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Chiaramonti
Scritto da MARALB
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Chiaramonti
Chiaramonti
I
l nome Chiaramonti deriva probabilmente dalla posizione dominante
sull'Anglona infatti anticamente sono diversi i nomi attribuitigli,
quali Claramonte,Caramonte,Tzaramonte, Clara-Monte. Tutti questi nomi
però sembrerebbero fare riferimento alla posizione predominante che lo
posizionano fra i colli di "San Matteo" e "Codinarasa".Da questi due
colli infatti si domina la valle dell'Anglona. Il vastissimo territorio
circa 111.500 km/q e il più esteso dell'Anglona.
Ricco di testimonianze storiche a partire dalla preistoria sino al
periodo romano. Numerosi sono i Nuraghi , i Dolmen , Le Cinte
Megalitiche, Le Tombe Dei Giganti e le Domus de Janas( case delle Fate).
Ripercorrere le tappe che hanno portato alla nascita del paese è un
compito arduo vista la quasi, totale mancanza di documenti scritti.I
segni di vita passata sono comunque numerosi per quanto riguarda
l'epoca nuragica e prenuragica, poiché le costruzioni
realizzate dai nostri antichi progenitori, sembrano volerci ricordare
l'intensa vita sociale che in questi luoghi ferveva migliaia di anni
fa. Si possono ancor oggi visitare le "Domus de Janas" (Le case delle
fate) antichissime grotte artificiali, utilizzate per la sepoltura dei
morti. Oltre un centinaio di nuraghi disseminati nel territorio, fanno
presumere che la zona fosse densamente popolata, alcune "Tombe dei
giganti", dolmen ed altri reperti di valore rappresentano il patrimonio
affidatoci da coloro che ci precedettero nei millenni passati.
Le notizie scritte riguardanti il territorio di Chiaramonti in epoca
romana sono quasi altrettanto vaghe, si conosce l'esistenza di due
antichi villaggi Orria Manna e Orria Pitzinna (Orrija=granaio), sono
stati rinvenuti alcuni reperti (monete suppellettili varie) ed infine
delle tombe nei pressi di alcune antiche abitazioni risalenti al
periodo in esame.
Il medioevo segna quasi, l'avvento alla storia di Chiaramonti (almeno
per quanto riguarda i riferimenti scritti), grazie all'edificazione
intorno al XIII° secolo
del castello cosiddetto dei Doria, che venne eretto, appunto dalla
potente famiglia genovese. Il castello del
quale rimane ben
poco, sembra quasi vigilare sulle pianure circostanti, era collocato in
una posizione strategica, considerando la situazione politica
dell'epoca, ed è attorno ad esso che sorsero le prime abitazioni, le
prime strade - simili ai più conosciuti carruggi genovesi- che
costituirono il nucleo del futuro centro abitato.
Il momento storico è alquanto travagliato dalle lotte volte al possesso
della Sardegna da parte degli Aragonesi e dei vari Giudici dei
Giudicati di Arborea.
Anche i Doria vi presero parte attivamente, tanto che il castello venne
occupato nel 1348 dal viceré Aragonese Rambaldo di Corbera. Dopo
sanguinosi combattimenti si giunse ad un accordo tra i Doria e gli
Aragonesi che comportò la cessione ai primi, tra gli altri del castello
di Chiaramonti. La guerra tra Arborensi e Aragonesi, continuò più
cruenta che mai, sino alla pace di San Luri (1355), nella quale si
decise di consegnare all'arcivescovo di Oristano i castelli di
Roccaforte, Chiaramonti e Castelgenovese - allora posseduti da Matteo
Doria - nell'attesa della decisione papale sull'attribuzione degli
stessi. Morto Matteo Doria (1357) gli successe il figlio, che ricevette
ufficialmente dal sovrano di Aragona, diversi possedimenti tra i quali
nuovamente il castello. Dopo ripetuti tracolli militari i Doria
dovettero abbandonare la Sardegna (1448), e con la loro partenza inizio
anche il declino della rocca, che passò nelle mani di diversi
proprietari, perdendo via via l'antico prestigio. Quello che fu per
tanti anni simbolo di potere politico e militare assunse(intorno al
1500) le vesti di chiesa parrocchiale e venne dedicata a San Matteo,
forse in ricordo del suo antico proprietario (Matteo Doria). La
presenza degli ecclesiastici si intensificò ulteriormente, con
l'edificazione - a spese del comune - nel 1587 di un convento di
Carmelitani, del quale rimane ancora la cappella , anch'essa in fase di
restauro. La nostra storia prosegue, con la Sardegna in mani Spagnole e
con un organizzazione del territorio su base feudale. Chiaramonti era
incluso nella encomienda (territorio concesso dal sovrano ad importanti
personaggi) di Anglona posseduta dal conte di Oliva.
La Sardegna passò dalle mani Spagnole a quelle Austriache e
poi Sabaude (1718), il feudalesimo regnava ancora, si dovrà attendere
il re Carlo Alberto, che nel 1839 lo abbolì
definitivamente.Col passare degli anni la popolazione aumenta, tanto
che si possono raccogliere diverse informazioni, riguardanti la
consistenza numerica della popolazione, che passa dalle 1500
unità del 1821, alle 2100 dell'anno 1834, 1852 nell'anno 1861 (anno del
primo censimento del neonato Regno D'Italia). Per giungere ai
2436 abitanti del 1911, sino al massimo storico di 2977 del 1951. Nel
1888 venne ultimata la nuova chiesa parrocchiale,dedicata
anch'essa a San Matteo, costruita in stile bizantino dal Ing. D.
Cordellla di Sassari. Diverse fonti descrivono meglio l'economia del
paese, che è sempre stata improntata all'agricoltura e alla
pastorizia, e che spiegano gli avvenimenti degli anni seguenti, i
flussi migratori verso terre lontane, causati dalla
sovrappopolazione e dall'uso di tecniche di coltivazione e di
allevamento scarsamente produttive.
Giungiamo quindi agli anni 1960-70, la popolazione si riduce
drasticamente, per l'imponente emorragia migratoria già citata (nel
1971 la popolazione è di 2242 abitanti), anni in cui si
avverte una profonda necessità di cambiamento. Si tenta di utilizzare
con maggiore profitto le caratteristiche dell'economia locale,
soprattutto la pastorizia. Nascono a partire dal 1962 diverse
iniziative sia di tipo privato che cooperativo, volte alla
trasformazione, con metodologie industriali del latte ovino. Nello
stesso tempo l'antico allevatore, riversa le sue conoscenze millenarie
nella gestione della propria azienda, applicando con profitto le nuove
tecnologie, riuscendo ad ottenere dalle numerose greggi di ovini, latte
di qualità pregiata che viene poi conferito alle industrie e
cooperative di trasformazione del paese, nelle quali si producono
formaggi, ricotte ed altri derivati, molto apprezzati e venduti in
tutto il mondo.
Attualmente Chiaramonti è un piccolo paesino ricco di iniziative.
Nonostante molti giovani siano stati costretti ad emigrare in cerca di
lavoro al nord, sono numerose le iniziative che
nascono all'interno della comunità, e numerose sono anche le
nuove aziende che si affacciano sul mondo del lavoro. Adesso
si cerca anche puntare, visto il notevole patrimonio archeologico, alla
parte turistica anche se ancora sono carenti le strutture
ricettive. Ma nonostante questo handicap sono numerosi i
turisti che si recano a visitare i monumenti esistenti nel paese e
nelle zone limitrofe.
Il castello fu fatto erigere tra il XII e il XIII secolo
dalla famiglia Genovese dei Doria che assieme a questo costruisce anche
il castello " Castelgenovese "
ora chiamato Castelsardo,Casteldoria a Santa Maria Coghinas e castello
di Orvei. Tali castelli facevano parte della difesa dei
territori in Anglona della
famiglia doria.Nel 1322 Alfonso D'aragona definì le proprietà
dei doria in Sardegna in cambio di appoggi politici e militari.Nel 1348
il castello fu
conquistato dagli Aragonesi e passo per alcuni anni a questi.Nel 1350
però con gli accordi di pace fra gli Aragonesi e i Doria il Castello fu
riassegnato
a Matteo e Brancaleone Doria dal Re di Aragona.
Nel 1355 il castello si trova al centro di nuove dispute e viene
affidato all'arcivescovo d'arborea .Alla morte di Matteo Doria nel 1357
il castello passa nelle mani del fratello Brancaleone sposato allora
con Eleonora D'arborea. Nel 1412 il castello fu tratto in assedio da
Guglielmo di Narbona, che però non riuscì ad impossessarsene. Nel 1437
infatti il castello era ancora in mano ai Doria. Si presuppone poi che
il castello passo in altre mani ma non si anno dati certi. Dopo la
caduta dei doria il castello venne usato ancora come Chiesa ed in
seguito lasciato cadere in rovina. Solo attualmente sono state
realizzate delle opere di restauro da parte del Comune di Chiaramonti
con finanziamenti regionali.
La
Torre del Castello dei Doria
Il castello e situato sulla parte più alta del paese a circa 465 mt. Da
qui si domina tutta la vallata dell'anglona e nelle giornate più chiare
sono visibili anche le coste della Corsica. Si può vedere inoltre la
suggestiva vista di tutto il paese.
La Chiesa Di " Orrea Phitinna " oggi dedicata alla Maddalena fu donata
il 10 luglio 1205 da Maria De Thori , illustre nobildonna sarda rimasta
vedova ancora giovane, al priore generale dell'abbazia di San Salvatore
di Camaldoli. Un altro documento attesta poi che nel 1209 la donazione
ed appartenenza della chiesa ai camaldonesi il famoso diploma
di Ottone IV.
La piccola chiesetta sorge a circa 6 chilometri ad ovest di
Chiaramonti e a circa 1 chilometro dalla statale Chiaramonti - Martis.
Il monumento si erige isolato su un poggio naturale ed è
realizzato in fasce dicrome di trachite rossa e arenaria bianca sia
all'interno che all'esterno. La pianta della chiesa e stata
costruita a croce latina con il transetto sporgente
dalle fiancate. La facciata rivolta verso ovest ha un'aspetto
architettonico semplice ed essenziale.Sotto gli spioventi del
tetto si trova un fregio di nove archetti poggianti su
mensole bianche e rosse.Sulla facciata della chiesa è murato su un
concio si trova un epigrafe con caratteri gotici
che secondo una recente decriptazione ricorda l'opera eseguita nel 1335
dal maestro Pietro Cozzu. A questa data e probabile anche attribuire
l'ampliamento della chiesa con l'inserimento di due cappelle
che fecero assumere la attuale iconografia a croce commissa e la
copertura a botte sottolineata da sottarchi sulle pareti.Le
fiancate hanno sotto una cornice un fregio ad archetti bianchi
aggettanti che poggiano su mensole di diversa fattura di cui una
antropomorfa. L'interno molto suggestivo per la dicromia. La
chiesa è illuminata da monofore centinate e a
doppio strombo come quella absidale. Il portale principale ha
la centina archiacuta, composta da cunei alternati in perfetta dicromia.
Chiesa
Parrocchiale San Matteo
In puro stile neoclassico, eretta in pietra trachitiche nel 1888 a tre
alte navate con due colonne e due pilastri per parte .La facciata della
chiesa presenta decorazioni, basamento e cornice perimetrale molto
scura che contrasta visibilmente con il bianco quasi lucente delle
superfici intonacate.La torre campanaria ha base quadrata che va
rastremandosi nell'ultimo tratto a pianta ottagonale e realizzata con
la stessa trachite della facciata.
Chiesa di
Santa Maria de Aidos
Situata a due passi da Chiaramonti Santa Maria De Aidos è una
Chiesetta immersa nel verde. Questa sorge nei pressi dello svincolo che
porta alla direttissima SS- Tempio.Questa Chiesa non ha un
grande valore dal punto di vista architettonico, ma nonostante ciò e
molto visitata dai fedeli, ed ogni anno vi si recano per celebrare una
settimana religiosa.
Chiesa di
Santa Giusta
Sempre
ad ovest di Chiaramonti e un poco più avanti della chiesa di Santa
Maria Maddalena edificata nel XIII sec.sorge immersa nel verde la
chiesa di
Santa Giusta: Questa chiesa ogni anno e ritrovo nel periodo
dell'ultima domenica di maggio di una festa campestre dove si festeggia
con un pranzo e
giochi vari la Santa protettrice degli automobilisti. A tutti i
presenti il comitato promotore offre da mangiare e da bere le varie
specialità del posto, fra
cui la pasta preparata col brodo della pecora bollita, oltre ad del
buon vino e al tipico pane sardo (detto anche Carta da Musica). Dentro
la chiesa;
si possono osservare i vari doni portati dai fedeli in
riconoscimento alle numerose grazie fatte dalla santa. All'interno si
trova tuttora una reliquia
della santa dichiarata insigne dall'Arcivescovo. La reliquia è
un pezzo d'osso del braccio
lungo circa 15 centimetri. La statua della santa alta un metro e venti
centimetri, rinnovata dai fratelli Clemente di Sassari a spesa del
prof. Falchi nel 1896 è coronata con diadema ducale d'argento, ed ha in
mano una stupenda palma anch'essa d'argento. Questa statua viene
portata ogni anno in processione da un corteo innumerevole di macchine.
Sotto il presbiterio della chiesa sgorga una sorgente di acqua
cristallina , che ha l'ingresso a forma di finestrella nei gradini del
medesimo presbiterio. L'acqua che ne scorre sotto il pavimento arriva
sino alla fonte fuori dalla chiesa.
L'acqua con proprietà chimico-fisiche salutari si dice siano usate per
curare diverse malattie, l'acqua della sorgente ha un aspetto oleoso,
misteriosamente terapeutico che per certi aspetti ancora oggi non
trovano riscontro.
L'altare di marmo e stato realizzato dallo scultore cav.
Sartorio nel 1895. Chiesa San
Giovanni Battista
Da non perdere è la Chiesa dedicata all'Apostolo ed Evangelista che ha
dato il nome all'omonima località nel paese.
Chiesa del
Cristo Re
Recentemente consacrata è situata nella località "La Croce"
Chiesa del
Carmelo
La chiesa del Carmelo che si trova sulla parte alta del paese e dove un
periodo si ergeva anche un convento di cui attualmente non resta più
niente
questa chiesa risale al 1587 ed e risultante l'altare maggiore ligneo,
oltre al dipinto del 700 di S. Agnese col castello dei Doria in
sottofondo.