e prime testimonianze storiche di Fluminimaggiore risalgono al 1272
nel ( Codex Diplomaticus Sardiniae), luogo di confine tra i
giudicati di Arborea e Cagliari era originariamente composta da
piccolissimi villaggi. L'attuale posizione del paese nasce nel 1700 ad
opera di Eleonora Gessa e Don Ignazio Asquer che incaricheranno alcune
famiglie di Terralba di popolare questi territori. Attorno al 1800 il
tessuto agricolo e pastorale che per secoli aveva marcato lo sviluppo
del paese viene sostituito da un'intensa mineraria conclusasi circa un
ventennio fa.
Fluminimaggiore oggi, si trova a dover fare i conti con una realtà
economica e sociale nuova e difficile. La progressiva chiusura dei
cantieri minerali e la forte emigrazione degli anni passati con
relativo abbandono delle campagne, hanno modificato una tradizione
secolare che vedeva miniere ed agricoltura punti economici trainanti e
di sicuro riferimento; attualmente si pone il problema di creare
soluzioni alternative, risposte in positivo, perché questo territorio
ricco di storia e tradizione possa ancora vivere.
Fluminimaggiore ha tutti i requisiti e le potenzialità per guardare con
fiducia e serenità al fu turo nonostante i gravi problemi attuali ed il
gran numero dì giovani senza lavoro. In realtà sono state già poste le
basi per un moderno e razionale sviluppo dell'agricoltura e per una
valorizzazione turistica delle sue molteplici ri sorse che possono
costituire una impagabile opportunità di crescita culturale per chi le
visita ed una grande occasione di sviluppo per l'economia del paese.
Da ricordare ancora la capacità e la vivacità del settore artigianale
che offre pregevoli prodotti (ferro battuto, intarsio del legno,
tappeti, coltelleria, ricamo), che uniscono tradizione ed innovazione.
In conclusione Fluminimaggiore con le sue testimonianze storiche, le
sue incomparabili bellezze naturali, la sua gente aperta ed ospitale,
si propone un rilancio ambizioso che passa attraverso la riscoperta e
la valorizzazione delle sue risorse rimaste troppo a lungo in ombra.
GEOGRAFIA
Il territorio di Fluminimaggiore ha un'estensione di 10.821 ha.
Composto da alte montagne che dalle pendici del Monte Linas discendono
verso il mare con ampi territorio collinari e la Piana di portixeddu
assai fertile. Il nome del paese deriva dal Rio Flumini Mannu che ne
attraversa il territorio. Calcari Cambrici si alternano a scisti
Ordoviciani con una ricchezza di fossili e minerali davvero unica.
VIABILITA'
Il centro abitato si trova a metà strada fra Iglesias e
Arbus, servito dalla SS 126, verso il mare la viabilità principale è
caratterizzata dalla Strada Provinciale che dal Bivio di Sant'Antoneddu
si dirige verso Buggerru e da qui verso Gonnesa. Centinaia di km di
strade a penetrazione agraria e minerarie permettono di percorrere
agevolmente i territori interni.
CRITICITA'
Il territorio è stato interessato da un'intensa attività mineraria che
ne ha modificato profondamente l'aspetto. Numerose le miniere e cave a
cielo aperto con gravi situazioni di pericolo . Discariche e
depositi di inerti abbisognano di urgenti interventi di messa in
sicurezza e ripristino ambientale.
APPROVVIGIONAMENTO IDRICO
Il Fluminese è assai ricco d'acque sorgive. Le principali sorgenti sono
: Pubusinu con circa 220 lt/sec. E Su Mannau con circa 60 l/sec. Queste
due sorgenti alimentano il centro abitato. Altre importanti sorgenti si
trovano sparse nel territorio e alcune assai di pregio per la tipologia
delle acque sono limitrofe al paese. Per l'irrigazione è stata
realizzata una piccola diga all'ingresso del centro abitato che
permette l'irrigazione della Piana di portixeddu e degli orti a valle
del centro abitato.
Una nuova diga è in fase di realizzazione in località Bau Porcus.
ACQUE REFLUE
Il trattamento delle acque reflue avviene a mezzo di depuratori. Uno a
valle del paese che però presenta problemi di funzionamento e quindi
emette acque non riciclabili. In località Portixeddu è sito
un piccolo depuratore a fanghi attivi per il trattamento
delle acque provenienti dalla frazione omonima.
La località di sant'Angelo non è ancora servita da impianto
di depurazione.
Il territorio offre validi reperti che testimoniano
l'alternarsi di numerose civiltà. Le tracce più antiche (bronzo antico,
1500 a.C.) furono rinvenute nelle grotte dì Genna Luas e S' Oreri. Alla
civiltà nuragica appartengono invece le tombe dei giganti di Perdas Al
bas, i recinti di Sa Corti de Su Estiu, i nuraghi di Su Barbaraxinu, S'
Oreri, Capo Pecora, Narucci, Conca Muscioni.
La presenza fenicia è documentata dal tempio punico di Antas e dai
reparti della grotta di Su Mannau; quella romana soprattutto dal tempio
romano di Antas, ma anche con resti.di strade, ville, pani di piombo,
scavi minerari e un' infinità di monete.
Carente di notizie, come nel resto dell'Isola, è invece il periodo
compreso tra il 600 e il 1000. Attorno al 1100 si ebbe invece un
risveglio dell' attività mineraria, specialmente nelle .zone di
Malacalzetta e Arenas.
La prima notizia storica dell' esistenza del Paese, chiamato allora
Flumenmajor, risale al 1272 (Codex Diplomaticus Sardiniae), esistenza
confermata da altri documenti del 1336 (Archivio di Aragona), e del
1421 (concessione di feudo da parte del Re Alfonso al Visconte Gessa).
Il Paese, che sì trovava allora alla foce del Riu Mannu, fu distrutto
attorno al 1650 da un'incursione barbaresca. Lo Strafarello scrive che
nel 1665 si vedevano ancora i resti delle case e l'Aleo, nel 1684, lo
inserisce in un elenco di paesi abbandonati del Sulcis Iglesiente.
Il 22 Aprile 1704 il Paese fu ricostruito, più lontano dal mare, dalle
famiglie Maccioni, Pinna, Serpi, provenienti da Terralba. Lo sviluppo
fu rapido, favorito dalla verginità del suolo, che dava ottimi
raccolti, e dalla ricchezza di foreste, che consentiva la produzione dì
grandi quantità di legna e di carbone. Nel 1860 si ebbe un ulteriore
impulso con l'inizio dell' estrazione mineraria. Nei primi anni del
1900, Flumini e Buggerru, con la presenza di sindacalisti famosi come
Cavallera e Battelli, entrarono nel vivo delle rivendicazioni operaie,
con vicende anche cruente, che culminarono con i fatti dì Buggerru del
Settembre 1904. Nel 1914 lo stesso Battelli divenne Sindaco di
Fluminimaggiore.
La crisi mineraria degli ultimi decenni ha colpito duramente il Paese
che ha pagato con un aumento vertiginoso della disoccupazione e dell'
emigrazione.
Situato nell' entroterra della costa Sud - occidentale
Sarda, Fluminimaggiore ha un' estensione territoriale di oltre 10.000
Ha, misura da triplicare se si considera il Fluminese nella sua
globalità.
In questa regione, dalle caratteristiche assai variabili, per gli
aspetti geografici e paesaggistici, sembra sì sia venuta a concentrare
buona parte della storia della Terra, dal Paleozoico all'attuale.
Esaminando sommariamente il territorio, si possono identificare quattro
aspetti fondamentalmente diversi interessanti notevoli estensioni e
altri su superfici più limitate.
Oltre il 60% è costituito da terreni scistosi Siluriani che si
estendono da Piscina Morta a Santa Lucia, a Monte Argento, a Is Arrus,
a Zenneru a Bau Porcus; sono terreni morfologicamente irregolari, con
superfici accidentate. La roccia nuda affiorante ovunque, le forti
pendenze e la presenza di corsi d'acqua a carattere torrentizio
concorrono allo stato dì già avanzata degradazione del suolo, compiace,
spesso, l'intervento scriteriato dell' uomo.
Nella parte a Sud del Paese (Su Mannau, Gutturu Pala, Arenas) si
infila, nei suddetti terreni, la propaggine settentrionale del blocco
calcareo metallifero cambrico del Stilcis - Iglesiente. Anch' essa
presenta una morfologia assai accidentata, con dirupi verticali (Corona
Arrubia, Gutturu Pala, Pilloca) e con spinto carsismo (grotte e fiumi
sotterranei). Quando la pendenza non è eccessiva, ampie distese di
lecci ne ricoprono il suolo.
La zona a Nord del Paese, con scisti e filladi, si presenta con forme
più dolci e arrotondate, dall' aspetto collinare (Niu Crobu, Bega),
mentre nella valle del Riu Mannu, dal substrato alluvionale, si sono
riversate le dune sabbiose eoliche quaternarie e attuali, localmente in
via di stratificazione.
I rilievi del Fluminese, con alcune cime superanti i 1000 m, hanno
quasi le caratteristiche di alta montagna. Geograficamente importante
anche il gruppo di Monte Argentu, sbarramento al vento di Maestrale,
uno dei venti dominanti.
L'idrografia è sviluppata, sia quella superficiale che quella ipogea ;
fra le più importanti fonti, sono da ricordare Pubusinu (300 1 / sec.)
e Su Mannau (90 1 / sec.) ; numerosi i corsi a carattere torrentizio
(Is Arrus, Billittu, Bega) che possono dare origine a vere alluvioni.
Malgrado la vicinanza del mare, il clima in inverno è paragonabile a
quello di un paese di media montagna, per lo sbarramento offerto dai
monti che circondano il Paese.
L'aspetto paesaggistico è altrettanto variabile ; si passa da zone
ricoperte da boschi dì leccio, con abbondante sottobosco, a zone
cespugliate o addirittura spoglie di vegetazione. La causa della
degradazione è da ricercare negli incendi, nei tagli massicci, nelle
discariche minerarie che oltrettutto deturpano gravemente il paesaggio.
Il Fluminese offre quindi allo studioso e agli appassionato degli
aspetti assai interessanti soprattutto nel campo della geologia, della
paleontologia, della speleologia, della botanica.
ALTRE NOTIZIE
Le manifestazioni religiose più importanti sono : Festa patronale di
sant'Antonio da Padova il 13.06; Festa di Santa Maria 15.08 – Falò di
S. Antonio Abate il 16.01 – La Sagra della capra - Agosto.