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Iglesias
Scritto da MARALB   
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Iglesias






Iglesias


piazza


I
glesias (in sardo Igrèsias) è una città di 27.773 abitanti della Sardegna sud-occidentale, nel Sulcis-Iglesiente. È capoluogo, assieme a Carbonia, della provincia di Carbonia-Iglesias e sede vescovile (Diocesi di Iglesias).


Storia

La Storia di Iglesias è decisamente molto antica e risale interamente a tracce preistoriche installate sul Territorio: le tracce più antiche d'insediamento umano risalgono alla Cultura Neolitica di San Michele di Ozieri, con tombe a fossa, le famose Domus de Janas, nell'area montuosa di San Benedetto. Seguono ulteriori tracce di frequentazioni nuragiche (vari Nuraghi ormai diroccati sono presenti sul territorio), e ovviamente immancabili rinvenimenti archeologici di ceramiche fenicio-puniche. In Età Romana risulta che vi siano state frequentazioni assidue, specie per via delle Miniere d'Argento presenti sul Territorio. Le fonti parlano di Metalla, la favolosa città perduta, forse al confine tra Iglesias e Fluminimaggiore, sito principale di estrazione mineraria nel Territorio.

Nell'Alto Medioevo si perdono le tracce umane,per lo meno nella prima metà. Dall'VIII° Secolo d.C., invece, riappaiono tracce urbane, con la Chiesa Bizantina di San Salvatore, recentemente restaurata e recuperata, che è una testimonianza della presenza degli eserciti di Bisanzio. Nel Basso Medioevo: Prima Villa di Chiesa (in latino Villa Ecclesiae) sotto il dominio pisano e poi Iglesias sotto la dominazione degli Aragonesi nel XIV secolo, la città cominciò ad acquistare una certa importanza a partire dal XIII secolo sotto la dominazione di Pisa, grazie ad un nuovo impulso nell'estrazione del carbone, della blenda (minerale di zinco) e della galena (minerale di piombo), nonché di modeste quantità d'argento.

monteponi


La famiglia pisana Della Gherardesca vi costruì un castello (pesantemente modificato e restaurato nei secoli) e finanziò la costruzione di diverse chiese, la prima delle quali fu, presumibilmente, quella di Nostra Signora di Valverde nel 1200; molte altre chiese sorsero negli anni a venire, tante da determinare il nome della città. Fiore all'occhiello della Città Medievale è il Breve di Villa di Chiesa, il più antico Codice di Leggi della Città, esistente in una copia del 1327 perfettamente conservata e custodita presso l'Archivio Storico Comunale.

Le miniere

Iglesias conobbe alti e bassi nel corso della sua storia a causa dell'economia quasi esclusivamente legata alle risorse minerarie. I momenti di maggior splendore vanno ricercati durante le già citate dominazioni pisana e aragonese (testimonianza di ciò la presenza di una zecca propria nella quale venne coniata una moneta in mistura d'argento chiamata Alfonsino), durante il dominio sabaudo nella seconda meta del XVIII secolo, sul finire del XIX secolo (Quintino Sella sponsorizzò l'estrazione mineraria e si meritò gloria imperitura con un monumento nella piazza principale della città), e durante il Ventennio mussoliniano. E' da precisare che durante lo sfruttamento delle sue miniere per esigenze scavatorie e di trasporto dei minerali nelle gallerie, gli ingegneri del tempo ricorsero ad un'importante invenzione(l'escavatore a pala o a cucchiaio) che si diffuse poi in tutto il mondo,la così chiamata o nota come l'Autopala Montevecchio. Da dire ancora, che il 1° distretto minerario d'Italia è composto unicamente dalla città di Iglesias, mentre il 2° distretto minerario d'Italia dalla Toscana più l'Umbria, ciò a dimostrazione dell'importanza delle miniere di questa città[senza fonte].

Nel XXI secolo, finita per sempre la ricchezza mineraria (pochissime miniere continuano a sopravvivere), Iglesias cerca di convertirsi a città turistica per via delle attrazioni di epoca medievale. Diverse iniziative sono nate (corteo medievale, torneo dei balestrieri, partita degli scacchi viventi ecc..) e la città si sta rifacendo il trucco per assomigliare sempre di più a quella di settecento anni fa. Curiosità: una cittadina di nome uguale a quella di Iglesias sarda si trova a nord della Spagna esattamente nelle Asturie.

Rioni e Quartieri

Oltre ai quattro quartieri storici che formano il centro medievale della città che sono: Fontana, Castello, Santa Chiara e Quartiere di mezo, Vi sono altri rioni che si sono sviluppati con la moderna espansione della città, i più importanti sono: Campo Pisano, Campo Romano,Col di lana, Monte Cresia, Monte Figus, Monteponi, Palmari, Sant' Antonio, San Salvatore, Serra Perdosa, Vergine Maria.

Riti della Settimana Santa

Particolarmente suggestivi risultano essere ad Iglesias i riti della settimana di Pasqua organizzati dalla antica Arciconfraternita del Santo Monte. La confraternita è attiva da cinque secoli come dimostrano le cronache del '600, si legge infatti che il 16/06/1616 arriva l'elevazione al rango di Arciconfraternita.

L'attività della stessa si manifestava nei tempi passati come l'assistenza ai condannati a morte ed ai malati oggi invece con l'aiuto alle persone più bisognose che stanno ai margini della società. I riti della settimana santa non hanno subito particolari modifiche nel corso dei tempi e mantengono una impostazione fondamentalmente simile, le pochissime novità portate sono minime ed essenziali. I "confratelli" che formavano la associazione erano di provenienza nobile e appartenevano alle famiglie più in vista della città.

igles


La gerarchia interna della confraternita è composta da un Conservatore, da un vice Conservatore, un Tesoriere, un Segretario e dal Sacrista Maggiore che hanno funzione di regolare le attività che vengono dirette e realizzate dal Corpo dei Confratelli o "Germani". L'abito di questi ultimi che si apprezza durante i riti è di chiara ispirazione e influenza spagnola, esso è bianco, lungo fino ai piedi e composto da un cappuccio con una visiera abbassata (sa visiera) dove compaiono solamente due fori per gli occhi. Il martedì santo si svolge la processione detta "dei misteri" vengono infatti portati sette simulacri che ricordano la passione di Cristo, essi rappresentano Gesù che prega nell'orto degli ulivi, la sua cattura, la flagellazione, l'Ecce Homo, la salita verso il Calvario, la Crocifissione e la Maria Addolorata. Le statue sono portate a spalla dai "Babballottis" tipica figura deli riti Iglesienti.

Il Mercoledì santo si procede alla benedizione e distribuzione ai fedeli dei rami di ulivo che adornavano la statua di Gesù che pregava nelle processione dei misteri. Il Giovedì santo a sera il Santissimo Sacramento viene solennemente esposto. E' solito visitare queste cappelle dette delle Reposizione. Per questo motivo, per antichissima tradizione, il Santo Monte sortisce in processione per compiere questo atto di pietà e di fede accompagnato dalle altre confraternite cittadine (Santissimo Sacramento e San Giuseppe).

A questa processione partecipano adulti e bambini con la tradizionale abito da babalotti: quest'abito ricorda quello degli antichi flagellanti che sin dal XIII secolo caratterizzavano con la loro presenza i principali momenti di fede della città. Rigorosamente incappucciati, come d'altra parte i Germani del santo monte, sfilano per i selciati della città vecchia in religioso raccoglimento, scortando il simulacro della Vergine Addolorata. Il tamburo e la matraccas (comprese quelle enormi che aprono il corteo) avvisano e scandiscono lo snodarsi del corteo.

Il Venerdì Santo è sicuramente il giorno più suggestivo della settimana santa, i Germani provvedono in strettissimo riserbo alla deposizione del crocifisso alle 15.00 in punto e poi iniziano i lunghi preparativi per la processione detta del "descenso" che inizia in tarda serata nelle vie del centro storico illuminate con della torce accese lungo i muri, il corteo inizia con la presenza de "Is Vexillas" con gli strumenti della Passione di Cristo, poi è il turno di S. Giovanni e la Maddalena due bambini vesti con fogge orientaleggianti accompagnati dagli Obrieri del Descenso che sono i due Germani responsabili della deposizione del Crocifisso e dei dettagli organizzativi di questa processione, poi passano "Is Varonis" che rappresentano le figure di Giuseppe di Arimatea e Nicodemo accompagnati da due servi, poi è la volta del baldacchino con il Gesù morto portato a spalle dai fedeli, la statua è a grandezza naturale opera artistica del XVII secolo. Dietro il baldacchino con Gesù senza vita la statua della Addolorata scorata dai componenti dell'Arciconfraternita, dietro di loro la grande croce lignea portata dai "Penitenti".

Corteo storico medievale

Tra le varie manifestazioni storiche che si svolgono ad Iglesias la più importante è senza dubbio rappresentata dal "Corteo storico medievale" che si svolge per le strade della cittadina mineraria il 13 di agosto. Il corteo è un evento molto particolare e suggestivo soprattutto per la bellezza degli indumenti tipici medievali che vengono indossati dalle centinaia di partecipanti. La manifestazione si svolge nel cuore della cittadina medievale percorrendo le vie del centro storico, i partecipanti sfilano accompagnati dal suono dei tamburi, delle chiarine e dalle evoluzioni molto particolari degli sbandieratori.


torre


I figuranti che partecipano alla sfilata sono intorno alle 500 unità e appartengono ai quattro Quartieri Storici della città di Iglesias (Castello, Santa Chiara, Fontana e Quartiere di Mezo)ed alle associazioni, corporazioni e gruppi storici cittadini (Gruppo Storico Ghibellina, Società Balestrieri Villa Ecclesiae, Associazione Balestrieri Iglesias, Gruppo Storico Musici Porta Sant'Antonio, Compagnia dell'Arco, Gruppo Storico Antiche Porte, Corporazione Vignaiuoli Contadini e Tavernari, Sbandieratori Aquile Ghibelline, Corporazione Lavoratori di Fosse, Saggitarii Vagantes, Sbandieratori di S.Guantino del Quartiere Castello) e di altri sodalizi soprattutto di alcuni comuni toscani come Pisa , Lucca, San Sepolcro, Castiglion Fiorentino, Massa Marittima e altri ancora.

Il Corteo Medievale nato nel 1995, fu organizzato dal Quartiere Castello. Il Corteo si ispira alla amministrazione Pisana in Villa di Chiesa (Iglesias sec. XIV) e propone attraverso la ricostruzione dei costumi, la borghesia toscana che viveva in città, fino dal tempo del Conte Ugolino della Gherardesca icona storica di questa bella Città che conserva un taglio toscano nella urbanistica e nella cultura alla quale si ispira appunto IL Corteo Storico Medievale. E' organizzato dalla S.Q.M.V.E. (Società Quartieri Medievali Villa Ecclesiae) e il Comune di Iglesias che sono riusciti, con l'apporto fondamentale dei Gruppi cittadini in costume, a fare dell'Estate Iglesiente un appuntamento con la Storia e lo Spettacolo unico nel suo genere in tutta la Sardegna. La fama del Corteo ha attraversato i confini regionali e oramai è un appuntamento di livello nazionale inserito in tutti i siti web che trattano di turismo, cultura e tradizioni.

Capoluogo di provincia

Il 12 ottobre 2005 con Delibera del Consiglio Provinciale n. 21 (Determinazione del Capoluogo. Atto Statutario.) a Iglesias, unitamente a Carbonia, è stata attribuita la qualifica di capoluogo della Provincia di Carbonia-Iglesias, della quale vi hanno sede gli organi del Consiglio Provinciale.

È situata a 200 m sul livello del mare e dista circa 8 km dal litorale.

Dal 2002 è gemellata con la cittadina tedesca di Oberhausen.

Persone legate alla città

    * Antonio Maccioni, religioso gesuita
    * Giovanni Sensi, valdese nativo di Iglesias, bruciato sul rogo a Condove nel 1403 dall'Inquisizione cattolica.
    * Nicolò Canelles o Canyelles, nativo di Iglesias, fondatore a Cagliari nel 1566 della prima tipografia della Sardegna, introducendovi l'arte tipografica, e Vescovo di Bosa nel 1577.
    * Marisa Sannia, cantautrice nativa di Iglesias.
    * Amedeo Modigliani, famoso pittore, nellagiovane età alloggiava spesso all'Hotel Leon d'oro, che allora si trovava in Piazza Municipio, insieme ai familiari
    * Foiso Fois (Iglesias, 28 dicembre 1916 – Cagliari, 21 febbraio 1984) è stato un pittore, critico d'arte e saggista italiano.


Amministrazione Comunale

Sindaco: Pierluigi Carta (centrosinistra) dal 23/05/2005
Centralino del comune: 0781 274300
Posta elettronica: sindaco@comune.iglesias.ca.it

Gemellaggi

    * Oberhausen, Germania


Date importanti per la città di Iglesias


6000 -750 a.C.
Il territorio di Iglesias fu frequentato sin dal neolitico antico, come attestano gli insediamenti all’aperto estesi sui colli che circondano la città: Cruccueddu, Buoncammino, Monte Altari, Pizzu ‘e Pudda. L’età antica del rame è documentata nelle domus de Janas di San Benedetto e nel villaggio di Via San Leonardo. Testimonianze del periodo nuragico sono i nuraghi di Santa Barbara, Is Cadonis, Medau Mannu, Punta Sa Pannara, Punta Fico d’India, Genna Mustazzu, le tombe dei giganti di Genna Solu, di Martiadas e il tempio di Serra Abis.

750 a.C. - 476 d.C.
Fenici, Cartaginesi e Romani, attratti dalle ricchezze minerarie, occuparono le zone costiere. I cartaginesi innalzarono in travertino bianco il tempio di Matzani sulle pendici del Monte Cuccurdoni Mannu nell’isola amministrativa di San Marco. Al periodo romano risalgono l’i nsediamento di Corongiu, il ponte di Canonica e le vicina tomba ad arcosolio di Monte Pitzuga.

476 - 1258
Con la conquista vandalica (456 – 534 d.C) l’invio nel Sud-Ovest di una colonia di Maurusi determinò l’imposizione alla regione del nome di Maurreddìa e agli abitanti di Maurreddus. Nel giudicato di Cagliari erano comprese la curatoria o “triconia” di Sulci e la curatoria o “ triconia” del Sikerri, facenti parte della diocesi sulcitana, la cui sede prima a Sant’Antioco e poi, nel XIII sec., a Tratalias, fu traslata a Villa di Chiesa tra il 1355 e il 1362. Al periodo tardo bizantino o giudicale appartengono i ruderi di numerose chiese alcune legate a ville del territorio del Sikerri. Entro le mura si segnalano la chiesa del Santo Salvatore, di Sant’Antonio Abate e di San Saturno (oggi Madonna delle Grazie).

XIII sec.
Nella valle del Cixerri , che andava progressivamente popolandosi di villaggi sparsi, Ugolino della Gherardesca, Conte dei Donoratico e Signore della sesta parte del Cagliaritano , fondò Villa di Chiesa, menzionata per la prima volta in un documento del 1272. Il territorio, ricco di piombo argentifero e perciò conosciuto anche con il nome di Argentaria, vide rifiorire l’attività mineraria. In breve volgere di tempo Villa di Chiesa si sviluppò, manifestando l’esigenza di uno statuto che regolasse sia la vita cittadina, sia l’attività estrattiva delle miniere vicine: il Breve di Villa di Chiesa. Quella pisana è una fase eccezionale della storia di Iglesias che divenne il centro più importante del meridione sardo dopo Cagliari.

1323
Nel giugno del 1323 le milizie iberiche sbarcarono a Palma di Sulcis puntando direttamente su Villa di Chiesa che, dopo un lungo assedio, il 7 Febbraio 1324, fu costretta alla resa, ottenendo il diritto all’onore delle armi. Aveva, così, inizio il periodo della dominazione catalano-aragonese. L’infante Alfonso, cinque giorni dopo l’occupazione, concedeva alla città il privilegio di coniare moneta d’argento e, nel 1327, approvava e confermava il Breve di Villa di Chiesa. Nell’aprile del 1354 la città venne incendiata e distrutta nel corso della guerra contro Mariano d’Arborea, che riuscì ad impadronirsene. Tornato in possesso della città, Pietro il Cerimonioso dispose il riassetto delle mura. Tuttavia la situazione rimase confusa ed agitata a causa del continuo riaccendersi dei conflitti fra la Corona d’Aragona ed il Giudicato d’A rborea. Lotte e distruzioni determinarono una stasi dell’attività economica.

1479
Nel 1479 la Sardegna passava alla Spagna senza che ciò apportasse alcun cambiamento. L'inetto dominio spagnolo e le pestilenze del '600 gravarono duramente sul territorio e le miniere furono abbandonate.

1720
Soltanto nel XVIII secolo, quando l’Isola entrò a far parte del Regno di Sardegna, rinacque l’interesse per l’attività mineraria. Nella seconda metà dell’Ottocento si moltiplicarono i permessi di ricerca e di estrazione per i più svariati minerali, si creò una maestranza numerosa e competente, si perfezionarono gli impianti e l’attrezzatura secondo i più moderni dettami della tecnica. Videro la luce nuove imprese. In pochi decenni con l’industria mineraria la Sardegna riuscì a conquistare un rilievo di livello internazionale ed anche Iglesias, secondo Quintino Sella, ebbe “più reddito di ciò che avesse, lustri fa, di capitale” e soprattutto “nuove case, nuove strade, nuovi quartieri “. La popolazione arrivò ai ventimila abitanti . “Nuovi eclettismi architettonici raccontano di tecnici convenuti da ambiti culturali variegati: il segno del Liberty decora case e palazzi, le architetture minerarie adottano soluzioni estremamente raffinante, il neogotico si affaccia negli edifici cittadini”. (Marco Cadino - Paesi e città della Sardegna)

1900
La crisi del settore agricolo di inizio Novecento portò a Iglesias circa 16.000 lavoratori e quasi tutti vennero impiegati nelle miniere. Le condizioni lavorative di sfruttamento e di miseria degli operai causarono incidenti e scontri. L’11 Maggio del 1920 ad Iglesias gli scioperanti si scontrarono con Carabinieri e guardie regie. Sette furono i morti e ventisei i feriti. Durante il Ventennio fascista con la politica autarchica le miniere ricevettero un nuovo, notevolissimo impulso, soprattutto per lo sfruttamento carbonifero del Sulcis. Tuttavia, il carbone sardo, difficile da estrarsi e di qualità mediocre non poté reggere a lungo la concorrenza di quello prodotto da altri Paesi. Negli ultimi decenni del Novecento, le miniere sarde avevano ormai assunto una posizione di definitiva inferiorità nel mercato mondiale. La perdurante depressione delle quotazioni del piombo zincifero, il progressivo impoverimento dei giacimenti, l’immane sforzo finanziario richiesto determinarono la cessazione di ogni attività mineraria.


Oggi Iglesias è una città nuova. Le speranze e le energie del territorio sono volte ad incrementare l’economia con le nuove attività legate al settore turistico- alberghiero nel quale trovano adeguata collocazione le strutture minerarie, considerate dei gioielli di archeologia industriale.



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fonte:  http://www.mediatecaiglesias.it/     e    http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Iglesias&oldid=23312737









 

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