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Bultei
Scritto da MARALB
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Bultei
Bultei
I
l centro abitato si adagia in una valletta concava. Si
distende a destra e a sinistra di un affluente del fiume Tirso, Rio
Tortu, che si forma, proprio a ridosso del paese, dalla confluenza del
Rio Espedrunele, che nasce e prende il nome dall'Altopiano, che
sovrasta Bultei e dal Rio Istecheri, che sgorga dalla cima del Monte
Masiennera ( m.1157). A 80 chilometri da Sassari, confina con il
Nuorese.
Fa parte del Goceano, la zona più interna della provincia. E
delle zone interne conserva le usanze, i costumi, le tradizioni Il
territorio di Bultei è il più vasto del Goceano. Conta 9.662 Kmq. Si
estende nella parte montana dal valico di Espedrunele (
mt.950 ) a Paidorzu ( mt.1040 ) e arriva ai confini di Pattada e di
Nughedu San Nicòlò. Nella parte pianeggiante confina con Bono
e
Benetutti.
Comprende una delle località più note e famose dell'isola dal
punto di vista forestale e paesaggistico: "Sa Fraigada” e “Fiorentini",
gestita dall' Ente Foreste della Sardegna, che è considerata
la "regina" delle sue aziende. La popolazione, conta intorno ai 1.350
abitanti. Dal 1960 ha subito un forte decremento sia a causa
della persistente emigrazione che per la contrazione delle
nascite.
L'attività principale è quella agro-pastorale. Non mancano
piccole iniziative di imprenditoria autonoma artigianale. Il suo
avvenire è legato allo sviluppo delle Terme di San Saturnino
e allo sviluppo delle risorse della montagna.
La
sua origine si perde nel silenzio della storia. Si presume che i primi
insediamenti siano iniziati nel periodo medioevale. Sembra probabile,
però, che il rione
di "Oriatta" e il rione di “Su Enu” possano vantare origini più remote.
E' certo che, nel periodo imperiale, il territorio contasse diversi
insediamenti, individuati
in regione Santa Vittoria e Santa Giulia, a valle dell'attuale centro
abitato. Nel periodo giudicale, lo troviamo inserito nella contea del
Goceano e più precisamente nella Curatoria di Anela. In alcuni
documenti appare come "Gulsei".
Più tardi si trasforma in Bultei, come è accaduto per Bortiocoro, che
si chiamava Gulciocor e per Bottidda, che si chiamava Gocille. Appare
certa l'esistenza
di un centro abitato chiamato Bulterina, posto in prossimità
dell'attuale Benetutti. Appare verosimile che, alla sua scomparsa, una
parte della popolazione si
sia spostata, per ragioni ignote, in altro sito più salubre e
che, in ricordo di Bulterina, abbia voluto chiamare il nuovo centro
abitato col nome di Bultei.
Nella Piana di San Saturnino, anticamente, sorgeva la città romana di
Lesa, ricordata da Tolomeo per le sue acque termali sulfuree, dette
appunto, Lesitane. Nello stesso sito, più tardi, sorse il villaggio di
Usolvisi, di cui resta la chiesetta di San Saturnino, che il vescovo
Atone di Castro donò ai frati Camaldolesi nel 1163, unitamente alle
chiese di San Giorgio di Aneletto e Santa Maria ( detta di Mesumundhu )
di Anela. La chiesa, posta in agro di Bultei, è stata edificata sulla
sommità di un'altura, sopra le mura megalitiche di una torre nuragica.
La chiesa conserva nella sua originaria purezza la vigorosa
architettura romanica.
L'area termale è localizzata in agro di Benetutti e di
Bultei, si estende in gran parte ( per il 65%)in territorio di Bultei
ove sono posti: "su anzu de sos mazzones", "su anzu e sos
nervios ", "su anzu e sa gutta ", "su anzu de sas dentes" ed altri di
non minore importanza, rinomati nell'antichità e nella tradizione
curativa locale.