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Cala Gonone
Scritto da Matteo   
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Cala Gonone


CALA GONONE



Cala Gonone



Cala Gonone è una frazione del comune di Dorgali in provincia di Nuoro (Sardegna), da cui dista 9 Chilometri.
Arrivando da Dorgali e superata la galleria sulla SS 125 che attraversa il monte Bardia, Cala Gonone si staglia contro l'azzurrissimo mare, posizionato sulla collina ripida in discesa verso la costa del Golfo di Orosei. Le bellissime spiagge non si vedono subito, poiché il paese si affaccia sul porto turistico. Cala Gonone è ricca di pensioni, alberghi e ha un campeggio ed un'area attrezzata per la sosta dei camper, ma non è stata invasa dalle strutture ricettive: esse infatti sono per la maggior parte architetture ristrutturate e adibite a scopo turistico, spesso a conduzione familiare.
Le splendide cale del golfo sono talora raggiungibili via mare o, più lungamente, tramite i sentieri dell'entroterra.
Tra le cale più note si ricordano Cartoe e Cala Fuili .
Famosa e splendida la Grotta del Bue Marino, che partendo dalla costa entra nella montagna per diversi chilometri. Qui si rifugiava la foca monaca (oggi data per estinta in questa zona).Località abitata già in epoca nuragica, poi romana ed infine bizantina (X secolo). Infatti sulla costa due chilometri più a Sud di Gonone era ubicata fino al primo millennio d.C. la realtà urbana portuale (Sulcalis) più importante dal punto di vista demografico ed economico del territorio dorgalese e del Golfo di Orosei. Il litorale di Gonone dopo lo spopolamento dell'anno mille fu utilizzato come approdo in periodo medioevale. Il centro attuale nasce con la costruzione della Chiesa nel 1878. Poi il villaggio fu interessato dal popolamento di una colonia di pescatori ponzesi all'inizio del XX secolo e si sviluppa soprattutto nella seconda metà del Novecento come importante centro turistico e balneare. I locali chiamano questo paese semplicemente Gonone.
Le origini del nome
Etimologicamente è un aggettivo che deriva dal sostantivo sardo nuragico "gonno", significa collina o terra emergente.[1] Potrebbe anche essersi originato dal nome di persona Conone diffuso nel mondo ellenico. Vi sono due santi con il nome San Conone, il primo Vescovo di Bidana in Isauria è il protettore di Castelcivita (SA) taumaturgo e protettore dei sordomuti (festa il 3 di giugno). Il secondo monaco abate visse nel VI secolo in Palestina (festa il 19 di febbraio), è sepolto a San Pietro. Potrebbe anche essersi originato dal greco "koinonos", compagnia, forse riferito alla presenza di camalli che nell'età antica caricavano e scaricavano le merci dei traffici portuali di Cartagine Sulcos (Sulcali poi Turcali).

Nella località sovrastante collocata un poco più a Sud di Gonone e ben visibile dal paese scompare nel X secolo l'importante città costiera tardo bizantina di Nuraghe Mannu (Thurcali), chiamata dallo storico romano imperiale Claudianus "Cartagine Sulcos" il cui nome volgare romano era Sulcalis (molto probabilmente la romana Sulci Tirrena) che si deduce dal nome Thurcali con il quale gli anziani locali denominavano volgarmente questa città Nei resti della città vicino al nuraghe monotorre principale (Nuraghe Mannu) ci sono le tracce di un cenobio, di un edificio di culto cristiano bizantino della Teotocos (La Madre di Dio).La popolazione di Nuraghe Mannu era già cristianizzata dal IV secolo d.C. La Chiesa era di rito greco. La popolazione locale parlava il latino volgare, dal quale si sarebbe originato il sardo moderno, e come linguaggio parallelo sempre più latinizzato, il protosardo. Il protosardo era il linguaggio locale sin dall'epoca dei nuraghi ed era più antico del sardo neolatino e secondo si sarebbe originato migliaia di anni prima da successive migrazioni dei popoli del mare (shardana) della Tracia, dalla Grecia e dall'odierna Albania. In periodo romano era ancora popolato il villaggio di Nuraghe Arvu nella periferia del paese che faceva parte della stessa realtà urbana di Cartagine Sulcos. Nelle vicinanze nella grotta di "Sa Cresiedda" ci sono le tracce della presenza di anacoreti dediti al culto di San Giovanni Battista, "Santu Anne a Mantedda" resta come nome della località. A questo santo era dedicato in periodo medioevale il porto di Thurcali ubicato sotto le falesie di "Sos d'Orroles". In epoca romana e bizantina i passi montani carreggiabili sulla catena calcarea del Monte Santo (da Monte Bardia a Monte Tului e a Punta Dogana), collegati nell'entroterra all'orientale sarda erano due, uno quello di Monte Ruiu (poco più a Sud del passo di Irghiriai o Littu) mentre il secondo accesso era quello di Suttaterra.


Bandiera di Girifai.
Il termine romano sulcos era riferito ai canaloni (le codule) del Golfo di Orosei che fungevano da approdi.
Sempre in questo periodo, in un'area più a Nord di Gonone raggiungibile dopo aver valicato il passo di "Littu", scompare il centro urbano costiero di Cares, anch'esso risalente all'epoca tardo bizantina, posto lungo l'orientale romana in località "S'abba Frisca", i cui approdi erano invece collocati nelle insenature delle spiagge di Cartoe e di Osala. Cares, Carese in italiano, (o Qares, in lingua punica) è un termine punico che ha dato origine al termine Cartoe. Il centro di Cares era collocato in un'area limitrofa alle terme romane di San Giovanni Battista, dove ora si trova la chiesa dei Santi Giovanni Battista e Lorenzo Martire. Nella valle del riu Siddai (o riu Littu), che sfocia a Cartoe, è stato ritrovato il congedo bronzeo di Tunila e la targa bronzea del IV secolo della locale caserma dei vigiles urbani romani del centro di Cares. Quest'ultima ricorda il finanziamento della caserma a cura del Prefetto dei Vigili dell'Urbe Egnatuleio Anastasio.


Targa della caserma dei vigiles urbani di Cares, ricorda il finanziamento della caserma a cura del Prefetto Egnatuleio Anastasio nel IV secolo. Museo Civico Comunale Dorgali.
Nelle Collettorie Pontificie del 1341 in questo tratto di costa è registrato l'approdo di San Giovanni Portu Nono (Portu de 'Onone) che dipendeva da un'omonima Precettoria giovannita (e prima del 1312 templare) dedicata al Battista e collocata nell'interno (oggi a Dorgali nell'isolato di "S'Eremu" in Via Dante allora a Thorpeia). L'approdo costituiva lo sbocco la mare della Franca di Girifai (Secolo XIII). La dedicazione del porto di "Sos d'Orroles" a San Giovanni Battista è dovuta al culto delle acque per via della presenza in questo litorale della risorgiva salmastra e sulfurea di "S'Abba Meica" alla quale sono state sempre attribuite virtù curative (fegato, epidermide ecc.). Sulle fondamenta di un antico edificio di culto dedicato a San Giovanni fu costruita La Villa della Favorita oggi ridotta a rudere.
Nel Catasto De Candia del 1846 la località "Portu de Gononi" è l'area del litorale prospiciente l'acquario, mentre la costa dell'attuale area portuale veniva chiamata "Cala Gurtidosa" e il suo immediato entroterra "Ortiddotte".
Nel catasto del 1846 l'attuale spiaggia di "Palmasera" veniva denominata "Pramaera".
Nel 1878 viene costruita la Chiesa di Gonone allora dedicata alla Madonna della Guardia




Fonti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Cala_Gonone
http://www.promozione-italia.com/sardegna/cala-gonone.html



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