iba è situata nella provincia di Cagliari, nella zona SW della
Sardegna chiamata Sulcis dista circa 70 Km dal capoluogo e con la
frazione di Villarios conta circa 2.100 abitanti.
La Storia: L'avvicendarsi delle fasi storiche ha lasciato
delle tracce indelebili, alcune ancora da scoprire. A partire dal III
millennio a. C. troviamo le Domus de Janas (necropoli), mentre nel Il
millennio troviamo una miriade di nuraghi, tra cui la fortezza del
Nuraghe Meurra (XII a.C.), attorniato dal villaggio e dalle Tombe dei
Giganti (luogo di sepoltura collettiva). Non mancano le tracce del
passaggio dei Fenici, dei Cartaginesi e dei Romani grazie anche alla
posizione geografica trovandosi sulla via di comunicazione tra Karalis
(Cagliari) e Sulcis – (Sant'Antioco) in linea di massima l'attuale S.S.
195 Sulcitana. Nel periodo Bizantino ha sofferto come i centri della
Sardegna l'invasione dei Vandali che depredavano gli averi dei pastori
e contadini deportando i più giovani per ridurli in schiavitù. Verso la
fine del I millennio l'arrivo dei Monaci Benedettini diede nuovi
impulsi insegnando nuove tecniche per lo sfruttamento terriero
proponendosi come guide spirituali costellando il territorio di
monasteri. Nel 1.323 gli Aragonesi con circa 100 navi approdarono a
Porto Botte nel Golfo di Palmas ed iniziarono a conquistare l'isola,
dominio che durò circa 400 anni.
Ambiente e territorio:
Dal punto di vista ambientalistico il territorio di Giba è
piuttosto interessante, adagiato su dolci colline si affaccia sul Golfo
di Palmas dove oltre ad una spiaggia esistono degli stagni dove si
possono osservare con relativa facilità i Fenicotteri Rosa, gli Aironi,
le Garzette, le Avocette, i Cavalieri d'Italia, il timidissimo e
riservato Pollo Sultano ed il raro Falco di palude. Un altro posto che
richiede una visita è il lago artificiale di Monte Pranu nato negli
anni 50 per scopi irrigui; in esso si può praticare in tutta
tranquillità la pesca d'acqua dolce trovandovi le trote, carpe e
gattucci.
Economia ed artigianato:
L'economia è basata soprattutto sulla pastorizia e l'agricoltura;
attività che producono ottimi formaggi e carni di pecora e agnello,
mentre nelle fertili campagne vengono coltivati gli eccellenti carciofi
e grazie alla grande diffusione delle serre vengono prodotti vari
ortaggi tra cui i deliziosi pomodori; buona la viticoltura con cui,
grazie all'ottimo lavoro fatto dalle cantine negli ultimi tempi, siamo
riusciti a ritagliarci delle importanti fette di mercato a livello
internazionale; i nostri vini doc, soprattutto quelli ottenuti dall'uva
Carignano del Sulcis gareggiano alla pari con i vini tradizionalmente
più famosi.
L'artigianato esiste a livello famigliare e informandosi
opportunamente si possono acquistare i bellissimi tappeti, preparati
ancora coi vecchi telai, i coltelli, cestini e altri oggetti
interessanti. Un 'altra peculiarità del nostro comune è il pane, sempre
più famiglie si stanno dotando di forno tradizionale, coi mattoni in
ladri; si sta rafforzando il culto del pane e per le strade e facile i
imbattersi negli odori inebrianti del pane appena sfornato. Il comune
di Giba comprende oltre la città omonima la grossa frazione di
Villarios. Occupa quindi un territorio abbastanza vasto, collinoso e
pianeggiante, con terreni fertili adatti per l'agricoltura e
l'allevamento., attività fondamentali dell'economia locale attuale, ma
praticata già dall'uomo preistorico sin dal neolitico. Alla rilevante
presenta di testimonianze monumentali della civiltà nuragica e
prenuragica, tuttavia non fa riscontro il minimo recupero per la
fruizione culturale e turistica. Una Domus de Janas pluricellare, con
lungo corridoio di accesso ricavato sotto il livello di campagna,
localizzata nei pressi del centro abitato, in località Is Gannaus, fu
scavata oltre un millennio fa. Nonostante le belle decorazioni che
ornavano la parete di ingresso e altri elementi architettonici interni,
la tomba è stata ricolmata per evitare ulteriori danneggiamenti dopo
quelli già subiti. Altre tombe prenuragiche sono segnalate, nel
territorio a testimoniare una frequentazione intensissima, favorita
dall'habitat naturale e dalla vicinanza del mare, con i suoi ricchi
stagni che consentivano la raccolta di molluschi, così basilare per
l'economia delle popolazioni prenuragiche. Elevato è anche il numero di
nuraghi esistenti nel territorio comunale. Senza addentrarsi per le
strade di campagna è possibile osservarne diversi dalla strada
asfaltata. Molto varia è la tipologia delle loro stesure planimetriche.
La funziona strategica di alcuni sembra confermata, per casuale
coincidenza, dal nuraghe Villarios: sulla sua sommità infatti, durante
l'ultima guerra è stato costruito un fortino-torretta, da cui si domina
perfettamente tutto il tratto di mare compreso tra Capo Teulada e
l'isola di Sant'Antioco.
Posizione Geografica
Giba si trova nella zona sud-occidentale della Sardegna, nella regione
del Sulcis-Iglesiente. Il comune comprende i centri abitati di Giba e
Villarios, è vasto 31.65 km.q e conta circa 2300 abitanti. Confina con
i territori di Masainas a Sud, Piscinas ad Est, Villaperuccio a
Nord-Est, Tratalias a Nord e San Giovanni Suergiu a Nord-Ovest. Giba si
snoda principalmente attorno a due importanti statali; la 293 che
inizia dal bivio Villasanta della SS 131 e si conclude al centro del
paese, e la SS 195 meglio conosciuta come la Sulcitana, l’antica via di
congiunzione tra Karalis e Solki; dista 70 km da Cagliari e pochi
chilometri dalle spiagge del Basso Sulcis, come la spiaggia di Porto
Pino o la Costiera di Teulada.
Villarios si trova su un'altura a 5 km ad ovest di Giba, dalla quale si
può ammirare l'intero arcipelago del Sulcis e il Golfo di Palmas.
Territorio e ambiente
Il centro abitato di Giba si trova su una pianura a 60 m sul livello
del mare, circondato da basse colline in un territorio vocato
all'agricoltura e all'allevamento, attività fondamentali dell'economia
locale.
A nord dell'abitato si trova il lago artificiale di Montepranu,
costruito negli anni cinquanta per scopi irrigui, dove è possibile
praticare la pesca d'acqua dolce, mentre a sud-est del paese, in
prossimità del confine con Masainas, si trova la località di Semuras,
zona collinosa su cui si estende la macchia mediterranea e sono
presenti olivi secolari.
Nel Golfo di Palmas vi è una piccola spiaggia (Porto Botte) e la zona
palustre, la terza in Sardegna per vastità e habitat naturale di
animali come il fenicottero rosa, gli aironi, il cavaliere d'Italia, la
garzetta, l'avocetta, il pollo sultano e il falco di palude.
Storia
Il territorio venne frequentato dall’uomo sin da epoche neolitiche e
nuragiche, come testimoniano le Domus de Janas, i vari Nuraghi e le
Tombe dei Giganti presenti sulla zona. Fra i siti di maggiore interesse
vi è il complesso nuragico di Meurra che segna i confini tra Giba,
Tratalias e San Giovanni Suergiu. Oltre al nuraghe Meurra vi sono
numerosi nuraghi, molti dei quali diroccati e prevalentemente
monotorre.I Fenici durante i loro spostamenti da Karalis (Cagliari)
verso Sulki (S. Antioco) percorrevano una strada che corrisponde
all'incirca all’attuale statale 195 La Sulcitana, e i Cartaginesi con i
loro drappelli armati attraversavano il paese, provenienti da Monte
Sirai e diretti verso Pani e Loriga dove avevano costruito delle
cittadelle fortificate per controllare la viabilità principale; i
romani sfruttarono i fertili terreni per produrre grano e cereali.
In seguito alla caduta dell’impero romano la Sardegna passò sotto il
controllo dei Vandali, che depredavano il territorio e utilizzavano le
coste come porti per controllare la zona; secondo una leggenda la
fondazione di Giba sarebbe da attribuire proprio a Genserico, re dei
Vandali, intorno al 500 d.C.
Verso fa fine del I millennio Monaci Benedettini diedero nuovi impulsi
alla comunità, insegnarono nuove tecniche per lo sfruttamento terriero
e si proposero come guide spirituali costellando il territorio di
monasteri e costruirono varie chiese, tra cui la chiesa di Santa Marta
a Villarios (alcuni scritti ne testimoniano l'esistenza già nel 1068) e
la chiesa di San Giorgio di Tului, completamente distrutta. Nel 1122, a
causa delle incursioni piratesche, il vescovo dovette fuggire da
Sant’Antioco e dimorò in un primo periodo presso la chiesa di Santa
Maria di Palmas (risalente all’XI secolo come la chiesa di Santa Marta)
poi a Tratalias in seguito alla costruzione nel 1213 della chiesa di
Santa Maria.
Nel periodo in cui rimase interdetto il porto di Sant’Antioco venne
allestito e frequentato un porto nella località di Porto Botte, il
Porto Sulcitanum, dove nel 1323 approdarono gli Aragonesi con una
poderosa flotta guidata dall'infante Alfonso D'Aragona, cinsero
d’assedio Villa di Chiesa e Cagliari Castrum, sconfissero i Pisani e
iniziarono il loro dominio sulla Sardegna che durò 400 anni. Nel
censimento stilato dagli Aragonesi nel 1323 Giba contava 60 fuochi
(famiglie) per un totale di circa 300 abitanti; nel 1355 Giba inviò i
suoi rappresentanti all’assemblea parlamentare tenuta dagli Aragonesi a
Cagliari, alla quale parteciparono i rappresentanti degli
ecclesiastici, i feudatari e i rappresentanti delle città regie e degli
altri centri abitati.
In seguito al trasferimento della sede vescovile a Iglesias nel 1503 il
Vescovo trasferì la sua sede ad Iglesias la zona entrò in un periodo di
decadenza del quale non si hanno molte notizie; nel XVI secolo a
Villarios venne costruita una torre d’avvistamento, per controllare
eventuali scorrerie del Golfo di Palmas, che si può ancora ammirare nei
pressi del paese. Giba e Villarios, in seguito, vennero più volte
infeudati ai vari Baroni e Marchesi dell’epoca. Nel 1891 il territorio
di Giba venne attraversato da una ferrovia che trasportava carbone e
distillati del legno che venivano prodotti nella Foresta Pantaleo
(Santadi) dalla società francese “Forges”; nel molo di Porto Botte
venivano caricati i velieri che facevano la spola con Marsiglia e
Tolone. Giba entrò a far parte del comune di Villarios nel 1853; nel
1858 Giba possedeva una chiesa parrocchiale e ottenne un sussidio di
300 lire dal governo per la realizzazione di una scuola. Nel 1875
Masainas diventò sede municipale e Giba divenne frazione del nuovo
comune. Il 30 marzo 1928, con atto deliberativo del podestà, Giba
divenne comune accorpando Villarios, Masainas, Sant’Anna Arresi e
Piscinas, (Masainas diventò comune autonomo nel 1975 e Sant’Anna Arresi
nel 1965). Una parte dell’antica Giba si trovava più a nord rispetto
alla posizione attuale, in una zona denominata Tului che ora appartiene
al comune di Tratalias.
Gli scritti pisani attestano la presenza di una chiesa dedicata a San
Giorgio, risalente all’XI secolo come la chiesa di Santa Marta, e un
castello andati ormai completamente distrutti. Verso la fine del 1800
alcune famiglie cominciarono a trasferirsi nel paese attuale, in zona
San Pietro, ma qualche famiglia ha continuato a vivere a Tului sino
alla fine degli anni 50; dell’antico paese ormai restano solo pochi
ruderi, alcuni dei quali sommersi dall’acqua.
Santa Marta
La chiesa di Santa Marta si trova a Villarios, nella zona dove prima
sorgeva l'antico paese. Risale all'II secolo (alcuni scritti ne
testimoniano l'esistenza già nel 1068) e faceva parte delle chiese del
vescovato del Sulcis come la chiesa di Santa Maria di Palmas, la chiesa
di Santa Maria di Flumentepido e la chiesa di San Giorgio di Tului.
Archeologia
Nel territorio di Giba sono presenti parecchie testimonianze della
presenza dell’uomo sin da epoche neolitiche e nuragiche; molte di
queste testimonianze sono andate perdute, e nonostante la rilevante
importanza di tali reperti non si è ancora provveduto a eseguire
approfonditi studi e a recuperane almeno una parte.
In territorio di Giba sono presenti i seguenti siti archeologici:
* le Domus de Janas risalenti al 3000
a.C., di cui una non visitabile perché ricoperta in seguito ad alcuni
studi, per evitare saccheggi e atti di vandalismo;
* i vari Nuraghi risalenti al 1600 a.C.,
all'incirca una decina, tra cui il complesso nuragico di Meurra;
* le Tombe dei giganti, una vicina al
Nuraghe Meurra e altre due, probabilmente tre, nel territorio di
Villarios.
Numerose anche le tracce dei Fenici e dei Cartaginesi: parecchie le
tombe ritrovate nelle campagne, ormai non più visitabili, i cui reperti
sono stati catalogati e conservati nei musei oppure saccheggiati da
privati.
Del periodo romano restano il basamento di un ponte, i resti di una
strada e due ville con terme, una in località Bettiani, denominata Sa
Cresiedda, e l’altra in località Is Concias.
Nuraghe Meurra
Il complesso nuragico di Meurra segna i confini tra Giba, Tratalias e
San Giovanni Suergiu; è un nuraghe complesso, in ottime condizioni,
risalente al XII secolo a.C. attorniato dai resti di un villaggio
nuragico, pozzo sacro e Tomba dei giganti, parzialmente distrutti dai
lavori di distribuzione dell’acqua nell’invaso di Montepranu.
Pur essendo un monumento di grande interesse, è ancora in attesa di
essere valorizzato con futuri scavi e studi.
Economia
L’economia si basa su pastorizia e agricoltura: il comparto zootecnico
e caseario produce formaggi e carni di pecora e agnello, quello
agricolo produce carciofi e, grazie alla gran diffusione delle serre,
ortaggi e, in particolare, il pomodoro da mensa. Alla produzione
agricola concorre anche l'olivicoltura e, soprattutto, la viticoltura;
dall'uva del vitigno Carignano del Sulcis si produce l'omonimo vino
conosciuto a livello internazionale.
Gastronomia
La cucina locale si caratterizza per i dolci, il pane, i formaggi, gli
ortaggi, soprattutto pomodori e carciofi, e il vino.
Per quanto riguarda i primi piatti troviamo vari tipi di pasta:
Mallareddusu, Curroxionis (ravioli di ricotta e bietola) Sappueddusu
(pasta di farina integrale) Pillusu (pasta ottenuta dagli avanzi della
pasta dei ravioli) Macciamurru (zuppa di pane Civraxiu tagliato a fette
ammorbidito con brodo di carne e pecorino grattugiato e cotto al forno)
e i legumi, soprattutto fave. Per i secondi piatti, arrosti di vari
tipi di carne (agnello, pecora, maiale, cinghiale) o pesce, agnello in
umido con i carciofi e pollo ripieno.
Il pane è ancora preparato con i forni tradizionali; molte famiglie
possiedono un forno a legna tradizionale e preparano il pane in casa.
Esistono vari tipi di pane, diversi in base alla stagione e
all’occasione in cui erano preparati.
Civraxiu
Su Civraxiu era il pane giornaliero, preparato con la semola o con la
farina integrale (Civraxiu Nieddu). Su Coccoi, pane di semola lavorato
con delle punte, veniva preparato in occasioni di festività come
Natale, Pasqua, battesimi e matrimoni; più era importante l’occasione
più veniva decorato, e prendeva il nome di Coccoi Pintau.
Coccoi Cun S'Ou
Per Pasqua si preparava Su Coccoi Cun S’Ou, pane Coccoi con un uovo al
centro, e Sa Pippia Cun S’Ou, bambolina di pane con un uovo in
corrispondenza della pancia (era un simbolo di maternità, di buon
auspicio per le donne).
Pippia Cun S'Ou
Per la giornata dei morti, veniva preparato Su Pani De Saba, pane
condito con Sa Saba (marmellata di uva) farcito con noci e mandorle, e
guarnito con Saba e palline di zucchero colorate (Tragera). In base al
periodo si preparavano dei tipi di pane conditi con ortaggi e prodotti
di stagione: Pani Cun Tamatiga (pomodoro), Pani Cun Oria (olive), Pani
Cun Fa (fave), Pani Cun Gerda (pezzetti di carne di maiale), Pani Cun
Arriscottu (ricotta), Pani Cun Cipudda (cipolla), Pani Cun Casu
(formaggio fresco), Pani Cun Pabassa (uva passa).
I dolci tipici sono: Amaretti, Pistoncus (dolci ricoperti di glassa)
Gatteaux, Pabassinas (dolce con marmellata d’uva), Gueffusu (dolci di
mandorla e zucchero), Piricchittus (dolci ricoperti di glassa al
limone) e le Pardulas, con ripieno di formaggio e dalla particolare
forma "a rosa"; fatta una striscia di pasta, si mette sopra il ripieno
e si avvolge il tutto su se stesso sino ad ottenere una forma che
ricorda vagamente una rosa.
Artigianato
L'artigianato è diffuso a livello familiare. È particolarmente
sviluppato l’artigianato tessile: moltissime persone possiedono un
telaio artigianale e vengono confezionati bellissimi tappeti, arazzi,
cuscini, coperte e asciugamani, conosciuti e apprezzati in tutto il
mondo.
Vi sono molti artigiani che producono coltelli, cestini e bravissime
ricamatrici; si producono anche oggetti particolari e interessanti come
Is Pippiasa de Canna, bamboline con il corpo di canna vestite con il
costume tradizionale, oppure le zucchine decorate
Zucchine decorate a fuoco
a fuoco, utilizzate dagli uomini come borraccia con il costume. Esiste
inoltre un tipo d’artigianato che riguarda la confezione del costume:
sono poche, infatti, le sarte capaci di confezionare un intero abito
tradizionale.
Pippiasa de canna
Vi è però un buon numero di persone capaci di produrre pizzi a mano,
ricami e confezionare a mano elementi particolari del costume.
Sagre e feste
A Giba
29 giugno
San Pietro Martire Un tempo la festa si svolgeva con la processione
dalla Chiesa nuova alla vecchia chiesa campestre verso il Lago di Monte
Pranu. Da ormai molti anni invece i festeggiamenti religiosi si
svolgono interamente nella chiesa nuova e il Santo viene però portato
in processione passando per un piccolo tratto per la piazza -dedicata
al Santo- che porta al lago per ricordare proprio il vecchio tragitto.
Si celebra una messa di mattina e una di pomeriggio, seguita da una
solenne processione che accompagna il Santo Patrono per le vie del
paese, seguita da un corteo di persone in costume tradizionale, gruppi
folkloristici, cavalieri e banda musicale. Il Santo viene portato in
spalla da quattro uomini vestiti in costume. I festeggiamenti civili
possono durare da uno a tre giorni e consistono in spettacoli serali di
tipo folkloristico e musicale, e si svolgono in Piazza San Pietro, in
prossimità della chiesa.
Prima decade d’Agosto
Sagra del Pane
Seconda domenica di
settembre
Beata Vergine del Rimedio festeggiamenti articolati in tre giornate:
sabato sera (S.Messa alla Santa), domenica sera (S. Messa e prima
processione per una parte del paese) e lunedi sera (S. Messa e seconda
processione per le vie del centro). Nei tre giorni (alcuni anni i
festeggiamenti civili vengono prolungati anche al martedì) nella piazza
del paese hanno luogo i festeggiamenti civili.
Nella frazione di
Villarios
* 19 marzo: San Giuseppe sposo della
Beata Vergine
* 29 luglio: Santa Marta
Amministrazione comunale
Sindaco: Learco Fois (lista civica) dal 10/05/2005
Centralino del comune: 0781 964023
Posta elettronica: non_disponibile