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Codrongianus
Scritto da MARALB
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Codrongianus
Codrongianus
L
a forma scelta per lo stemma è lo scudo sannitico. La corona turrita,
propria di Comune inferiore a 3.000 abitanti, raffigura un cerchio di
muro d'oro sormontato da 8 merli, 5 dei quali in vista.
Lo scudo o stemma si adorna all'esterno di un ramo d'olivo con foglie e
drupe legate con nastro ad un tralcio vitigno sposato a spighe di
grano: indica l'economia del Comune prevalentemente agricola, con
coltivazione dell'ulivo, della vite e del grano.
Le pezze araldiche dentro lo scudo sannitico sono due, collocate l'una
sopra l'altra. Con termine araldico lo scudo non è "troncato", e tutto
il campo è di smalto azzurro. La scelta delle due figure araldiche
simboleggia la successione cronologica degli avvenimenti storici che
hanno interessato il paese.
Nella parte superiore: lo stemma dell'ordine Camaldolese che si trova
dipinto nella Chiesa della Santissima Trinità di Saccargia presenta un
calice d'oro con due colombe affrontate d'argento in atto di bere al
calice, sormontato da una stella cometa a 7 punte.
Nella parte inferiore: un "castrum" militare romano, stilizzato in
prospettiva centrale.
Il Gonfalone mostra i colori giallo e rosso, questi due colori dominano
in Sardegna, da secoli, in stendardi, stemmi e gonfaloni, fin da quando
nel 1297 con bolla di Bonifacio VIII venne costituito il regno di
Sardegna e Corsica, successivamente conquistato da Giacomo II
d'Aragona. Questa aveva come arme i pali gialli (oro) e rossi. Ancora
oggi i due colori sono ostentati nell'isola, e lo stendardo di San
Gavino, protettore dell'isola, ha le fasce gialle e arancioni.
Piccolo paese in provincia di Sassari che conta circa 1300 abitanti,
situato a 317 m sul livello del mare, si erge sui colli del Logudoro.
La sua riconoscibilità è da attribuire alla vicina chiesa di Saccargia,
meta di numerosi turisti durante tutto l'arco dell'anno.
La Basilica della SS. Trinità di Saccargia é uno dei più
ammirevoli esempi di architettura romanico-pisana in Sardegna e
costituisce motivo di orgoglio per gli abitanti di
Codrongianos, rivestendo la chiesa, oltre ad un evidente valore
artistico, anche un'importanza storica e religiosa. Ogni anno è meta di
numerosi turisti.
La basilica sorge accanto ai resti dell'antico monastero
camaldolese e si presenta al visitatore come uno straordinario
monumento in cui si fondono varianti cromatiche e stili
architettonici diversi. Sono in essa armonizzati, oltre a quelli
evidenti toscani, elementi lombardi, motivi bizantini derivati dalla
Calabria e altri islamici di mediazione siciliana. La chiesa
che oggi possiamo ammirare ha anche subito numerosi restauri, che ne
hanno in parte modificato l'originaria fisionomia,
ciononostante la Basilica di Saccargia conserva intatti il suo fascino
e la sua importanza nella storia e nella cultura della Sardegna.
La Basilica della SS. Trinità di Saccargia é uno dei più
ammirevoli esempi di architettura romanico-pisana in Sardegna e
costituisce motivo di orgoglio per gli abitanti di Codrongianos,
rivestendo la chiesa, oltre ad un evidente valore artistico, anche
un'importanza storica e religiosa. Ogni anno è meta di numerosi turisti.
La basilica sorge accanto ai resti dell'antico monastero camaldolese e
si presenta al visitatore come uno straordinario monumento in cui si
fondono varianti cromatiche e stili architettonici diversi. Sono in
essa armonizzati, oltre a quelli evidenti toscani, elementi lombardi,
motivi bizantini derivati dalla Calabria e altri islamici di mediazione
siciliana. La chiesa che oggi possiamo ammirare ha anche subito
numerosi restauri, che ne hanno in parte modificato l'originaria
fisionomia, ciononostante la Basilica di Saccargia conserva intatti il
suo fascino e la sua importanza nella storia e nella cultura della
Sardegna.
La chiesa di Saccargia esternamente si presenta con l'imponenza del suo
campanile dalla forma "snella e allungata", che sovrasta la facciata,
alla quale è stato addossato un portico a crociera costituito da tre
archi.
L'interno della chiesa colpisce per la ristrettezza dello spazio; esso
é formato da una navata centrale lunga 29m e larga 6 che termina con
tre absidi. La sua struttura è a croce latina, e la stretta navata si
allarga su due entrate laterali che portano ad altrettante cappelle.
La cappella di destra doveva condurre, attraverso una porta,
all'antico monastero, di cui non rimangono che ruderi.
La cappella di sinistra dà la possibilità di accedere alla
cella campanaria, sicuramente aggiunta successivamente.
Le sculture, quasi tutte all'esterno della chiesa, sono di
stile tipicamente romanico pisano e rappresentano episodi religiosi o
rielaborano, in chiave simbolica, temi morali cari alla
religione cristiana, quali la lotta contro il male, la redenzione, la
caducità della vita.
Gli elementi pittorici sono tutti concentrati nell'abside
centrale. Essi raffigurano gli episodi più significativi della vita di
Cristo e sono affrescati su tre livelli differenti e divisi
in riquadri.
La loro collocazione fa pensare alla successione delle immagini nelle
miniature dell'epoca e l'intenzione dei monaci era probabilmente di
illustrare, attraverso queste scene, la vita di Gesù ai fedeli e ai
pellegrini che vi si recavano. Il nome del pittore ci é sconosciuto, ma
si tratterebbe, con tutta probabilità, di un monaco del continente
giunto presso l'abbazia.
Anche sull'epoca dell'esecuzione c'è discordanza tra i critici, si
suppone però che l'autore li abbia dipinti tra la fine del XII e i
primi del XIII secolo.