Clicca (Ctrl+D) per aggiungere questa pagina!Devi fare questo manualmente!Compila il modulo sottostante
Castelsardo
Scritto da MARALB
Questo articolo è stato letto: 864 volte
Castelsardo
Castelsardo
C
astelsardo (in sassarese Caltheddu Saldhu, in sardo Casteddu Sardu) è
un comune di 5.679 abitanti della Provincia di Sassari.
Castelsardo si affaccia con il suo borgo medievale al centro del Golfo
dell'Asinara, nel nord della Sardegna, nella regione storica
dell'Anglona in un susseguirsi di coste rocciose trachitiche con
piccole insenature, se si eccettua la spiaggia di Lu Bagnu. Grazie a
questa posizione la località, oltre ad essere esposta ai venti, gode di
un panorama unico e gradevolissimo su tutte le coste del Golfo,
comprese quelle della Corsica.
Storia
Tale posizione, oltre all'esistenza di piccoli approdi naturali,
contribuì sicuramente alla scelta del luogo come sede di antichi centri
abitati. Senza approfondire le motivazioni e le dislocazioni dei
numerosi insediamenti pre-nuragici e nuragici (di cui proprio in questi
anni si sta riscrivendo la storia, legandola vieppiù alla storia del
Mediterraneo), già i romani vi costruirono le loro abitazioni nelle
vicinanze dell'odierno porto turistico: a quei tempi l'approdo era
situato su una spiaggia denominata Fritum Janii (porto di Giano) da cui
l'odierno nome del porto e della collina sovrastante, Frigiano.
Detto approdo fungeva da scalo commerciale per la cittadina
di Tibula, mai individuata con certezza, ma che probabilmente si
componeva di poche unità abitative. Vi erano anche altri
approdi, come il portum granaticum (Lu Grannadu) e Cala Lagustina o
Hostilia (Baia Ostina). Il toponimo "Cala Augustina" invece, nonostante
raccolga molte simpatie tra gli abitanti, non può essere
indicato come probabile nome latino originario, in quanto di etimo
scorretto (in pratica si tratterebbe di una latinizzazione
basata su errate supposizioni).
Con il decomporsi dell'Impero Romano e la presa di potere da
parte dei vari Giudici, con l'andare degli anni molte terre vennero
donate alla Chiesa e a vari ordini monastici (si deve tener
conto che nel periodo fra il Cinquecento e Seicento la Sardegna era una
regione ricchissima di terre e bestiame e l'entità di quelle donazioni
era notevole).
A pochi chilometri verrà fondato l'importantissimo monastero
benedettino di Tergu, ora in fase di studio archeologico, mentre sul
colle di Frigiano vi era già un monastero probabilmente di
eremiti antoniani, intorno a cui si aggregò la popolazione locale, per
lo più dispersa in focolai rurali. Tale centro di aggregazione perse
di importanza, per divenire poi un lazzareto, quando nel 1102
venne fondato il castello della famiglia genovese dei Doria, battezzato
Castelgenovese. Questa è considerata la data ufficiale di
fondazione del castello, ma studi successivi indicano come data ben più
probabile il 1270, periodo principe dell'incastellamento feudale nel
Nord-Sardegna.
Gli abitanti della zona, si trasferirono progressivamente all'interno
della rocca, dotata di un approdo indipendente e di numerose vasche per
la raccolta dell'acqua. Quella fu la nascita del paese così come ancora
oggi possiamo vederlo noi, nonostante l'urbanizzazione avvenuta dal
1950 ad oggi. Esso fu, con qualche breve parentesi, la sede dei Doria
in Sardegna durante le varie lotte per il possesso dell'isola che
portarono allo sfinimento di tutte le forze in campo. A cominciare dai
Doria, passando per i Giudici di Arborea del casato dei Cappai de Baux
( Eleonora D'Arborea, moglie di Brancaleone Doria, vi abitò per anni),
fino agli Aragonesi, che uscirono vincitori dagli ultimi conflitti, ma
dopo aver pagato un alto prezzo in termini di vite, denari e tempo.
La rocca, così come era stata concepita, risultò imprendibile fino
all'avvento delle armi moderne. Dal 1520 (la data non è certa) il paese
venne rinoniminato Castel Aragonese; nel frattempo divenne sede
vescovile, sostituendo così l'ormai scomparsa Ampurias, di cui però
conservò la denominazione; nel 1586 si ha l'inizio della costruzione
della cattedrale.
Nel 1767 Castelsardo, ormai sotto dominio sabaudo, assunse l'attuale
denominazione per volontà di Carlo Emanuele III.
Il paese cominciò a perdere di importanza verso la prima metà dell
Ottocento, schiacciato da dei proprietari terrieri troppo autoritari e
da un impoverimento della vita culturale e sociale, unica alternativa
alle poche terre coltivabili, dovuta al progressivo allontanarsi dei
seminaristi, dei frati, del vescovo.
La peste di fine secolo, arrivata con notevole ritardo rispetto al
resto dell'isola, completò l'opera condannando il paese al periodo più
povero della propria storia, superato grazie ai molti figli emigrati e
poi rientrati, ai finanziamenti delle varie amministrazioni,
all'industria del turismo, sempre attenta ai luoghi ricchi di mare,
fascino e storia.
Attualmente è in corso un adeguamento delle infrastrutture atte alla
ricezione di un turismo attento e colto, nonché un rilancio delle
iniziative culturali tra cui non ultima la riqualificazione della
biblioteca.
Lingua
Il Castellanese odierno (parlato in una fascia compresa tra
Castelsardo, Tergu, Sedini e La Muddizza di Valledoria) viene da una
commistione tra il substrato dell'antico sardo logudorese con il còrso
e il gallurese, reso spurio dalle influenze genovesi nonché pisane e
aragonesi, avutesi nei periodi del dominio dei Malaspina e in quello
successivo al dominio dei Doria.
Nell'ultimo secolo la parlata si è italianizzata, riassumendo così
cadenze sassaresi e rimanendo nel contempo particolare rispetto ai
dialetti della zona circostante. Costituisce la cosiddetta "zona
grigia" di transizione tra il sassarese e il gallurese.
Gastronomia
Castelsardo ha una ristorazione di qualità nei suoi 58 ristoranti,
aperti tutto l'anno, con punte di eccellenza in almeno 5-6 ristoranti
ubicati nel centro e sulla costa. Tipiche di Castelsardo sono tutte le
pietanze a base di pesce, in particolare le aragoste alla castellanese
(con una salsa fatta con le uova delle aragoste), astici, granseole,
triglie, zerri, pesci di S.Pietro, ricci e frutti di mare.
Eventi
L'evento più importante e famoso che caratterizza il paese è l'insieme
dei riti della settimana santa. Esiste a Castelsardo una tradizione
secolare, portata avanti dalla Confraternita di Santa Croce fin dal XVI
secolo. La giornata più pittoresca e interessante è il lunissanti in
cui oltre a varie processioni, viene praticato un pellegrinaggio alla
vicina basilica di Tergu. L'evento è noto in tutto il mondo e la
confraternita è oggetto di studio da parte dei musicologi. Fra gli
eventi minori, la festa del patrono del 17 gennaio, la processione in
mare con la Madonna dei pescatori il 15 agosto, la festa di San
Giovanni del 24 giugno (consuetudine questa che prende origine dai riti
pagani di inizio estate, in cui i "compari" e le "comari" saltavano in
coppia i falò) ormai quasi del tutto in disuso.
Negli ultimi anni Castelsardo è diventata teatro di importanti eventi
culturali e di spettacolo che ne fanno una delle realtà cittadine più
vivaci. In particolare, da sei anni si tengono importanti
manifestazioni in occasione del Natale e soprattutto del Capodanno in
Piazza, che hanno visto la partecipazione nelle ultime edizioni, fra
gli altri, di: Tazenda, Max Gazzè, Paola Turci e Marina Rei (2007),
Neffa (2006), Negramaro (2005), Le Vibrazioni (2004), Alex Britti
(2003), Francesco Renga (2002). Assai significativi anche gli eventi
collaterali organizzati dall'amministrazione comunale in occasione
della Settimana Santa, in particolare la "Pasquetta in Musica", che si
tiene sui prati dove sorgono le mura a mare verso il Ponte levatoio,
giunta quest'anno alla sesta edizione, e caratterizzata negli ultimi
anni soprattutto da artisti jazz e pop, con la partecipazione, fra i
tanti, di: Eugenio Bennato, Sergio Cammariere, Franca Masu, Paolo
Fresu, Giorgio Conte, Avion Travel, Jono Manson, Max Gazzè, Ginevra di
Marco, Piero Marras, Irio di Paula.
Altri importanti eventi si tengono durante tutto il corso dell'anno, in
particolare d'estate. Inoltre le sale del Castello, le cripte della
Cattedrale, il seminario vescovile e l'episcopio ospitano interessanti
esposizioni permanenti ed allestimenti tematici.
Monumenti
Fra i siti archeolgici segnaliamo:
* la domus de janas "roccia
dell'elefante", situata sulla strada per la fraz. di S. Giovanni, molto
pittoresca;
* le mura megalitiche prenuragica del
monte Ossoni, vicino Multeddu;
* il nuraghe Paddaju, più vari altri
nuraghi difficilmente raggiungibili o ancora in fase di censimento.
Nel centro storico, oltre al Castello dei Doria del 1102, sede del
Museo dell'intreccio mediterraneo, il museo più visitato della
sardegna, si trovano:
* la Cattedrale intitolata a
Sant'Antonio abate, con la pala d'altare del maestro di Castelsardo e
il campanile culminante in una cupola maiolicata;
* le cripte sottostanti la cattedrale,
nelle quali è ubicato il bellissimo museo "Maestro di Castelsardo"; la
chiesa di S. Maria con il Cristo nero, ligneo;
* il palazzo dei Doria;
* il Palazzo "La Loggia", palazzo civico
fin dal 1111 (la campana civica reca questa data) ed oggi sede del
Consiglio comunale;
* il Palazzo Eleonora d'Arborea
(recentemente restaurato), sede di rappresentanza del Sindaco e sede
della vetrina telematica dalla quale è possibile partire con visite
teleguidate per il borgo antico;
* la cinta muraria a mare ed il percorso
di sentinella (recentemente ripristinato nell'area di Manganella, con
l'accesso al mare "Mandracho del soccoro", da cui si gode di una
splendida vista sull'intero Golfo dell'Asinara
* il Ponte levatoio e la Porta pisana
(uno dei due accessi alla città).
L'intero borgo, edificato sulla rocca e interamente circondato da
possenti mura (con 17 torri, delle quali solo tre a pianta quadra) è
costituito di case antiche di secoli.
Economia
L'economia attuale è basata principalmente sul turismo, sull'edilizia e
sulla pesca. Per quanto riguarda il commercio, il paese è ben fornito
di negozi dei vari settori, fra cui spiccano quelli di artigianato
locale.
Infrastrutture
La città è il capoluogo della regione storica dell'Anglona ed
è dotato di numerosi servizi ed infrastrutture a rilevanza
distrettuale, fra le quali, musei, archivi, biblioteche, ma
anche infrastrutture per l'erogazione di servizi sanitari
della ASL(poliambulatorio, consultorio, centro di igiene mentale, 118,
guardia medica, guardia turistica, centro veterinario, ecc.),
per i servizi scolastici: un istituto comprensivo con scuola materna,
scuola elementare "Maestro di Castelsardo", scuola media "Eleonora
d'Arborea; vi è un Liceo Scientifico e un giardino
d'infanzia; sono di recente apertura una biblioteca e un centro per le
politiche sociali. È in fase di realizzazione un anfiteatro, un teatro,
un centro di ricerca post universitaria sui saperi locali
mediterranei, c'è un porto turistico attrezzato, uno stadio in erba
naturale con tribune coperte,nel quale gioca la locale
squadra di calcio che milita nel campionato nazionale
dilettanti, ed anche campi da calcetto e da basket, volley, tennis.
Cultura
La città è inserita in diverse reti internazionali, fra le quali "I
borghi più belli d'Italia", il "Village Terraneo" (che riunisce 17 fra
le più belle città euromediterranee) e soprattutto la Conferenza
permanente delle Citta storiche del Mediterraneo, nell'ambito della
quale vengono organizzate numerose iniziative umanitarie (recentemente
è stato donato dalla città di castelsardo un forno per la panificazione
ad un'associazione
caritatevole che si occupa di assistere le famiglie povere di
Betlemme), culturali (convegni, conferenze) ed artistiche (fra le quali
in concerto per la Vita e per
la Pace, che da sette anni va in onda il giorno di Natale in
Mondovisione). Vi si tiene con cadenza annuale la rassegna
"Libriincastello"; il Comune offre la possibilità di
servizio navetta per gli spettacoli teatrali della vicina
Sassari. A Castelsardo risiede l'autore di romanzi e poesie in lingua
Giuseppe Tirotto, non è raro assistere a delle presentazioni di suoi
libri o a "reading" di poesie in sardo tenuti da lui stesso. Sono
attivi dei corsi regionali per i mestieri del comparto turistico e per
le arti bianche. Il paese
è sede della Confraternita di Santa Croce, una delle ultime
confraternite ancora esistenti in Europa, che ha la propria sede
nell'Oratorio di Santa Maria. La sua storia
prosegue ininterrotta dalla fondazione (XVI secolo), così come
ininterrotto è stato il tramandarsi dei canti e delle relative
tecniche. In tutta Europa vi sono solo due c
onfraternite che possono
vantare una così lunga tradizione. La confraternita, pur essendo
composta da laici, è di carattere religioso, e dipende direttamente dal
Vescovo, che ha facoltà di legittimarne
il priore (che viene eletto ogni anno) come anche di
sciogliere la confraternita stessa. Questo perché, essendo stata per
lunghi periodi l'unico centro di aggregazione e di affermazione
sociale, molto spesso ha contribuito alla formazione di gruppi di
potere all'interno del paese e della diocesi, a volte in aperto
contrasto con il Vescovo stesso.