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Scritto da MARALB
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Santadi
Santadi
C
entro situato nel cuore del Sulcis, Santadi offre a coloro che lo
visitano un insieme di caratteristiche e peculiarità, difficilmente
riscontrabili tutte insieme in un unico paese. Gli abitanti sono circa
4000, distribuiti in un ampio territorio pianeggiante, attorniato da
zone gradatamente più mosse ed aspre.
L'abitato sorse in epoca medioevale, ma dovette affrontare un periodo
di forte spopolamento, sino a quando nel Settecento, ebbe la
possibilità di risorgere come nucleo agricolo.
Ancora oggi Santadi basa la propria economia sull'agricoltura, forte di
una tradizione vinicola che ci ha portato ai vertici del settore sia in
Sardegna che nel resto d'Italia e nel mondo.
Inoltre, altro settore di notevole importanza è sicuramente il comparto
caseario che, grazie all'opera dei singoli ha conosciuto un momento di
intenso sviluppo, che si è ridotto a causa dei problemi riscontrati
nell'intera zona del Sulcis, inerenti tale attività.
Santadi (l'antica Sant'Agata de Zulches, secondo alcuni) si trova nella
Sardegna meridionale. nel Basso Sulcis, a Sud Ovest del Capoluogo sardo
dal quale dista circa 60 Km. Il centrro abitato è situato a 134 metri
sul livello del mare, quasi nel cuore di un ampia vallata verso il
quale dirada un gruppo montuoso che nel territorio comunale raggiunge
la massima altitudine con i 1104 metri del Monte Tiriccu.
Santadi è un paese di circa 4200 abitanti, con economia prevalentemente
agropastorale. Il centro è diviso in due parti dal Riu Mannu.
Caratteristici sono i furriadroxius, piccoli agglomerati di case
contadine realizzarte quasi sempre con mattoni di argilla, che in
passato accoglievano chi si dedicava alle attività agricole. Sono
decine e sono sparsi per le campagne in tutto il territorio.
Il clima è quello tipico delle località a ridosso delle coste del
mediterraneo: estate asciutta e calda ma con frequenti, rinfrescanti
folate di maestrale, autunno moderatamente piovoso (ma quando piove
quanti funghi !!), inverno generalemente mite e primavera splendida,
dolce e coloratissima.
Il territorio si estende su circa 117.2 Kmq, 50 dei quali occupati da
un fitto bosco di lecci, fillireee, sughere, ginepri, infoltito e
talvolta sostituito da un impenetrabile sottobosco di corbezzoli,
lentischi, eriche, cisti, mirti, agrifogli e altre essenze tipiche
della macchia mediterranea.
In questa foresta ancora in parte incontaminata non è raro ammirare,
tra le sorgenti e i dirupi, esemplari della fauna tipica sarda. In
particolare sono ancora presenti il Cervo Sardo, il Daino, il cinghiale
e una varietà di uccelli rapaci.
Il territorio di Santadi e dei comuni limitrofi è stato abitato fin
dalle epoche più remote. Esiste infatti un sorprendente numero di
insediamenti umani di notevole interesse storico e archeologico.
Particolarmente significativi: la Fortezza fenicio-punica di Pani
Loriga e la Tomba dei Giganti di Barrancu Mannu, mentre nel comune di
Villaperuccio esistono i siti Montessu e la Piana dei Menhir.