arloforte (U Pàize, ossia Il Paese in ligure tabarchino) è un comune
di 6.455[1] abitanti della provincia di Carbonia-Iglesias, situato
sull'isola di San Pietro; l'isola, piuttosto grande per essere occupata
da un solo comune, è situata a circa 10 Km dalla costa sarda, nella
regione del Sulcis-Iglesiente. Oggi è un comune onorario della
Provincia di Genova.
Storia
Carloforte è un'isola linguistica ligure e si può considerare una "
espressione linguistica di un quartiere della Genova antica", in quanto
l'isola di San Pietro, a poca distanza dalla costa sarda (Sud-Ovest
della Sardegna) fu colonizzata da Pegliesi provenienti da Tabarca,
località tunisina, nel 1738.
Carloforte, unico centro abitato dell'isola, fu realizzata su progetto
dell'architetto piemontese Augusto de la Vallée. Gli abitanti di
Carloforte conservano ancora intatto il dialetto dei loro avi liguri
che per il comune passaggio nell'isola tunisina di Tabarka è detto
Tabarchino. Gli abitanti di Carloforte sono detti Carlofortini o
Carolini; parlando di se' stessi, in termini di etnia, si definiscono
Tabarchini.
I suoi abitanti partirono nel 1542 da Pegli, giungendo da Pegli e dai
vicini paesi della riviera ligure, ed al seguito dei Lomellini,
cospicuo casato genovese dedito ai traffici, si insediarono sulla costa
tunisina nell'isolotto di Tabarka nei pressi di Tunisi, dove pescarono
corallo e si dedicarono a traffici e commercio fino al 1738; vennero
per questo definiti "Tabarchini".
Nel 1738 una parte dei Tabarchini, con a capo Agostino Tagliafico,
chiesero al Re Carlo Emanuele III di Savoia di colonizzare l'isola di
San Pietro, allora deserta,negli ultimi anni a Tabarka era diminuito il
corallo, e continue erano le loro disavventure politiche e commerciali
e la concessione dei Lomellini era diventata meno redditizia, ed erano
aumentati i dissidi con gli Islamici. A causa di questi i tabarchini
ritennero opportuno gestire i loro commerci da un territorio pìù comodo
e vicino alle coste africane e l'isola di san Pietro rispondeva allo
scopo trovandosi a un tiro di schioppo dai territoi saraceni di loro
interesse commerciale.
In onore del Re, a cui i nuovi abitanti eressero una statua nella
piazza pricipale del paese ecome segno di loro eterno riconoscimento e
fedeltà, il paese si chiamò Carloforte (Carlo il Forte, Carlo il più
Forte) ed a San Carlo Borromeo fu dedicata la chiesa parrocchiale, il
re donò per l'occasione un pregiato quadro raffigurante il Santo
Patrono, ancora oggi nell'abside della parrocchiale, testimone della
colonizzazione dell'isola. Dopo una lunga sosta alla tonnara di
Portoscuso in attesa che il loro paese fosse approntato, i primi tempi
durissimi per la presenza di aree insalubri, poi bonificate, e
conseguenti malattie, in breve la colonia riuscì a migliorare le
proprie condizioni ed a prosperare, fu di supporto l'arrivo di altri
coloni da Tabarka, e di un gruppo di famiglie provenienti direttamente
dalla Liguria. Una ampia zona paludosa bonificata presso il paese fu
allestita a salina che risultò essere molto redditizia.
Un secondo insediamento di coloni provenienti da Tabarka e guidati dal
loro capo Porcile, avvenne nel 1770 nella vicina Isola di Sant'Antioco,
sul lato prospiciente all'Isola di San Pietro, dove fu fondato il paese
di Calasetta.
Nel 1798 Carloforte subì una feroce incursione piratesca: 900 suoi
abitanti furono catturati e tenuti schiavi a Tunisi per 5 anni.
Successivamente furono riscattati perr intervento del Papa e di Carlo
Emanuele. Le persecuzioni piratesche però continuarono ancora per
diversi anni, fino a quando il fenomeno fu definitivamente represso in
tutto il Mediterraneo.
A testimonianza delle incursioni barbaresche restano ancora alcuni
tratti di mura di cinta a difesa del paese, la dotazione di forti, e
diverse torri di avvistamento.
Anni dopo la cittadina fu invasa dai francesi di ritorno dalla
spedizione in Egitto, guidata da Napoleone, fu da loro chiamata isola
della libertà. Nell'occasione dimentichi del giuramento di fedeltà al
re Sardo che li aveva ospitati nel territorio del proprio regno e a cui
avevano prestato giuramento e dedicato anche un monumento, da racconti
storici del tempo sembra che gli abitanti trovassero affinità elettiva
e culturale con i nuovi invasori e nella fretta di condividerli con
loro demolirono il monumento innalzato al loro benefattore e tentando
si sotterrare la statua, che non voleva sentirne di entrare di corsa e
agevolmente nella buca scavata per nasconderla ai francesi,sembra
decisero di mozzargli un braccio. Memore di quella e con quella
mutilazione e di quel momento storico, la si può ammirare ancora oggi
in quello stato, nella piazza in cui si trova.
Infine nelle scogliere del paese, vive e nidifica il falco così detto
della regina( il nome di regina non è altro che il titolo dato alla
Giudichessa Eleonora d'Arborea che con sue leggi speciali aveva inteso
già dal tempo proteggere tale volatile).
Il 10 novembre 2004 Carloforte è stato riconosciuto come comune
onorario dalla Provincia di Genova in virtù dei legami storici,
economici e culturali con il capoluogo ligure e, in particolare, con
Pegli. Nel 2006 questo riconoscimento fu dato anche alla vicina città
di Calasetta.
Carloforte vive tutti gli anni celebrazioni di gemellaggio con Pegli.
Anche l'architettura, la cultura, i costumi, gli usi di Carloforte sono
di tipo strettamente ligure.
Una parte minore di popolazione proveniente dall'esodo di Tabarca si
diresse alla costa spagnola nei pressi di Alicante, fondando il
villaggio di Nova Tabarca, dove però la popolazione attuale, pur
conservando in parte i cognomi originali, è stata completamente
assorbita come linguaggio e costumi dalla comunità di lingua catalana.
La popolazione di origine tabarchina è dispersa inoltre in tutto il
mondo, primariamente a Genova e sulla costa ligure, a Gibilterra, a
Boca di Buenos Aires, ed in genere soprattutto in città portuali per un
numero stimato di oltre 18.000 persone.
Società
Lingue e dialetti
Il dialetto tabarchino, con ambizioni di lingua scritta, origina
direttamente dal Ligure del XVI secolo e si è in parte coevoluto con la
lingua ligure e genovese per via dei contatti mantenutisi con la
regione linguistica madre, sia durante la permanenza in Tunisia, che
dopo la colonizzazione dell'isola di San Pietro, per transito di
persone e di traffici.
Infatti il porto di Carloforte, per la sua posizione, ha avuto fino
all'inizio del 1900 una notevolissima importanza come sede di
navigazione e traffico marittimo di medio cabotaggio. La lingua
conserva come deposito linguistico alcuni sostantivi e rare forme
grammaticali alquanto desuete nel genovese attuale, non riporta
peraltro i francesismi affluiti nel genovese nei secoli recenti.
E' curiosa la perdita di termini dialettali non più usati in terra
africana, come quelli per il gelo, la neve ed il ghiaccio, riacquisiti
poi dall'italiano; sono anche ovvie le acquisizioni per nomi di cibi o
verdure tunisini fatti propri dai tabarchini ed appartenenti ora alla
cultura tabarchina, il cashcà (derivato dal cus-cus tunisino) noto
piatto di semola di grano, la facussa (dal tunisino faguss), un
particolare cetriolo dolce.
L'accento, denominata còccina, del tabarchino tipico è soprattutto
quello di Pegli e del ponente ligure, piuttosto che quello del genovese
puro.
Come affluenze linguistiche esterne sono da segnalare pochissimi
sostantivi di origine sarda, araba, toscana, in ordine di ricorrenza.
La lingua tabarchina è in Italia tra le maggiori come frequenza di uso
nella sua popolazione competente e oltre l'80% della popolazione la usa
correntemente.
Cultura
Personalità legate a Carloforte
* Nel paese di Carloforte nacque visse e
morì l'attore Gianni Baghino, (1919-1995), uno dei più ricordati
caratteristi italiani.
Eventi
La Madonna dello Schiavo, Patrona di Carloforte
La Madonna, (una piccola statuetta in legno), probabilmente una piccola
polena di un veliero portata sulla spiaggia dai marosi, fu trovata dal
giovane schiavo tabarchino Nicola Moretto nella spiaggia di Nabeul,
presso Tunisi il 15 novembre 1800. Il ritrovamento della "Madonnina
Nera" fu accolto come un segnale divino dagli schiavi in terra
d'Africa, ma soprattutto come esortazione e conforto per sopportare le
tribolazioni e le persecuzioni.
Portata nell'Isola di San Pietro nella loro emigrazione dagli schiavi
liberati, la Madonnina è rimasta un fortissimo simbolo di fede ma, al
di fuori del significato strettamente religioso, anche di libertà e di
forte unione solidale della comunità.
La festa della Madonna dello Schiavo è senza dubbio quella più sentita
dalla comunità Carolina e da diversi anni questa festa si rinnova anche
a Pegli l'ultima domenica di novembre.
San Pietro, Patrono dei Pescatori
La devozione a San Pietro risale alle origini della colonia. Il culto
per il santo protettore dei corallari e dei tonnarotti verteva attorno
alla chiesetta delle Fontane, di impianto duecentesco, ma ristrutturata
nel XVIII secolo. Ancora oggi il 29 giugno è festa solenne per
Carloforte.
I festeggiamenti si concludono a sera con una suggestiva processione a
mare e, successivamente, spettacolo pirotecnico a tempo di musica.
La devozione religiosa svolse importante funzione per propiziarsi la
benedizione divina nelle imprese di mare, data la forte tradizione
marinara della popolazione, e nella calata della Tonnara,
importantissima risorsa dei secoli passati, impresa a cui partecipava
tutta la popolazione.
Girotonno
Il Girotonno è una caratteristica manifestazione culturale e
gastronomica che si svolge tutti gli anni a Carloforte, nel periodo
della mattanza dei tonni.
L'evento, giunto alla sua settima edizione, si svolge tra fine maggio
ed inizio giugno e vede la presenza di numerosi paesi mediterranei e
non, ciascuno con la propria cucina tipica.
Creuza de ma
"Creuza de mà" è la manifestazione, giunta alla seconda edizione, che
si svolge a carloforte nel mese di settembre. Essa fa parte
dell'iniziativa "le isole del cinema" che si compone di 4
manifestazioni tra cui "Pensieri e parole" (isola dell'Asinara), "La
valigia dell'autore" (isola La Maddalena), "Una notte in Italia" (isola
di Tavolara) e appunto "Creuza de ma" a Carloforte.
Amministrazione
Sindaco: Agostino Stefanelli (lista civica) dal 29/05/2007
Centralino del comune: 0781 8589200
Posta elettronica: segretario@comune.carloforte.ca.it
Gemellaggi
Carloforte è gemellata con le seguenti città:
* Alicante bandiera Spagna
* Camogli bandiera Italia
* Montecchio Maggiore bandiera Italia
dal 2009
Inoltre è gemellata con il quartiere di Genova Pegli, e la Provincia di
Genova.