Is Arenas (Sas Renas nella variante sardo logudorese) è una baia della
Sardegna occidentale, sita in provincia di Oristano, appartenente
prevalentemente al territorio comunale di Narbolia (in corrispondenza
della parte centrale dell'arenile) e in minoranza ai comuni di Cuglieri
(il versante nord) e San Vero Milis (la terminazione a sud). Vi si
accede percorrendo la Strada Statale 292 e deviando verso il mare
presso il confine tra i territori di Narbolia e Cuglieri.
La baia è lunga circa 6 km ed è delimitata a nord dalla punta di Torre
del Pozzo e a sud dal canale artificiale di Is Benas (che collega il
mare con l'omonimo stagno), oltre il quale vi è la scogliera con la
torre di Scab'e Sai, nei pressi del Capo Mannu che segna l'estremo nord
della penisola del Sinis.
Il nome arenas significa sabbie in quanto la baia era caratterizzata in
origine dalla presenza nell'entroterra di una ampia distesa di dune di
circa 700 ettari, la più grande della Sardegna. Questo territorio è un
piccolo deserto che a partire dal 1950 è stato oggetto di un vasto
rimboschimento operato con l'aggiunta di varie essenze, soprattutto
pini marittimi ed acacie saline, operato al fine di protezione
dell'entroterra dalla ricopertura della sabbia spostata dai forti venti
che battono la zona. Attualmente rimangono solo pochi tratti di dune
sabbiose. Dalla spiaggia sabbiosa, delimitata dalla pineta, si può
osservare il massiccio del Montiferru.
Nel 1995 il sito è stato proposto come Sito di interesse comunitario
(codice ITB032228) su una superficie di circa 1.280 ha.
Il clima è di tipo Termomediterraneo secco, con temperature invernali
che raramente scendono al di sotto dei 12 °C ed estive che solo
occasionalmente superano i 33 °C.
Dal mese di settembre 2009 Is Arenas è al centro dell'attenzione per un
discusso impianto eolico marino per il quale è stata presentata una
richiesta di concessione demaniale. Il progetto, che riguarda le acque
antistanti l'arenile, è fortemente osteggiato dagli enti locali
interessati, dalla Regione, da diversi parlamentari sardi (e anche non
sardi), dal Ministero dell'ambiente e dalle organizzazioni
ambientaliste locali. L'intervento di queste ultime è incentrato sulla
considerazione che l'impianto delle pale eoliche, con l'adagiamento sul
fondo dei cavi elettrici finirebbe per compromettere la popolazione
delle posidonie, piante marine considerate specie protetta.