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Osilo
Scritto da MARALB
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Osilo
Osilo
O
silo (in sardo Osile) è un comune di 3.498 abitanti della provincia di
Sassari.
Situato a 672 metri sul livello del mare è uno dei centri più alti
della provincia. Nel territorio del comune sorgono le frazioni di Santa
Vittoria e San Lorenzo. Centro di primaria importanza fino agli inizi
del '900 si è via via spopolato pur conservando vivissime le proprie
tradizioni. Il paese, dominato dai resti del castello medioevale dei
Malaspina, di cui si conservano due torri e le mura perimetrali, sorge
su una delle tre cime del monte Tuffudesu.
Feste e
Tradizioni
La Corsa all'anello, seguitissima gara di abilità a cavallo, richiama
ogni anno un numeroso pubblico. Il cavaliere, obbligatoriamente vestito
col costume tradizionale di uno dei centri dell'Isola, lanciato al
galoppo il suo cavallo, deve infilare uno spadino di legno in uno dei
tre anelli sospesi lungo un tracciato rettilineo. Si parte uno per
volta e il centro è valido solo se lo spadino rimane infilato in uno
degli anelli sospesi lungo il rettilineo di 100 metri che costituisce
il percorso. Da non confondere con la Sartiglia, che ha tutt'altro
spirito, la Corsa all'anello è una festa conosciuta da sempre.
Dall'inizio degli anni '90 l'Amministrazione Comunale ha lavorato per
dargli importanza e fama.
La gara si svolge il 12 agosto.
Arte e
Cultura
Tra le realtà più importanti della cultura osilese si segnala
l'attività della Compagnia Cinema Teatro Osilo.
La compagnia è nata dalla fusione del gruppo "Cinematografico" col
gruppo teatrale "Ojos de amore". Dal 1999 ha realizzato diversi
lungometraggi, cortometraggi, rassegne teatrali, serate a tema e, tra
gli ultimi lavori, opere teatrali in lingua sarda.
Queste le opere più significative:
* 1999: "La pensione degli orrori" -
Commedia.
* 2000: "L'eredità dei Malaspina" -
Commedia.
* 2001: "La appatente" - Commedia.
* 2002: "Castigo" - Cortometraggio,
drammatico.
* 2003: "Un giorno come tanti altri" -
Cortometraggio, drammatico.
* 2005: "Sos amarettes" - Commedia
teatrale in un atto (in lingua sarda).
* 2006: "Giornata della memoria" -
Lettura di testi letterari dedicati alla Shoah.
* 2006: "Video musicali sardi" - Sette
brevi filmati, ciascuno della durata di un brano musicale, che fanno da
sfondo ad alcune tra le più famose canzoni popolari sarde. I video sono
stati girati a Osilo in costume sardo.
* 2006: "A sos bajanos sa sindria no lis
piaghede" - Commedia teatrale in due atti (in lingua sarda).
* 2006: Rassegna Teatrale "Osilo in...
scena" - Con la partecipazione della Compagnia Sa cuvva di Ossi, la
Compagnia teatrale di Bono e la Compagnia Cinema Teatro Osilo.
* 2006: Rassegna culturale "Fra vento e
nebbia" - Cinema, teatro (Compagnia teatro Sassari, Teatro S'Arza),
musica, letture con accompagnamento musicale dal vivo, animazione per
bambini, mostra fotografica.
* 2007: Tournée teatrale nei diversi
centri della Sardegna.
* 2008: "La colpa" - Dal dramma teatrale
"La calunnia" di Lillian Hellman.
Economia
Castello di Osilo
La principale voce dell'economia osilese è rappresentata
dall'agricoltura e dall'allevamento ovino. Il noto laboratorio
artigiano, riconosciuto dalla Regione Sardegna, è stato chiuso nel
2008. Produceva manufatti come tappetti e altri tessuti, decorati e
non, e vantava il marchio I.S.O.L.A. rilasciato dalla Regione.
L'industria lattiero casearia vanta circa 250 aziende, tutte a
conduzione individuale o familiare, che producono formaggio, ricotta,
ricotta mustia (affumicata) e agnelli, in particolare l'Agnello di
Sardegna IGP. Queste imprese hanno però un potenziale economico molto
ridotto giacché solo cinque aziende, al momento, possono
commercializzare i loro formaggi col marchio CEE, indispensabile per
vendere i prodotti nei negozi. Gli altri produttori possono venderlo
solo presso le loro aziende agricole, situate spesso in zone scomode,
per cui si devono accontentare di smerciare i loro prodotti in paese,
rinunciando a una grossa fetta del mercato.
In passato a Osilo si è dato inizio alla ricerca dell'oro. Un'azienda
australiana, la Sardinian Gold Mining, ha ottenuto dal Comune di Osilo
un permesso per la ricerca del minerale, ricerca fortemente osteggiata
dalla popolazione. Il permesso non è stato rinnovato e gli scavi sono
stati evitati, in considerazione dei sicuri danni ambientali a fronte
di incerti benefici economici. La ricerca dell'oro è così stata
abbandonata con la conseguente chiusura di questa parentesi mineraria.
Tali ricerche aurifere hanno avuto luogo anche a Furtei, sempre in
Sardegna. Il territorio comunale è molto interessante dal punto di
vista geominerario, anche per la presenza di ametista. Nelle vicinanze
del paese ci sono delle cave di estrazione abbandonate, mentre è attiva
quella della frazione di San Lorenzo, che è l'unica che abbia un valore
dal punto di vista economico.
Nel paese ha sede un centro di ricerca del Laboratorio Nazionale
dell'Istituto di Biostrutture e Biosistemi.
Gastronomia
Osilo è la patria del Pecorino di Osilo, formaggio riconosciuto a
livello internazionale, il cui marchio DOP è in via di definizione. Il
formaggio è stato inserito nella prestigiosa lista dei Presìdi di Slow
Food, riconoscimento riservato a soli nove alimenti in Sardegna, e a
soli tre formaggi (insieme a "Casizolu" e Fiore Sardo).
Altro fiore all'occhiello del paese sono le formaggelle (in osilese:
casadinas). Dolce tradizionale fatto col formaggio a pasta semicotta,
lo stesso che si usa per le famose Seadas di Mamoiada.
Sport
* Arrampicata (nota anche come "free
climbing"): Il territorio osilese è ricchissimo di siti adatti alle
arrampicate su roccia. Citato dai più diffusi siti di arrampicata, il
territorio dispone di più di 30 vie, di difficoltà compresa tra 6a e
7b, con altezze fino a 30 metri su pareti calcaree, spesso a strapiombo.
* Mountain Bike: Il territorio di Osilo
ha le vette più alte della zona. In provincia di Sassari solo Pattada
lo supera in altezza. Questo particolare profilo orografico, la
ricchezza di mulattiere e di strade tortuose di montagna attira un gran
numero di ciclisti, spesso provenienti dal vicino capoluogo, che
scalano le salite che portano al paese.
Amministrazione comunale
Sindaco: Giovanni Manca (lista civica) dal 10/05/2005
Centralino del comune: 079 324215
Posta elettronica: sindaco@comune.osilo.ss.it
Osilo, adagiato a circa 650 mt sull'altura detta del Tuffudesu occupa
una posizione maestosa da cui si può godere
un indimenticabile panorama che spazia ben oltre i cento chilometri.
Nelle giornate prive di foschia è possibile apprezzare la vista
dall'Asinara, della Corsica, le montagne dell'interno della Sardegna
Limbara (prov. OT) e
Punta Badde Urbana (prov. OR). Non molto distanti sono le bellissime
spiaggie del nord Sardegna, il porto commerciale di Porto Torres e
all'aeroporto di Fertilia. Fu popolato sin dall'epoca preistorica, lo
provano i numerosissimi resti presenti nel territorio e la sua
posizione strategica diede ad Osilo un certo rilievo nella
storia dell'isola.
Il castello dei MalaspinaFu sede di un castrum in epoca romana e
divenne nell'alto medioevo, tra il XII e XIII secolo, uno dei più
importanti possedimenti dei Marchesi Malaspina che vi edificarono
l'omonimo castello quale strumento di controllo dei vasti territori da
loro posseduti nel nord Sardegna. Nelle epoche successive contò ben 8
borgate medievali (Tonse, Seliquentinor, Gutoi, Utalis, Sassalis,
Bualis, Scalae e Villafranca Erici) con la presenza di 33 chiese
rurali. Nel 1846 divenne il decimo centro della Sardegna. Il nome
"Osilo deriverebbe dal fenicio Oz-el, letteralmente: rocca, fortezza o
presidio di Dio, per altri studiosi invece, sarebbe una variante di
"Asilo" perché rifugio dei superstiti delle pestilenze e incursioni che
devastarono la regione. Si citano anche "Ozolo", "Ogosilo" e "Osuli".
Il paese possiede un pregevole centro storico, dove permane inalterato
il caratteristico "impedradu" lastricato o acciottolato in pietra, e da
nuovi e interessanti edifici. Il territorio circostante è percorso da
numerosi pascoli. Osilo primeggia per un attivo artigianato tessile,
nonché per i suoi ottimi prodotti gastronomici. Non dimentichiamo le
due vicine e suggestive frazioni rispettivamente di Santa Vittoria e
San Lorenzo quest'ultima con i suoi mulini ad acqua, importante
testimonianza di economia integrata tradizionale,
La grande varietà di paesaggi fanno di questo territorio uno
degli angoli più interessanti e suggestivi di tutta la Sardegna. Il
paese è inoltre vicinissimo al mare da cui dista circa 6 Km
in linea d'aria ed è ricco di numerose specie di minerali di alto
valore scientifico.
Osilo si presenta al visitatore con i suoi incantevoli
contrasti aspri e acuti, con rocce imponenti e dolci declivi sormontati
da alti picchi delle sue montagne svettanti verso il cielo.
Le vallate sono coperte di boschi, ricchi di fonti d'acqua fresca e
limpida.
Le specie presenti nella foresta sono lecci, roverelle,
sambuchi, pioppi: la macchia mediterranea si estende rigogliosa con
corbezzoli, olivastri, lentischi, ginestre spinose e odorose,
oltre ad alti cespugli di timo, elicrisio, rosmarino, cisti, more e
rosa canina e un'infinita varietà di fiori dai colori sgargianti.
L' ambiente offre ospitalità a un gran numero di uccelli,
lepri sarde, cinghiali, volpi, la pernice sarda, il riccio e la
donnola. Non si ha più traccia dell''aquila e del cervo
sardo, mentre sopravvive ancora lo sparviero e il gheppio.
I pascoli interessano gran parte del territorio di Osilo e sono
destinati soprattutto all'allevamento ovino e, in misura minore, a
quello equino. Da visitare la "valle dei mulini", presso il fiume San
Lorenzo e il "bacino di Bunnari".
Osilo oltre che antica sede vescovile è stato un centro religioso di
grande importanza "Pievania". Questo aspetto si può constatare nelle
numerosissime chiese, trentatré rurali e sei all'interno del paese.
Tra queste ricordiamo la parrocchiale dedicata all'Immacolata
Concezione, del XVIII secolo, su un impianto del XV secolo, sede della
Pievania e, successivamente della Collegiata, voluta espressamente dal
teologo Antonio Francesco Serra, ultimo pievano e primo arciprete.
All'interno troviamo una bella statua della Madonna, un prezioso
crocefisso in argento e uno splendido coro ligneo recentemente
restaurato.
chiesa del rosarioLa chiesa del Rosario, settecentesca, si trova al
centro del paese, con un monumentale portico della facciata che si
affaccia su uno stupendo panorama.
Altre chiese da visitare sono quelle dedicate a San Maurizio e a
S.Lucia.
Non molto distante dal centro abitato troviamo la chiesa di S. Antonio,
detta "de sa punta", interamente decorata con "pietra a vista" e
risalente probabilmente alla seconda metà del '600.
Dello stesso secolo è la chiesa di Bonaria che si ergendosi sulla punta
più alta del Tuffudesu consente di ammirare il panorama di quasi mezza
Sardegna.
Su una vallata si trova la chiesa di S. Giovanni che poggia su una
preesistente chiesa dedicata a S. Barbara. Del XII secolo è la chiesa
di S. Maria de Iscalas, nell'omonima regione, in stile
romanico-lombardo, anticamente affiancata da un monastero di
benedettini.
La chiesa campestre diroccata di "Santu Pedru 'e su Littu" possiede un
suggestivo altare in pietra: nella frazione di S. Vittoria si trova
l'omonima chiesa de "Sa Rocca" costruita sopra un roccione.
Nella frazione di S.Lorenzo, sul ciglio di una rupe molto alta, si
trova la chiesetta di S. Lorenzo.
Sicuramente più antica è la chiesa di "Babbu Eternu",
all'estrema periferia del paese, con unica navata absidale, e sorretta
all'esterno da potenti contrafforti.
Il numeroso patrimonio archeologico indica una frequentazione umana
che, nell'arco dei millenni, va dall'eneolitico, con la cultura di
Abealzu e S.Michele, sino alla dominazione romana e aragonese.
Secondo il canonico Francesco Liperi, uno dei più eminenti
studiosi delle tradizioni di Osilo, nel territorio sono presenti ben 37
nuraghi anche se fonti più antiche ne calcolano circa 70, di cui però
la maggior parte ridotti a ruderi.
I più numerosi sono i nuraghi monotorre, a tipo circolare
semplice, quali il nuraghe Cannareghe, nell'omonima località da cui
prende il nome, il nuraghe Cajavariola, situato vicino a un dirupo che
domina la valle del Rio Silis e sul cui sfondo si staglia
"inconfondibile" il profilo di Osilo, e, ancora: Baiolu, Concaomine,
Palunalzu, sa Marghine, Serra' e Chigulas, Badu Canu, Caudes, Su
Tomaritu, Monte Uttari, S.Caterina, Sassalu, Fritta, Scala Accas,
Andria Pinna e Su Eredu.
Tra le Domus de janas, disseminate in tutto il territorio, alcune
scavate su pareti verticali di natura calcarea morbida, altre su
mammelloni isolati o su piccole rientranze di roccia, ricordiamo quelle
a pianta complessa, come Laru Malciu, Sassalu, Abealzu, S. Maria de
Iscalas. Meno frequenti sono le domus monocellulari come Sa Mela
Chidonza, ad ambiente unico e situata su un dirupo roccioso quasi
inaccessibile.
Di notevole interesse sono le tombe della località Ittiari
con i particolari prospetti architettonici riproducenti sulla facciata
le stele delle tombe dei giganti e la Domus di S. Quirico, ampia e
dotata di sedili, adiacente all'omonima e suggestiva chiesa ormai
diroccata.
Le tombe dei giganti sono poche e purtroppo quasi completamente
distrutte. Permangono ancora i resti della tomba Cannalza, nella
località Achettas, e di Donnigheddu e della tomba di Abealzu, in cui
vennero rinvenuti frammenti di ceramica e ossa umane.
L'artigianato osilese vanta una ricca tradizione ricca tra cui spicca
quella della tessitura.
Apprezzati sono i tappeti, gli arazzi, i copriletti, e i numerosi
complementi d'arredo prodotti da cooperative e da tessitrici private,
che con perizia e abilità riproducono i motivi naturalistici, floreali
e anche geometrici realizzati con l'uso delle tecniche a "pibiones" e a
"littos".
Da sottolineare i laboratori orafi dove vengono prodotti gioielli
moderni e raffinati anche con l'ulitzzo di pietre locali.
Innovativa è la produzione di strumenti musicali come
chitarre e bassi.
Altre due antiche arti sono il ricamo ad appannaggio solo di
alcune "anziane" e la Mascalcia legata esclusivamente a due
manifestazioni popolari come la "Corsa all'anello"
e la "Cavalcata osilese".
Interessante è la produzione amatoriale di coltelli di notevole
fattura, ispirata alle classiche Pattadese e Arburese.