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Ozieri  





Ozieri



interno grotte



Storia

N
el territorio vi sono tracce di insediamenti umani, già dall'epoca della cultura prenuragica nel neolitico, presso la Grotta di San Michele, nella parte alta della città. Infatti all'interno delle grotte furono ritrovati diversi reperti, in particolare ceramiche con decorazioni geometriche che furono poi identificate come tipiche della Cultura di S. Michele o Cultura di Ozieri, collocabile fra il 3500-2700 a.C. e nuraghe brughidu  che ha riscontri nell’intero territorio regionale. Reperti della “cultura di Ozieri” provenienti dalle grotte ozieresi sono esposti nei musei di Sassari, Cagliari, in molti  musei nazionali ed anche nel museo del Louvre a Parigi, nel British Museum a Londra. Afferenti a questo periodo sono anche le numerose domus de janas (le tombe  individuali e collettive scavate nella roccia), presenti a decine nel territorio comunale. Numerose sono anche i nuraghi nel territorio. La Piana di Ozieri era attraversata  da importanti strade romane, di cui una si inoltrava nei monti ozieresi dopo aver attraversato un ponte a 6 arcate (detto Pont'ezzu, cioè "ponte vecchio", lungo circa  100 metri, ancora esistente).

 Ozieri (denominata Otier, Otieri e Otigeri) è citata nel condaghe di San Michele di Salvennor (presso Ploaghe), in un documento risalente al secolo XII. La villa de  Ocier (da cui proveniva il delegato per tutto il Monte Acuto, un certo Folcus De Sii, ozierese) è citata il 24 gennaio 1388 nel trattato di pace tra Arborea e Aragona  stipulato a Oristano. Nel 1421 Alfonso d’Aragona attribuisce Ozieri ed il Monteacuto al casato valenziano dei Centelles. Verso la fine del XV secolo si registra un  certo incrementi demografico che continuerà fino al XVII secolo e nel contempo la graduale scomparsa di piccoli villaggi attorno ad Ozieri. Fra questi Biddaezza,  Ossano, S. Maria Pianu, Pira Domestiga e Orvei, Bisarciu, Butule e Bidove che tuttavia saranno completamente abbandonati non prima del Seicento. Al principio  del Cinquecento Ozieri era il centro più popoloso dell'intera regione ed al suo interno inizia ad ospitare strutture amministrative territoriali di rilievo e numerose  strutture religiose di culto ed educative. Inoltre nel territorio vi è un notevole sviluppo di grandi allevamenti di bestiame bovino, che caraterizzarà l'economia locale fino all'epoca contemporanea.

Nel XVII secolo Ozieri è la terza città più popolosa dell’isola dopo Cagliari e Sassari, con oltre 4000 abitanti, sorgono in Ozieri numerosi conventi, chiese, la scuole gesuitica e nel 1621 la Collegiata. Solo a seguito dell’epidemia di peste della metà del ‘600 Ozieri , come del resto tutto il nord Sardegna, subirà una brusco arresto dello sviluppo demografico.

Nel 1720 la Sardegna viene ceduta al casato dei Savoia. E’ dopo qualche decennio lo Stato Sabaudo istituisce in città una serie di uffici pubblici e di strutture amministrative.
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Nel corso del XIX secolo Ozieri conosce una affermazione nel suo ruolo di capoluogo territoriale. Nel 1803 viene ricostituita la Diocesi di Bisarcio, accorpata ad Alghero nel 1503, stavolta con sede ad Ozieri. Nel 1807 diventa sede di Prefettura, per poi divenire capoluogo di Provincia dal 1825 al 1860. Re Carlo Alberto il 10 settembre del 1836 la eleva al rango di "Città", insieme a Nuoro e Tempio Pausania.

Evoluzione demografica

In base ai dati del censimento 2001 nel Comune di Ozieri sono stati rilevati 11.334 abitanti residenti, dei quali 8.024 abitanti (pari al 71%) nel centro urbano di Ozieri. Le rimanenti località abitate del territorio comunale sono La Frazione di san Nicola con 1.627 abitanti e Chilivani con 294 abitanti, mentre la restante popolazione sparsa ammonta a 1.389 unità.


Frazioni

    * Chilivani
    * San Nicola

Chiese e Monumenti

    * Grotte di S. Michele 3500-2700 a.C.chiesa san
    * Pont'ezzu Ponte romano II sec. d.C.
    * Sant'Antioco di Bisarcio chiesa romanica XI sec.
    * Cattedrale dell'Immacolata fondata nel XV secolo, trasformata nel XIX secolo su progetto di Gaetano Cima
    * Convento delle Clarisse dove attualmente sono ospitati il Museo Archeologico e la biblioteca comunale

Personalità legate ad Ozieri

    * Francesco Ignazio Mannu (Ozieri, 1758 - Cagliari, 1839) autore dell'inno Su patriotu sardu a sos feudatarios (1796)
    * Maria Teresa Cau (Ozieri, 1944-1977) cantautrice folk
    * Franco Emanuel Solinas
    * Pamela Prati (Ozieri, 1958) showgirl
    * Giuseppe Masia (Ozieri, 1963) Comico sardo

Amministrazione comunale

Sindaco: Leonardo Ladu (lista civica) dal 29/05/2007
Centralino del comune: 079 781200
Posta elettronica: segretario@comune.ozieri.ss.it


La cittadina di Ozieri è situata su un terreno in forte pendio con una caratteristica disposizione ad anfiteatro. Con circa 12 mila abitanti e un territorio che si estende per circa 273 Km quadrati. È la capitale del Logudoro.
La storia, la cultura, le tradizioni...
Ozieri, sin dalla preistoria è stata sempre una località rilevante nell’ambito degli insediamenti umani, favoriti dalla presenza di ampie grotte e dalla posizione di dominio nei confronti della vasta pianura.
Già nel neolitico, al momento della nascita dei primi villaggi, Ozieri diviene centro importante per la civiltà dell’epoca. Infatti, i pregevoli manufatti in ceramica decorata trovati nelle Grotte di S.Michele sono considerati i più significativi di questa civiltà diffusa in tutta la Sardegna e per questo identificata appunto come Cultura di Ozieri (3500-2700 a.C.), una delle culture più significative di quel periodo nel Mediterraneo (reperti nel locale Museo Archeologico).
sa mandra  Anche nel periodo nuragico il territorio di Ozieri presenta un numero di insediamenti tale da evidenziare una consistente densità di popolazione per l’epoca. Più  di 120 nuraghi (densità fra le più alte in Sardegna), diverse tombe dei giganti, pozzi sacri, cinte murarie, testimoniano l’importanza rappresentata dalla zona. In  particolare il grande Nuraghe Burghidu è esempio notevole con la sua struttura complessa a tre torri, che ancora oggi svetta in posizione dominante sulla piana.
 Nel corso dell’età romana il territorio di Ozieri acquista ulteriormente importanza, in particolare la zona diviene crocevia delle strade che collegavano Karalibus  con i porti di Turrem e Olbia. Ne sono testimonianaza i villaggi, le pietre miliari e soprattutto i ponti. Fra questi bellissimo esempio è il Pont'Ezzu, notevole  esempio di architettura monumentale, ancora oggi è uno dei monumenti più interessanti del territorio.
 Nel periodo medievale la zona diviene il riferimento importante di un vasto territorio definito come “Logudoro” per la sua importanza economica rispetto  dell’intera Sardegna. Ozieri rappresenta sempre più un centro di notevole importanza politico-amministrativa e militare.
 Già capoluogo della curatoria del Monte Acuto, durante la dominazione spagnola, acquista nei secoli sempre più considerazione grazie anche alla presenza di facoltose famiglie nobiliari che determinano lo sviluppo delle attività legate all’allevamento del bestiame.
Durante il regno sardo-piemontese Ozieri diviene sede del Vescovado e del Tribunale, Capoluogo di Provincia e deposito Reale per l’Allevamento dei cavalli.
Proprio per questa rilevanza nel 1836 il Re Carlo Alberto la eleva al rango di Città. Con la nascita dello Stato Italiano, Ozieri ha il grande onore di mandare in Parlamento come proprio deputato Giuseppe Garibaldi. Fra le varie iniziative in favore della Città intraprese dall’eroe dei due mondi, ricordiamo quella che ha portato all’istituzione ad Ozieri di una delle prime scuole tecniche italiane.
Proprio l’istruzione diviene nel tempo una delle risorse della Città, grazie anche alla presenza del Seminario Vescovile. In varie fasi storiche l’evoluzione dell’attività scolastica è costante. Nascono le elementari, il Ginnasio, l’avviamento all’indirizzo agrario e le scuole scientifiche e tecniche. Ancora oggi Ozieri rappresenta il riferimento per l’istruzione in una ampia area del centro nord-sardegna e si sta operando per l’avvio del centro per gli studenti universitari.grotte
Particolare del Retablo della Madonna di Loreto, Cattedrale di Ozieri
Dal punto di vista culturale Ozieri rappresenta per la Sardegna un importante simbolo unanimemente riconosciuto, ha sempre rappresentato infatti un riferimento per la cultura isolana. Nel 500 un pittore conosciuto come Il Maestro di Ozieri arricchisce diverse chiese del nord Sardegna con pregevoli opere in stile manieristico con innovative influenze nord-europee.
Nel finire del ‘700 un patrizio ozierese Francesco Ignazio Mannu è autore dell’inno conosciuto in Sardegna come “Procurade 'e moderare barones sa tirannia” divenuto nei moti contro i piemontesi la marsigliese sarda.
Nell’800 famosi poeti ozieresi fanno il giro delle piazze sarde per dare spettacolo con il loro estro artistico.
Negli anni ’50 nasce il Premio Ozieri per la Letteratura Sarda. Dopo oltre 40 edizioni è certamente il passaggio obbligato per gli autori di poesia e prosa in lingua sarda. Il Premio ha costituito negli anni un prezioso strumento di codificazione della produzione letteraria in Sardegna.
Altrettanta rilevanza riveste Ozieri nell’ambito della musica sarda con la presenza da oltre 30 anni di un premio denominato “Usignolo della Sardegna” dedicato al tradizionale cantigos a chiterra e con la presenza del Coro di Ozieri che ha svolto un’opera di ricerca e recupero della radicata tradizione polivocale.
ponte romano  Il centro storico di Ozieri rappresenta una notevole risorsa culturale e turistica. Palazzi dall’influenza spagnola e neoclassica, creano una simbiosi perfetta con  chiese, ex conventi, fontane. Tutto impreziosito da caratteristiche architettoniche particolari come le tradizionali “altane”, terrazze chiuse da colonnati.
 Un riferimento storicamente importante è la Piazza Cantareddu, sede delle feste, degli eventi della Città e delle seguitissime esibizioni di cantadores e poetas  improvvisatori. Da questa si possono agevolemente raggiungere l’antico Ortu ‘e su Conte, ora piazza Garibaldi, la piazza della Chiesa e Antico Convento di  San Francesco, il Duomo e la monumentale Fonte Grixoni, realizzata sul finire dell’800 su un antica fonte di epoca spagnola.
 Una interessante opera di recupero ha inoltre valorizzato il centro storico tramite la sistemazione di strade in selciato e la realizzazione in edifici antichi di musei  e centro sociali quali il Museo Archeologico allestito presso il bellissimo complesso dell’Antico Convento delle Clarisse, Il Museo di Arte Sacra, Il Centro di documentazione della Lingua sarda, il Museo dell’Arte Molitoria e il Museo della Panificazione.
Dal punto di vista socio economico, Ozieri con i suoi 11.000 abitanti rappresenta il centro di riferimento per il territorio del Monte Acuto e quindi è sede di enti, uffici e istituti scolastici.
Fra gli altri hanno sede a Ozieri: la Comunità Montana, l’Ospedale e il Distretto Sanitario, il Consorzio Industriale, il Consorzio di Bonifica, l’Istututo Incremento Ippico, la Stazione Ferroviaria, la Stazione degli autobus, l’Ersat, l’Ispettorato Agrario, la Stazione Forestale, il Commissariato di PS, la Compagnia di Carabinieri, l’Ufficio delle Entrate e del Registro, l’Inps, l’Istituto Tecnico per Ragionieri, Geometri e Agrario, il Liceo Scientifico, il Liceo Classico.
Fra le strutture sociali il teatro civico, la piscina, il palazzetto dello sport., diverse ludoteche e biblioteche.
L’economia è prevalentemente indirizzata verso la produzione agro-zootecnica con presenze notevolissime di capi ovini e bovini altamente selezionati e allevati con moderne tecniche produttive. Interessante anche lo sviluppo delle attività di produzione agro-alimentare: carni, formaggio, pane, dolci tipici.
In questo ambito si sta realizzando un interessante programma di valorizzazione delle produzioni tipiche in particolare del pane fine di Ozieri, conosciuto anche oltre la Sardegna come Spianata di Ozieri, per la quale si stanno realizzando progetti interessanti quali la costruzione di antichi forni e l’adesione all’Associazione Nazionale Città del Pane.
Altri progetti prevedono la tutela e la valorizzazione dei dolci tipici di Ozieri: Sospiri e Copulettas, del formaggio Greviera (una produzione importata nel corso del Regno Sardo Piemontese che si sta riscoprendo oggi) e dei vini tipici prodotti in collina.
Va sviluppandosi anche la produzione industriale ed artigianale favorita dalla disponibilità di aree attrezzate comunali, private e del consorzio industriale Z.I.R. di Chilivani.
Importanti e molto seguite sono le fiere che si tengono presso il Quartiere Fieristico di San Nicola: la Mostra Provinciale dei Bovini e la Rassegna Agro-Alimentare che si svolgono ad Aprile e la Fiera dell’Artigianato che si svolge a settembre. Altrettanto seguite sono le corse di cavalli che richiamano amatori anche oltre l’Isola presso l’Ippodromo di Chilivani, la più importante struttura ippica della Sardegna.basilica

Elevata Ozieri al rango di Città dal decreto albertino del 1836, il Consiglio civico ozierese considerò tra le priorità quella di dotarsi di uno stemma rappresentativo del Comune.
In una prima bozza, scrive Vittorio Angius, «questo fu uno stemma senza colore», un paesaggio ideale con uno scoglio coronato da un castello, emblema di quello del Monte Acuto del cui Ducato Ozieri era stata capoluogo. «Come fecero alcuni signorotti sardi tra l'anarchia spagnuola, che usurparono indebitamente il titolo marchionale e comitale il municipio di Ozieri -ironizzava lo scrittore cagliaritano- si incoronò di sue mani conte; se non che quelli possedevano almeno
un feudo, mentre Oziei fu posseduto e vassallo fino a che non ebbe gli onori civici».
Per un debito di riconoscenza verso Carlo Alberto, l'Angius auspicava l'adozione di uno stemma bipartito, nel quale avrebbe trovato spazio nella parte superiore l'arma della Casa Reale e, nella parte inferiore, la rocca del Monte Acuto in nero, col castello in rosso su campo argento e, al di sopra dello scudo, invece dell'indebita corona comitale, una più consona torre turrita. Segnati dall'autorevole rimprovero gli amministratori assecondarono, almeno in parte, le precise indicazioni. Tralasciato l'invito all'onore dei Savoia, con l'aggiunta di un ramo di alloro a sinistra e di alcune spighe di grano a destra dello scudo (emblemi della gloria acquisita e della vocazione cerealicola del territorio), approvarono quello che ancora oggi rappresenta la municipalità in ogni sortita ufficiale.

Lo stemma del Comune di Ozieri

Nella confusione generata dalla polemica si inserì un maldestro tentativo di don Gasparo Grixoni, sindaco dal 1835 al 1841, di confezionare uno stemma che coniugasse la storia cittadina con gli emblemi dell'arma del proprio casato. Lo stemma compare in una pregevole litografia di Giuseppe Pezza pubblicata tra il 1839-1846, da Pompeo Litta in "Le famiglie celebri italiane". Dall'arma gentilizia dei Grixoni deriva l'elmo coronato al di sopra dello scudo e la colonna per una lontana parentela della potente famiglia ozierese con l'illustre casato degli Sciarra-Colonna di Roma. Nei due piccoli borghi ai lati della colonna -a sinistra, appena più a monte, quello di Ozieri; a destra, nella piana, quello di Bisarcio- nelle intenzioni dell'audace sindaco si sarebbe colto un rimando all'intimo legame storico, civile ed ecclesiastico, che da sempre ha unito le due ville.
Nonostante la disapprovazione del Consiglio civico, lo stemma è ancora oggi degno di grande considerazione per quel minutissimo borgo ozierese che costituisce la più antica raffigurazione della città. Per il vero quanto si vede è pochissimo, ma tanto basta per affermare, con sufficiente grado di certezza, che il campanile della cattedrale gotico aragonese di Santa Maria fosse cuspidato, forse non dissimile da quello della cattedrale di Alghero della cui diocesi era stata Collegiata e dichiarata antagonista.

veduta basilica



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fonti:     http://www.comune.ozieri.ss.it/index.     e    http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=21147812








 

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