natura ,di conoscere e visitare un territorio
inesplorato.
Calendario
Sagre e Feste - Mostre - Musei
*
Madonna della Neve -
dopo pentecoste e il 25 agosto
*
San Nicola - 10
settembre
*
San Gavino
(patrono)- 25 ottobre
Storia
Illorai è uno dei più antichi centri del Goceano, fu abitato
in epoca preistorica e fu certo importante nel medioevo, grazie anche
alla posizione geografica. Nel suo centro esisteva un convento
Agostiniano, che fu chiuso quando il paese dovette subire la decadenza
che tutti i centri del Goceano attraversarono sopratutto in età
spagnola: la statua di Sant'Agostino e quella di San Nicolò da
Tolentino, sono conservate nella chiesa parrocchiale, dedicata a San
Gavino, insieme con preziosi oggetti di argenteria appartenenti al
convento